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Sentenza

Sentenza n. 2855/2026 - Roma, Sezione 2

per l’accertamento dell'illegittimità e l’annullamento, previa concessione di misure cautelari, silenzio/inadempimento/rifiuto formatosi sull’istanza di rilascio del visto per motivi di studio avanzata da Ali Sher presso l’Ambasciata Italiana di Islamabad in Pakistan

Giustizia amministrativa202515756

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio asseritamente formatosi sull'istanza di rilascio del visto per motivi di studio

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione consolare)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto azione avverso il silenzio asseritamente formatosi sull'istanza di rilascio di un visto per motivi di studio, presentata presso l'Ambasciata italiana ad Islamabad. Nel corso del giudizio è stata documentata la fissazione di un appuntamento presso l'Ambasciata, funzionale all'avvio dell'istruttoria e al colloquio consolare. Il ricorrente ha chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere e la condanna dell'Amministrazione alle spese; le amministrazioni resistenti hanno chiesto anch'esse la definizione del giudizio, instando però per la compensazione delle spese.

La decisione

Il TAR ha escluso la cessazione della materia del contendere, poiché la fissazione dell'appuntamento non equivale al rilascio del visto: costituisce soltanto una fase interna del procedimento, che può concludersi sia con il rilascio sia con il diniego del visto. Tuttavia, la condotta processuale del ricorrente è stata ritenuta significativamente espressiva di un disinteresse alla perdurante coltivazione del ricorso. Il giudizio è stato quindi dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a., con sentenza in forma semplificata ex art. 60 c.p.a. Le spese sono state integralmente compensate in ragione della peculiarità della questione, del rilevante flusso di istanze di visto presso l'Ambasciata e dell'esito in rito.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.

    sopravvenuta carenza di interesse alla definizione del giudizio

    La sopravvenuta carenza di interesse può essere dichiarata quando la condotta processuale della parte ricorrente evidenzi il disinteresse alla perdurante coltivazione del gravame.

  • art. 60 c.p.a.

    decisione in forma semplificata

    Consente la definizione del giudizio con sentenza semplificata quando ricorrono i presupposti e siano state espletate le formalità previste.

Massime di principio

  • La fissazione di un appuntamento presso l'ufficio consolare per avviare l'istruttoria e svolgere il colloquio relativo a una domanda di visto non determina la cessazione della materia del contendere, perché non equivale al rilascio del visto e il procedimento può ancora concludersi con un diniego.
  • La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione può essere dichiarata quando la condotta processuale del ricorrente, valutata alla luce degli sviluppi intervenuti nel procedimento amministrativo, evidenzi un disinteresse significativo alla prosecuzione del giudizio.
  • La cessazione della materia del contendere presuppone il soddisfacimento integrale e definitivo della pretesa azionata; il compimento di una fase endoprocedimentale non è sufficiente quando residui il potere dell'amministrazione di decidere favorevolmente o negativamente sulla domanda.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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