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Sentenza

Sentenza n. 1705/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania (Sezione Sesta) n. 3266 del 2024.

Giustizia amministrativa202406173

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Campania n. 3266 del 2024, relativa alla delibera comunale di annullamento della precedente determinazione sulla monetizzazione delle aree da cedere e al diniego definitivo del permesso di costruire

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Gli appellanti contestavano la sentenza del TAR che aveva dichiarato improcedibile il ricorso contro la delibera di Giunta comunale n. 58 del 2022, successivamente ritirata, e respinto i motivi aggiunti contro la delibera n. 104 del 2022 e il diniego definitivo del permesso di costruire. Deducevano, tra l'altro, l'erroneità della declaratoria di improcedibilità; l'incompetenza della Giunta comunale in materia di rilascio del permesso di costruire e di individuazione delle aree da cedere; l'illegittimo diniego della monetizzazione; la violazione degli artt. 10-bis e 21-octies della l. n. 241/1990; la violazione dell'obbligo di astensione del Sindaco per il rapporto di parentela con proprietari di un fondo confinante; l'illegittimità della revoca o annullamento della delibera n. 58 del 2022 per assenza di fatti sopravvenuti, contraddittorietà, eccesso di potere e motivazione postuma; l'erronea interpretazione dell'art. 57, comma 7, delle NTA del PUC, ritenuto dagli appellanti idoneo a consentire nuova edificazione sui lotti saturi di superficie superiore a 1.500 mq; la violazione dell'art. 10-bis nel diniego definitivo; e l'invalidità derivata del diniego edilizio. L'area, ricadente in zona B1, aveva una superficie superiore a 1.500 mq; la disciplina urbanistica prevedeva la cessione gratuita del 40% del lotto e gli appellanti avevano proposto, in alternativa, la monetizzazione.

La decisione

L'appello è stato respinto integralmente. Il Consiglio di Stato ha confermato la sopravvenuta carenza di interesse rispetto all'impugnazione della delibera n. 58 del 2022, poiché essa era stata successivamente annullata d'ufficio con la delibera n. 104 del 2022. Ha ritenuto infondata la censura relativa al conflitto di interessi del Sindaco: l'obbligo di astensione ex art. 78, comma 2, TUEL richiede una correlazione immediata e diretta tra la delibera e l'interesse del parente; la mera contiguità dei fondi, senza prova di un concreto vantaggio, non è sufficiente. Ha qualificato la delibera n. 104 del 2022 come annullamento d'ufficio ai sensi dell'art. 21-nonies l. n. 241/1990, anziché come revoca, ritenendo irrilevante l'assenza di fatti sopravvenuti quando il ritiro dipenda dalla ritenuta illegittimità della precedente interpretazione normativa. Ha inoltre ritenuto corretta l'interpretazione dell'art. 57, comma 7, delle NTA del PUC: le disposizioni sui lotti saturi, anche se superiori a 1.500 mq, riguardano capacità edificatorie riferite a lotti confinanti e non attribuiscono autonoma capacità edificatoria al lotto saturo. Tale interpretazione ha giustificato l'annullamento della delibera n. 58 e il diniego del permesso di costruire, escludendo anche la contraddittorietà dell'azione amministrativa. Il preavviso di rigetto ex art. 10-bis non richiede una confutazione analitica di ogni osservazione, essendo sufficiente una motivazione complessiva e logica, purché non introduca ragioni nuove rispetto al preavviso; nel caso concreto il diniego esponeva chiaramente le ragioni ostative. L'art. 10-bis non si applica, inoltre, ai procedimenti di autotutela avviati d'ufficio. Venuta meno l'illegittimità della delibera n. 104, è stata esclusa anche l'invalidità derivata del diniego edilizio. Nulla sulle spese per la mancata costituzione del Comune.

