Cassazione Penale, Sentenza n. 10294/2022 del 23/03/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto di competenza territoriale su più capi di imputazione per reati di stupefacenti (artt. 73 e 74 D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309). Il GIP di Bologna aveva dichiarato incompetente per una parte dei capi ritenendo competente il Tribunale di Reggio Emilia; il GIP di Reggio Emilia, dopo aver ricevuto gli atti e reiterato la richiesta di misure cautelari, ha ritenuto competente il Tribunale di Bologna per alcuni capi relativi a Roland Qoli (contatti telefonici e acquisiti/cessioni collegati), sollevando così conflitto negativo di competenza. Entrambi i giudici hanno escluso l'applicazione dell'art. 191 c.p.p. per assenza di urgenza ai fini delle misure cautelari.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato la competenza del Tribunale di Bologna (Ufficio del GIP) e ha disposto la trasmissione degli atti a tale autorità. La decisione si è fondata sul principio secondo cui, in materia di stupefacenti, la competenza territoriale si determina nel luogo in cui si è realizzato l'accordo tra acquirente e venditore; se la contrattazione è avvenuta per telefono, il luogo rilevante è quello in cui il proponente ha avuto contezza dell'accettazione. Nel caso concreto, Roland Qoli era a Bologna quando ha concordato l'acquisto con soggetti residenti a Reggio Emilia, per cui l'accordo si è realizzato in Bologna.
Norme richiamate
art. 28 cod. proc. pen.
definizione dei conflitti di competenza; la situazione è stata qualificata come conflitto di competenza territoriale perché entrambi i GIP hanno declinato la competenza sui medesimi fatti
art. 191 cod. proc. pen.
norma sull'eccezione di incompetenza con richiesta di immediata decisione per urgenza; i GIP hanno ritenuto che non sussistessero esigenze di urgenza per l'applicazione di questa norma
art. 274 cod. proc. pen.
riferimento alle esigenze cautelari richieste per misure personali; la mancanza di urgenza ai sensi di questo articolo è stata invocata per non applicare l'art. 191
art. 73 e art. 74 D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
art. 73 e art. 74 D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
quadro normativo sostanziale dei delitti di traffico e detenzione di stupefacenti a cui si riferiscono i capi d'imputazione
Massima giurisprudenziale (Cass. Sez. III, n. 14233 del 5/02/2020)
Cass., Sez. III, n. 14233 del 5/02/2020
principio applicato dalla Corte: in materia di stupefacenti la competenza territoriale spetta al giudice del luogo in cui si è realizzato l'accordo tra acquirente e venditore; se la contrattazione è telefonica, rileva il luogo in cui il proponente ha avuto contezza dell'accettazione
Massime di principio
- Nelle ipotesi di acquisto/cessione di stupefacenti la competenza territoriale si determina sul luogo in cui si è realizzato l'accordo tra acquirente e venditore, non necessariamente sul luogo della materiale consegna
- Se la contrattazione è avvenuta tramite telefono o altro mezzo a distanza, il luogo rilevante è quello in cui il proponente ha avuto conoscenza dell'accettazione, ossia dove si è perfezionato l'accordo
- La presenza di azioni successive (es. consegna in luogo diverso) non esclude che la competenza sia del luogo dell'accordo; va valutato quale evento costituisce il nucleo costitutivo del reato contestato
- L'art. 191 c.p.p. può determinare una deroga temporanea quando sussistono esigenze d'urgenza per l'adozione di misure, ma la sua applicazione richiede la concreta sussistenza di tali esigenze; in loro assenza il conflitto va risolto secondo le regole ordinarie
- In caso di dubbi o di contestazione reciproca di incompetenza tra sedi giudicanti, è legittimo sollevare il conflitto di competenza che deve essere deciso dalla Corte di Cassazione
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