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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42018/2023 del 16/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso avverso la sentenza d'appello contestando, in due motivi, profili di responsabilità, la sussistenza della recidiva e il trattamento sanzionatorio. In particolare ha dedotto che la recidiva specifica e infraquinquennale era stata erroneamente applicata, con conseguenze sul quantum della pena e sui termini di prescrizione.

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto fondato il motivo relativo alla recidiva: ai fini della configurabilità della recidiva è necessario che il nuovo reato sia commesso dopo che la precedente condanna sia divenuta irrevocabile. Nel caso di specie la sentenza "fondante" è divenuta irrevocabile il 30/03/2008, mentre il reato per cui si procede è stato consumato l'8/01/2008; pertanto la recidiva va esclusa. Esclusa la recidiva, è stato rilevato che il termine di prescrizione del reato di cui al capo 2) è decorso il 8/07/2020. Conseguentemente la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato per prescrizione.

Norme richiamate

  • artt. 110, 624, 625, nn. 2 e 5, cod. pen.

    Norme sostanziali che individuano il reato per il quale l'imputato era stato condannato in primo e secondo grado (capo 2): concorso in truffa/furto o reati contro il patrimonio, come specificato nella sentenza impugnata.

  • art. 129, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiamato nel testo quale riferimento procedurale; la Corte ha verificato l'assenza di elementi tali da adottare una pronuncia ai sensi del citato articolo e, alla luce di ciò, ha valutato la decorrenza della prescrizione.

  • Giurisprudenza: Sez. 6, n. 16149 del 03/04/2014 (Madeddu), Rv. 259681

    Principio giurisprudenziale utilizzato dalla Corte: per la configurabilità della recidiva è necessario che il nuovo reato sia stato commesso dopo che la precedente condanna sia divenuta irrevocabile.

Massime di principio

  • Per valutare la recidiva occorre confrontare la data di consumazione del nuovo reato con la data di irrevocabilità della precedente condanna: la recidiva sussiste solo se la seconda condotta è successiva all'irrevocabilità della prima sentenza.
  • Se la recidiva è erroneamente applicata, la correzione può ridurre la pena e talvolta determinare l'estinzione del reato per prescrizione; dunque la verifica delle date è cruciale anche per i termini di prescrizione.
  • Quando l'esclusione della recidiva comporta l'estinzione del reato per prescrizione, la Corte di legittimità può annullare senza rinvio la sentenza impugnata per effetto dell'estinzione.
  • Difensori e parti devono procurare e produrre documentazione certificata sulle date di irrevocabilità delle sentenze pregresse e sulle date di commissione dei reati per evitare errori nel calcolo della recidiva e della prescrizione.
  • Errori materiali nell'indicazione della data del fatto (es. 2009 anziché 2008) devono essere corretti e considerati con attenzione poiché possono incidere sulle conclusioni circa la recidiva e sui termini prescrizionali.

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