Sentenza n. 45/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte (sezione seconda) n. 00721/2022, resa tra le parti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Ordinanza comunale di demolizione di due spianamenti in ghiaia, una costruzione prefabbricata e una casa mobile realizzate senza titolo edilizio
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Gli appellanti hanno impugnato la sentenza del TAR Piemonte che aveva respinto il ricorso contro l'ordinanza di demolizione. Hanno dedotto, in primo luogo, difetto di istruttoria e motivazione, sostenendo che la descrizione delle opere non fosse sufficiente e che il Comune avrebbe dovuto accertare più puntualmente la struttura della costruzione qualificata come baracca, anche ai fini della necessità del collaudo statico. Hanno inoltre contestato l'erronea individuazione della destinazione urbanistica e dei vincoli gravanti sull'area, lamentando che l'ordinanza non ne avesse specificato adeguatamente le prescrizioni. Con il terzo motivo hanno sostenuto che gli spianamenti in ghiaia fossero riconducibili all'edilizia libera o alla CILA, che la baracca fosse realizzabile mediante SCIA e che la casa mobile, per la sua asserita precarietà, fosse esente da titolo edilizio. Infine, hanno dedotto l'illegittimità dell'ordinanza per la mancata indicazione dell'area da acquisire al patrimonio comunale in caso di inottemperanza. Le opere consistevano in due spianamenti in ghiaia, una struttura prefabbricata in ferro e pannelli coibentati, con pavimentazione e allacciamenti, e una casa tipo mobile; il complesso era collocato in area agricola e nella fascia di rispetto stradale.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto integralmente l'appello e confermato la sentenza del TAR. Ha ritenuto adeguatamente motivata l'ordinanza di demolizione, poiché conteneva la descrizione puntuale delle opere e indicava le ragioni della loro abusività, ossia l'assenza del titolo edilizio, il contrasto con la disciplina urbanistica, la localizzazione in area agricola e la ricaduta nella fascia di rispetto stradale. Il richiamo ai verbali di sopralluogo e alle relazioni tecniche è stato ritenuto parte integrante dell'istruttoria. Le risultanze catastali, che qualificavano il bene come area urbana, non sono state considerate decisive, avendo il catasto finalità fiscali e non urbanistiche. Quanto alla struttura prefabbricata, la documentazione descrittiva e fotografica ha dimostrato la presenza di elementi metallici portanti e la destinazione alla permanenza di persone, con conseguente necessità del collaudo statico. Il giudice ha poi affermato che le opere dovevano essere valutate unitariamente, in quanto funzionali alla trasformazione surrettizia dell'area agricola in area residenziale e idonee a determinare un incremento permanente del carico urbanistico. Anche considerate separatamente, le opere richiedevano comunque un titolo: gli spianamenti in ghiaia comportavano una trasformazione permanente del suolo collegata al mutamento di destinazione d'uso; la baracca e la casa mobile erano destinate a esigenze abitative stabili e non potevano qualificarsi come precarie in ragione dei materiali impiegati. Infine, la mancata indicazione dell'area da acquisire al patrimonio comunale non vizia l'ordinanza di demolizione, trattandosi di indicazione necessaria nella successiva fase di acquisizione e non quale requisito dell'ordine ripristinatorio. Gli appellanti sono stati condannati alle spese del grado, liquidate in euro 4.000 oltre oneri riflessi.
Norme richiamate
artt. 3 e 6 l. 241/1990
L'ordinanza di demolizione, quale atto vincolato, è adeguatamente motivata quando descrive le opere abusive e indica le ragioni della loro abusività; il richiamo ai verbali di sopralluogo può integrare l'istruttoria.
art. 53, comma 1, lett. c), d.P.R. 380/2001
Le strutture portanti metalliche rientrano tra le opere soggette alla disciplina delle costruzioni e degli elementi strutturali rilevanti ai fini del collaudo.
art. 64 d.P.R. 380/2001
Per la costruzione prefabbricata con struttura portante metallica e destinata alla permanenza di persone è necessario il collaudo statico.
artt. 6, 6-bis, 10, 22, 31 e 37 d.P.R. 380/2001
La qualificazione edilizia delle opere deve tenere conto dell'effetto complessivo dell'intervento e della sua incidenza permanente sul territorio; opere funzionali al mutamento stabile della destinazione d'uso e manufatti destinati a esigenze abitative permanenti non sono riconducibili all'edilizia libera o a titoli edilizi semplificati.
art. 31 d.P.R. 380/2001
La mancata indicazione nell'ordinanza di demolizione dell'area da acquisire in caso di inottemperanza non determina l'illegittimità dell'ordinanza, poiché tale indicazione riguarda la successiva acquisizione al patrimonio comunale.
art. 28-11 delle N.T.A. del P.R.G. comunale
La destinazione urbanistica dell'area agricola deriva dallo strumento urbanistico comunale e non può essere modificata dalle risultanze catastali.
art. 31 delle N.T.A. del P.R.G. comunale
La collocazione dell'area nella fascia di rispetto stradale comporta l'inedificabilità assoluta indicata nell'ordinanza.
Massime di principio
- L'ordinanza di demolizione, avendo natura vincolata, è sufficientemente motivata quando identifica puntualmente le opere abusive e indica l'assenza del titolo edilizio e il contrasto con la disciplina urbanistica; il richiamo ai verbali di sopralluogo e alla documentazione istruttoria può integrare la motivazione senza necessità di ulteriori argomentazioni, salvo che la fattispecie presenti specifiche esigenze di approfondimento non assolte.
- Le risultanze catastali hanno finalità essenzialmente fiscali e non possono prevalere sulla destinazione urbanistica impressa dallo strumento urbanistico comunale; la qualificazione dell'area ai fini edilizi deve quindi essere desunta dal PRG e dalla disciplina urbanistica applicabile.
- La qualificazione di un abuso edilizio deve avvenire, di regola, mediante una valutazione complessiva e non atomistica delle opere quando esse siano funzionalmente collegate e concorrano a una trasformazione unitaria del territorio; non è consentito frazionare artificiosamente l'intervento per ricondurne singole componenti a titoli edilizi semplificati o all'edilizia libera.
- Uno spianamento o una sistemazione del terreno non costituisce attività edilizia libera quando, per caratteristiche e funzione, determina una trasformazione permanente del suolo funzionale al mutamento della destinazione d'uso dell'area; in tal caso è necessario un titolo edilizio.
- La precarietà di un manufatto edilizio va valutata principalmente in relazione all'uso cui è destinato e alla stabilità delle esigenze soddisfatte, non in base ai materiali o alla tecnica costruttiva; anche una struttura prefabbricata o una casa mobile richiede il titolo edilizio quando sia destinata a esigenze abitative permanenti.
- L'indicazione dell'area da acquisire al patrimonio comunale in caso di mancata demolizione non costituisce requisito necessario dell'ordinanza di demolizione, ma rileva nella successiva fase di acquisizione gratuita.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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