Sentenza n. 877/2026 - Brescia, Sezione 1
per l'annullamento previa sospensione dell’efficacia, del decreto del Questore di Brescia, Cat A-12 /IMM/IISez.2022/-OMISSIS- emesso in data 20.07.2022, e comunicato all'interessato il 29.09.2022 con il quale si dispone il rigetto della domanda volta ad ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro, fondato sulla pericolosità sociale del richiedente
Esito
Favorevole al resistente (questura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il decreto del Questore di Brescia che aveva respinto la domanda di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro, deducendo la violazione dell'art. 5, comma 5, del d.lgs. 286/1998, l'omessa comunicazione del preavviso di rigetto ai sensi dell'art. 10-bis l. 241/1990 e il difetto di istruttoria. In particolare, ha contestato che l'Amministrazione non avesse adeguatamente valutato la natura discrezionale del procedimento, il proprio grado di inserimento in Italia, la durata del soggiorno, la natura e l'intensità dei legami familiari e la disponibilità di un'attività lavorativa. Il diniego era stato motivato dalla reiterazione di condotte criminose, comprendenti condanne irrevocabili per furti, stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale e violazioni della disciplina sull'immigrazione, nonché ulteriori procedimenti penali e, successivamente al provvedimento, ulteriori condanne e denunce.
La decisione
Il TAR ha respinto il ricorso, ritenendo il diniego sorretto da adeguata istruttoria e congrua motivazione. L'Amministrazione non si era limitata a richiamare le condanne, ma aveva formulato una valutazione articolata della pericolosità sociale, considerando la gravità e la reiterazione dei reati e la condotta complessiva dell'interessato. La lunga permanenza in Italia, i legami familiari e lo svolgimento di attività lavorativa non sono stati ritenuti sufficienti a superare la prognosi negativa: i legami familiari non hanno costituito un effettivo fattore di integrazione né un deterrente alla commissione di ulteriori reati, mentre il lavoro non prevale sull'interesse pubblico alla tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza collettiva in presenza di una comprovata pericolosità sociale. Il giudice ha inoltre ritenuto che le condotte criminose accertate dopo il diniego, pur non potendo costituirne ex ante il fondamento, confermassero ex post la prognosi sfavorevole formulata dalla Questura. La domanda cautelare era già stata respinta e la relativa decisione era stata confermata dal Consiglio di Stato. Spese compensate.
Norme richiamate
art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998
La valutazione sul rinnovo del permesso di soggiorno deve considerare la situazione concreta dello straniero, inclusi i legami familiari e il percorso di integrazione, ma tali elementi non impediscono il diniego quando emerga una comprovata pericolosità sociale e l'interesse pubblico alla tutela dell'ordine e della sicurezza prevalga.
art. 10-bis l. 241/1990
Il ricorrente ne ha dedotto la violazione per omessa comunicazione del preavviso di rigetto; la sentenza, tuttavia, respinge complessivamente il ricorso senza riconoscere tale censura.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
La disposizione è richiamata in relazione alla trattazione da remoto della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.
art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990
La condanna per il reato in materia di stupefacenti è considerata tra gli elementi del quadro complessivo di pericolosità sociale.
art. 337 c.p.
La condanna per resistenza a pubblico ufficiale è richiamata tra gli elementi valutati dall'Amministrazione nel giudizio di pericolosità sociale.
art. 628 c.p.
La successiva condanna per tentata rapina è indicata come elemento sopravvenuto idoneo a suffragare ex post la prognosi negativa formulata nel diniego.
art. 651 c.p.
La condanna per il reato previsto dalla disposizione è richiamata nell'aggiornamento della posizione del ricorrente.
Massime di principio
- Nel procedimento di rinnovo del permesso di soggiorno, la valutazione dei legami familiari, della durata della permanenza e dell'attività lavorativa deve essere concreta e individualizzata, ma tali elementi non hanno efficacia automaticamente prevalente rispetto all'interesse pubblico alla tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza collettiva.
- Il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per pericolosità sociale è legittimo quando l'Amministrazione non si limiti al richiamo formale delle condanne, ma valuti in modo articolato la gravità, la reiterazione e la natura complessiva delle condotte, traendone una prognosi motivata di mancato inserimento sociale e di proclività a delinquere.
- La formazione o la presenza di una famiglia sul territorio nazionale non costituisce, di per sé, uno scudo contro il diniego del titolo di soggiorno: i legami familiari devono essere ponderati in concreto e possono risultare recessivi se non hanno favorito l'integrazione né impedito la commissione di ulteriori reati.
- Lo svolgimento di un'attività lavorativa, considerato isolatamente, non è sufficiente a imporre il rinnovo del permesso di soggiorno quando risulti comprovata una situazione di pericolosità sociale.
- Le condotte criminose accertate successivamente all'adozione del diniego non possono sostituire la motivazione originaria del provvedimento, ma possono confermare ex post la prognosi negativa già formulata dall'Amministrazione sulla base degli elementi disponibili al momento della decisione.
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