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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31926/2023 del 24/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione affidato a due motivi: vizio di motivazione per non avere il Tribunale di sorveglianza tenuto conto del profondo radicamento del ricorrente in Italia e per avere ritenuto, contrariamente al vero, l'esistenza di un carico di pericolosità sociale.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d'interesse: dalla consultazione del SIDET è emerso che il ricorrente è stato scarcerato il 6 ottobre 2022 per avvenuta espiazione della pena, condizione che rende ineseguibile il provvedimento di espulsione ex art. 16, comma 5, d.lgs. n. 286/1998 (che richiede che lo straniero sia detenuto e debba ancora scontare una pena). Perciò l'interesse dell'impugnante a ottenere una decisione favorevole è venuto meno e il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La declaratoria di inammissibilità non è stata considerata soccombenza: non sono state imposte spese né sanzioni pecuniarie a carico del ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 16, comma 5, d.lgs. 25 giugno 1998, n. 286

    provvedimento che presuppone che lo straniero sia detenuto e debba scontare una pena detentiva, anche residua

    La norma è stata interpretata come condizione di applicabilità dell'espulsione alternativa alla detenzione: se il soggetto non è più detenuto (pena espiata), il provvedimento non è più eseguibile

  • art. 59, comma 1, lett. a), cod. proc. pen.

    Richiamata quale disposizione normativa che determina l'inammissibilità del gravame in presenza di carenza d'interesse sopravvenuta

  • art. 568, comma 4, cod. proc. pen.

    Richiama il concetto di interesse ad impugnare come requisito soggettivo dell'azione, valutato secondo una prospettiva utilitaristica (rimozione di uno svantaggio o conseguimento di un vantaggio), che deve sussistere sia al momento della proposizione che al momento della decisione

  • Giurisprudenza delle Sezioni Unite (richiamata: es. Marinaj e pronunce successive)

    Conferma il principio della 'carenza d'interesse sopravvenuta': se l'interesse all'impugnazione viene meno per mutazione della situazione di fatto o di diritto intervenuta dopo il deposito del ricorso, il giudizio di merito è precluso e il ricorso va dichiarato inammissibile

Massime di principio

  • L'interesse ad impugnare è requisito sostanziale: deve esistere sia al momento della proposizione del gravame sia al momento della decisione; la sua assenza determina inammissibilità.
  • Se il provvedimento impugnato è reso inefficace da un fatto sopravvenuto (es. scarcerazione e completa espiazione della pena), l'impugnante perde l'interesse a ottenere l'annullamento e il ricorso può essere dichiarato inammissibile senza esame del merito.
  • L'espulsione come misura alternativa alla detenzione (art. 16, comma 5 d.lgs. 286/1998) presuppone l'esistenza di detenzione o pena residua; la cessazione di tale condizione ne impedisce l'esecuzione.
  • La declaratoria di inammissibilità per sopravvenuta carenza d'interesse non comporta automaticamente condanna alle spese o sanzioni pecuniarie nei confronti del ricorrente.
  • In situazioni simili è importante verificare tempestivamente lo status detentivo e, se rilevante, attivare rimedi amministrativi o giurisdizionali prima che sopravvengano eventi che rendano l'impugnazione inutile; inoltre, la prova del radicamento o della non pericolosità va comunque raccolta e documentata tempestivamente affinché possa essere valutata se l'interesse permane.

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