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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45957/2024 del 13/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso è fondato su due motivi: 1) vizio del procedimento: la correzione di errore materiale ai sensi dell'art.130 cod.proc.pen. sarebbe dovuta avvenire con fissazione della camera di consiglio e con avviso alle parti (contraddittorio), mentre nel caso in esame la Corte d'Appello ha proceduto de plano; 2) errata applicazione di legge/necessità di partecipazione: si contesta che la ricognizione della volontà espressa nel primo provvedimento non sia pacifica e che la rettifica della quantificazione della pena (da anni 19 e mesi 10 a anni 24, mesi 5 e giorni 10) possa richiedere una valutazione diversa se svolta in sede partecipata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che la trattazione de plano della correzione di errore materiale integri una nullità generale ai sensi dell'art.178 cod.proc.pen., richiamando la giurisprudenza consolidata; tale nullità può essere dedotta in cassazione solo se il ricorrente dimostra un concreto interesse a partecipare all'udienza camerale. Nel caso concreto il ricorrente ha dimostrato concreto interesse difensivo, pertanto la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato la causa per nuovo giudizio alla Corte d'Appello di Catania. Decisione del 23/10/2024.

Norme richiamate

  • art.130 cod. proc. pen.

    La norma disciplina la correzione di errori materiali; la Corte interpreta che tale correzione non possa essere adottata de plano quando comporti la necessità del contraddittorio e che la mancata trattazione in camera di consiglio con avviso alle parti determina una nullità generale.

  • art.178 cod. proc. pen.

    La Corte rileva che la trattazione de plano della correzione integra una nullità di ordine generale ai sensi di questa disposizione; tale nullità è deducibile in cassazione solo se il ricorrente prova un interesse concreto a partecipare all'udienza camerale.

  • Sez. I n.20984 del 2020 (giurisprudenza della Corte di Cassazione)

    Richiamata quale principio consolidato: l'adozione de plano del provvedimento di correzione di errore materiale senza fissazione della camera di consiglio e senza avviso alle parti comporta nullità generale e richiede prova di interesse concreto per essere dedotta in cassazione.

Massime di principio

  • La correzione di errore materiale ex art.130 cod.proc.pen. che incide su determinazioni sostanziali (es. quantificazione della pena) richiede la fissazione della camera di consiglio e l'avviso alle parti: la trattazione de plano espone a nullità.
  • La nullità derivante da correzione de plano è di ordine generale (art.178) e può essere fatta valere in cassazione solo se il ricorrente dimostra un interesse concreto a partecipare all'udienza camerale; tale interesse sussiste quando la rettifica può modificare la misura della pena o diritti rilevanti del ricorrente.
  • Se la rettifica riguarda aspetti controversi o non pacifici della volontà giudiziaria originaria (es. il computo della pena), il contraddittorio è necessario per garantire la tutela difensiva e l'adeguata valutazione delle conseguenze.
  • In presenza di una correzione adottata de plano, la Corte di Cassazione tende ad annullare e rinviare per consentire alla corte di merito di riesaminare la questione in contraddittorio; gli avvocati devono quindi sollevare e dimostrare l'interesse concreto per far valere la nullità in sede di legittimità.
  • Per i giudici di merito è buona pratica, quando la correzione riguarda la quantificazione della pena o altri profili rilevanti, procedere sempre con fissazione di camera di consiglio e comunicazione alle parti per evitare nullità e nuovi rinvii.

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