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Sentenza

Sentenza n. 2519/2026 - Catania, Sezione 3

Giustizia amministrativa202601053

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza civile del Tribunale di Ragusa n. 480/2020, nella parte relativa alla realizzazione delle opere necessarie a eliminare le infiltrazioni nell'immobile del ricorrente

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il proprietario ha chiesto l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza civile del Tribunale di Ragusa n. 480/2020, divenuta esecutiva il 4 settembre 2020 e notificata al Comune il 7 settembre 2020. La sentenza aveva condannato il Comune a eseguire, a proprie spese, i lavori individuati nella relazione del consulente tecnico d'ufficio, tra cui la realizzazione di un'intercapedine areata necessaria a eliminare definitivamente le infiltrazioni dell'immobile. Il ricorrente ha dedotto la perdurante omissione dell'Amministrazione, che aveva corrisposto le somme liquidate a titolo risarcitorio e per spese di lite, ma non aveva realizzato le opere materiali. Ha chiesto l'ordine di esecuzione del giudicato e, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta, nonché la declaratoria di nullità degli eventuali atti elusivi del giudicato. Il Comune non ha contestato né l'obbligo derivante dal giudicato né la mancata esecuzione, giustificando il ritardo con ragioni organizzative e tecniche e chiedendo un termine di 180 giorni per progettare, approvare e affidare i lavori.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, accertando che la sentenza civile era passata in giudicato, era stata notificata al Comune e non era stata integralmente eseguita. Le ragioni organizzative e tecniche addotte dall'Amministrazione possono spiegare il ritardo, ma non escludono l'obbligo di conformarsi al giudicato, soprattutto dopo il decorso di diversi anni senza realizzazione delle opere. Il Comune è stato quindi ordinato a dare completa esecuzione alla sentenza, realizzando le opere individuate nella relazione del consulente tecnico d'ufficio, entro 150 giorni dalla notificazione della sentenza. Il TAR ha ritenuto, allo stato, non necessario nominare un commissario ad acta, poiché il Comune ha manifestato la volontà di adempiere e ha dichiarato di avere avviato le attività preliminari; ha tuttavia lasciato salva la facoltà del ricorrente di chiedere la nomina del commissario in caso di persistente inerzia. Il Comune è stato condannato alle spese di giudizio, liquidate in 1.500 euro, oltre oneri e accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione è posta a fondamento del giudizio di ottemperanza; il giudice amministrativo può ordinare all'amministrazione di eseguire il giudicato e disporre, ove necessario, la nomina di un commissario ad acta.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l'amministrazione deve dare integrale e tempestiva esecuzione agli obblighi conformativi e materiali derivanti da un giudicato, anche quando abbia già adempiuto agli obblighi pecuniari stabiliti dalla medesima decisione.
  • Ragioni organizzative o tecniche possono spiegare il ritardo dell'amministrazione, ma non escludono l'obbligo di eseguire il giudicato quando le opere dovute non siano state realizzate per un periodo significativo.
  • Quando l'amministrazione manifesta concretamente la volontà di adempiere e dichiara di avere avviato le attività preliminari, il giudice dell'ottemperanza può assegnare un termine per l'esecuzione e rinviare la nomina del commissario ad acta, lasciando salva la possibilità di richiederla in caso di ulteriore inerzia.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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