Norme richiamate

  • art. 78, comma 2, d.lgs. 267/2000

    devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o dei propri parenti o affini sino al quarto grado

    L'obbligo di astensione richiede una correlazione immediata e diretta tra il contenuto della delibera e specifici interessi dell'amministratore o dei suoi parenti; la mera vicinanza dei fondi e l'assenza di prova di un concreto vantaggio non sono sufficienti.

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    L'amministrazione può annullare d'ufficio un precedente provvedimento ritenuto illegittimo anche quando l'illegittimità derivi da un'erronea interpretazione del quadro normativo già conoscibile al momento dell'adozione dell'atto, senza necessità di fatti sopravvenuti propri della revoca.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Il preavviso di rigetto opera nei procedimenti ad istanza di parte e non nei procedimenti di autotutela avviati d'ufficio. Nel provvedimento finale non è necessaria la confutazione analitica di ogni osservazione, purché la motivazione sia complessivamente logica e non introduca ragioni nuove rispetto al preavviso.

  • art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990

    La violazione delle garanzie partecipative non determina l'annullamento quando risulti che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso.

  • art. 57, comma 7, NTA del PUC

    Le superfici di lotti precedentemente saturati possono essere utilizzate per accogliere sagome o parti di esse derivanti da interventi consentiti su lotti confinanti, fermo restando il rispetto delle distanze e delle altezze previste dalle NTA. Per lotti saturi, la cui superficie superi i 1.500 mq sono possibili interventi di NE a condizione che sia ceduta al Comune una quantità minima di superficie pari al 40% dell’intero lotto e che la volumetria realizzabile sia calcolata sulla SF residua della parte ceduta ad uso pubblico. In quest’ultimo caso, non è possibile trasferire su di essi diritti edificatori provenienti da altri lotti.

    Le due fattispecie disciplinate dalla norma si riferiscono alle capacità edificatorie del lotto confinante rispetto al lotto saturo; il lotto saturo, in quanto tale, non dispone di autonoma capacità edificatoria.

  • art. 28-bis d.P.R. 380/2001

    Richiamato dagli appellanti con riguardo alla competenza sul permesso di costruire convenzionato e sull'approvazione della convenzione; la censura è stata respinta nel quadro del rigetto complessivo dell'appello.

Massime di principio

  • L'obbligo di astensione degli amministratori locali sorge quando vi sia una correlazione immediata e diretta tra il contenuto della deliberazione e uno specifico interesse proprio o di un parente o affine entro il quarto grado; la mera contiguità dei fondi, senza prova di un vantaggio concreto o specificamente riferibile alla deliberazione, non è sufficiente.
  • L'amministrazione può qualificare e ritirare un precedente atto come annullamento d'ufficio, ai sensi dell'art. 21-nonies l. 241/1990, quando accerti che esso era illegittimo per erronea interpretazione della disciplina applicabile; non è necessario che siano intervenuti fatti nuovi, poiché questi ultimi rilevano per la revoca e non costituiscono presupposto dell'annullamento d'ufficio.
  • Quando una disciplina urbanistica riferisce le possibilità edificatorie dei lotti saturi agli interventi consentiti sui lotti confinanti, le previsioni relative ai lotti saturi di maggiore superficie non attribuiscono necessariamente una capacità edificatoria autonoma al lotto già saturo; l'interpretazione deve essere ricavata dal coordinamento dell'intera disposizione e dal significato dei riferimenti alla volumetria trasferita o realizzabile.
  • Nel procedimento amministrativo, il preavviso di rigetto non impone una confutazione analitica di ogni osservazione dell'interessato: è sufficiente una motivazione finale complessivamente logica e coerente, purché non introduca elementi ostativi nuovi e non enucleabili dal preavviso.
  • L'art. 10-bis l. 241/1990 si applica ai procedimenti avviati a istanza di parte e non ai procedimenti di autotutela iniziati d'ufficio; inoltre, l'inosservanza delle garanzie partecipative non comporta annullamento se è dimostrato che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziVincoli urbanisticiAutotutelaPartecipazione al procedimento
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcedimento amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaPartecipazione procedimentaleVizi formali non invalidantiDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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