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Cassazione Civile, Ordinanza n. 05919/2024 del 05/03/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (straniero)

La controversia

Un cittadino straniero trattenuto in un CPR impugnava l'ordinanza del Tribunale che aveva prorogato di sessanta giorni il trattenimento disposto in funzione dell'esecuzione di un decreto di espulsione. Il provvedimento di espulsione era stato emesso sulla base dell'assunto che lo straniero fosse entrato irregolarmente in Italia sottraendosi ai controlli di frontiera; la difesa sosteneva invece che l'interessato fosse stato identificato e foto-segnalato all'atto dello sbarco presso un hotspot, quindi sottoposto a controllo e non introdottosi clandestinamente nel territorio. Inoltre, si deduceva che il decreto di trattenimento fosse stato trasmesso e convalidato da un giudice territorialmente incompetente, perché il provvedimento amministrativo indicava un diverso CPR e un diverso giudice di pace competente alla convalida. Il ricorso per cassazione articolava due motivi: con il primo denunciava la violazione delle norme sull'espulsione e sul trattenimento per la manifesta illegittimità del decreto presupposto; con il secondo denunciava la violazione della disciplina del trattenimento per incompetenza territoriale del giudice che aveva convalidato la misura.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo, ritenendo manifestamente illegittimo il decreto di espulsione presupposto perché la fattispecie contestata allo straniero non risultava integrata: era emerso che egli era stato identificato e foto-segnalato al momento dello sbarco, dunque sottoposto a controllo e non sottrattosi ai controlli di frontiera. Ha richiamato il principio secondo cui, nel giudizio di convalida o proroga del trattenimento, il giudice deve verificare anche la manifesta illegittimità del provvedimento espulsivo presupposto, poiché la privazione della libertà personale richiede un titolo regolare. Il secondo motivo è stato dichiarato assorbito. Il provvedimento impugnato è stato cassato senza rinvio, poiché il termine perentorio per disporre la proroga risultava già decorso. Quanto alle spese, non è stata effettuata una regolazione nel dispositivo, essendo la parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato e dovendo la liquidazione avvenire secondo le regole speciali richiamate in motivazione.

Norme richiamate

  • art. 6 D. Lgs. 142/2015

    norma posta a base della proroga del trattenimento nel centro per il rimpatrio

  • art. 13 D. Lgs. 286/1998

    richiamato insieme all'art. 14 per individuare le condizioni giustificative dell'espulsione e del trattenimento

  • art. 14 D. Lgs. 286/1998

    il sindacato del giudice sulla convalida/proroga non si limita alla regolarità formale del trattenimento, ma comprende anche la verifica della manifesta illegittimità del provvedimento espulsivo presupposto

  • art. 10-ter D. Lgs. 286/1998

    richiamato per qualificare l'introduzione provvisoria nello Stato a seguito di soccorso in mare e primo soccorso

  • art. 360, n. 3), c.p.c.

    norma processuale invocata come parametro dei motivi di ricorso per cassazione

  • artt. 375 c.p.c. e 380-bis.1 c.p.c.

    richiamati per la trattazione camerale del ricorso in cassazione

  • art. 5 par. 1 CEDU

    usato per un'interpretazione costituzionalmente orientata dell'art. 14 D. Lgs. 286/1998, nel senso che la detenzione è legittima solo se la procedura espulsiva è regolare

  • D.P.R. n. 115 del 2002, artt. 82, 83 e 133

    richiamati in tema di patrocinio a spese dello Stato e liquidazione delle spese/difese in caso di vittoria contro un'Amministrazione statale

Massime di principio

  • Nel giudizio di convalida o proroga del trattenimento dello straniero, il controllo del giudice non può arrestarsi alla verifica formale del provvedimento amministrativo di trattenimento, ma deve estendersi all'esistenza, efficacia e manifesta legittimità del decreto di espulsione che ne costituisce il presupposto necessario.
  • Poiché l'espulsione è un atto vincolato e fondato su fattispecie tipizzate, il giudice deve verificare in concreto se la specifica ipotesi contestata allo straniero sia effettivamente integrata; in mancanza, il decreto di espulsione è manifestamente illegittimo e non può sorreggere la privazione della libertà personale.
  • L'essere stato lo straniero identificato e foto-segnalato al momento dello sbarco o in occasione di un controllo di frontiera è incompatibile, di per sé, con la tesi dell'ingresso mediante sottrazione ai controlli di frontiera, quando tale sottrazione è il presupposto normativo dell'espulsione.
  • In materia di trattenimento finalizzato all'espulsione, una procedura espulsiva non regolare o basata su presupposti fattuali insussistenti comporta l'illegittimità del trattenimento e, se il termine per disporre la proroga è ormai spirato, conduce alla cassazione senza rinvio del provvedimento impugnato.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniGiurisdizioneOpposizioni esecutive
RamiProcesso civileImmobiliareEsecuzioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNullitàGiudicato

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