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Ordinanza

Ordinanza n. 118/2026 - Cagliari, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, dell’ordinanza del Comune di Quartu Sant'Elena n. 97 dell’11 dicembre 2025, notificata in data 26 gennaio 2026 ai ricorrenti; dell’ordinanza del Comune di Quartu Sant'Elena n. 99 del 19 dicembre 2025, notificata in data 26 gennaio 2026 ai ricorrenti; dell’ordinanza del Comune di Quartu Sant'Elena n. 100 del 19 dicembre 2025, notificata in data 26 gennaio 2026 al ricorrente sig. Bertucci.

Giustizia amministrativa202600410

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sardegna - Cagliari, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanze comunali di demolizione degli abusi edilizi e di ripristino dello stato dei luoghi

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato tre ordinanze del Comune di Quartu Sant'Elena, con le quali è stata ordinata la demolizione di opere ritenute abusive e il ripristino dello stato dei luoghi nel compendio immobiliare di loro proprietà. Hanno dedotto plurimi profili di illegittimità, principalmente sostenendo che il Comune avrebbe qualificato le opere come abusive senza svolgere un'adeguata istruttoria sulla data della loro realizzazione, che potrebbe essere anteriore al 1967, e sull'esistenza di eventuali titoli edilizi a loro supporto. Quanto al periculum in mora, hanno evidenziato l'irreparabilità del pregiudizio derivante dalla demolizione, considerato che nei locali interessati opera un'impresa e che i ricorrenti risiedono nell'immobile.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso gli effetti di tutte e tre le ordinanze impugnate. Il Collegio ha precisato che ogni valutazione sul fumus boni iuris è impregiudicata e non ha quindi anticipato il giudizio sulla fondatezza dei vizi dedotti. Ha ritenuto tuttavia preferibile, nel bilanciamento degli interessi, mantenere la res adhuc integra fino alla trattazione del merito, anche perché non è emerso un significativo interesse pubblico all'immediata demolizione di opere già realizzate. La trattazione di merito è stata fissata per il 14 gennaio 2027. Le spese della fase cautelare sono state integralmente compensate in ragione della particolarità della questione.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo la disciplina delle misure cautelari collegiali; la sospensione è stata concessa sulla base del bilanciamento degli interessi, senza una valutazione definitiva del fumus boni iuris.

  • art. 1967 c.c.

    Il riferimento alla possibile realizzazione delle opere anteriormente al 1967 concerne la necessità di accertare la rilevanza della data di edificazione ai fini della qualificazione edilizia delle opere; il testo non indica ulteriori profili interpretativi della norma.

Massime di principio

  • In sede cautelare il giudice amministrativo può sospendere gli effetti di un'ordinanza di demolizione anche riservando ogni valutazione sul fumus boni iuris, quando il bilanciamento degli interessi renda preferibile mantenere la situazione di fatto invariata fino alla decisione di merito.
  • L'assenza di un significativo interesse pubblico all'immediata demolizione di opere già realizzate può concorrere, insieme al pregiudizio derivante dall'esecuzione, a giustificare la sospensione cautelare dell'ordinanza di demolizione.
  • Quando è controversa la natura abusiva di opere edilizie per la possibile anteriorità della loro realizzazione e per l'eventuale esistenza di titoli edilizi, la verifica di tali circostanze può essere rimessa alla fase di merito senza che la sospensione cautelare comporti un accertamento definitivo sulla legittimità delle opere.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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