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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22774/2022 del 10/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la rideterminazione della pena operata dalla Corte di appello in sede di giudizio di rinvio, deducendo un unico motivo di violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla quantificazione della pena base e alla determinazione dell'aumento per continuazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente al trattamento sanzionatorio. Ha annullato senza rinvio la parte della sentenza impugnata riguardante la determinazione della pena e l'ha rideterminata in anni tredici e mesi dieci di reclusione (anni dodici per il reato più grave al capo C, aumentato di 1 anno per il capo A, di 6 mesi per il capo D e di 4 mesi per il capo B). Ha dichiarato inammissibile il ricorso per il resto. In precedenza la Corte d'appello aveva assolto l'imputato dai reati dei capi E-F-G-H e aveva confermato la responsabilità penale per i capi A-B-C-D, ma senza motivare adeguatamente la nuova quantificazione della pena.

Norme richiamate

  • Sentenza della Corte di cassazione n. 21835/2020

    sentenza n. 21835 del 02/07/2020

    La precedente pronuncia aveva annullato la sentenza di appello limitatamente ai reati contestati ai capi E)-F)-G)-H) e aveva dichiarato inammissibile il ricorso per il resto, rendendo irrevocabile la responsabilità penale dell'imputato per i capi A)-B)-C)-D). Tale quadro ha reso possibile alla Corte di cassazione rideterminare direttamente la pena sulla base degli elementi già definiti.

Massime di principio

  • Se la Corte d'appello si limita a confermare le valutazioni di primo grado senza fornire autonoma e specifica motivazione sulla nuova quantificazione della pena, tale carenza può giustificare la cassazione limitata al trattamento sanzionatorio.
  • Quando la Cassazione dichiara inammissibile il ricorso su talune parti rendendole irrevocabili, i giudici successivi devono attenersi a quegli accertamenti, e la rideterminazione della pena può essere effettuata sulla base degli elementi già definiti.
  • La Corte di cassazione può annullare senza rinvio la determinazione del trattamento sanzionatorio e rideterminare la pena quando la ricostruzione dei fatti e i calcoli degli aumenti (es. per continuazione) risultano ricavabili direttamente dal fascicolo e dalle statuizioni irrevocabili.
  • Nel giudizio di rinvio il giudice deve comunque motivare espressamente sui punti decisivi, tra cui il riconoscimento o il diniego delle circostanze attenuanti generiche e la valutazione della recidiva; l'assenza di motivazione su tali profili può comportare vizio di motivazione.
  • Per il calcolo della pena complessiva occorre indicare chiaramente la pena base per il reato più grave e le maggiorazioni applicate per gli altri reati (es. somme/arrotamenti per continuazione); tali operazioni devono risultare da motivazione esplicita.

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