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Sentenza

Sentenza n. 349/2026 - Trieste, Sezione 1

per l'annullamento del provvedimento del 12/05/2025 a firma del Responsabile del Servizio Tecnico con cui è stata rigettata la richiesta del ricorrente di variante 1 allo stralcio B attuazione sub ambito b1 dello stralcio B;

Giustizia amministrativa202500383

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Friuli Venezia Giulia - Trieste, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della variante allo stralcio B del piano attuativo comunale di iniziativa privata denominato XXIV Maggio, relativa all'attuazione del sub-ambito comprendente i lotti nn. 16 e 19

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui il Responsabile del Servizio Tecnico ha respinto la richiesta di variante avente a oggetto la diversa disposizione degli accessi ai lotti nn. 16 e 19 e la conseguente ridistribuzione dei parcheggi sull'intero stralcio B. Ha dedotto violazione della legge n. 106/2011, dell'art. 17, comma 3, della legge n. 1150/1942 e dell'art. 3 delle NTA del PRGC, nonché eccesso di potere per manifesta irragionevolezza, difetto di motivazione e travisamento dei fatti e violazione del legittimo affidamento. In particolare, ha contestato l'affermazione comunale secondo cui il sub-ambito non sarebbe accessibile indipendentemente dalle altre aree soggette al piano originario e avrebbe richiesto una variante ordinaria al PRGC, una nuova convenzione e la sottoscrizione di tutti gli aventi diritto dello stralcio B. Il ricorrente ha sostenuto che la proposta rispettava gli indici urbanistici, gli standard e i parametri di urbanizzazione, prevedeva accessi indipendenti sia per i lotti 16 e 19 sia per i lotti residui e comportava soltanto lo spostamento dei parcheggi, senza ridurne numero o dimensioni. Ha inoltre evidenziato la contraddittorietà tra il diniego e il precedente parere comunale del 2023, che aveva indicato le condizioni minime per l'assentibilità delle modifiche.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il diniego. Sulla base della relazione istruttoria e della documentazione acquisita, ha ritenuto che la variante assicurasse la realizzazione delle opere di urbanizzazione nel rispetto degli standard del piano originario e del PRGC vigente, nonché la realizzazione dei parcheggi pertinenziali, dei quali venivano modificati soltanto posizione e distribuzione, senza alterarne numero e dimensioni. Il nuovo accesso indipendente ai lotti 16 e 19 non impediva né pregiudicava la successiva urbanizzazione della parte residua dello stralcio B, i cui proprietari avrebbero conservato accessi autonomi. Al contrario, il tratto di strada che il ricorrente si era impegnato a realizzare costituiva la naturale prosecuzione della viabilità già esistente ed era funzionale a consentire in futuro l'accesso ai restanti lotti. Il Collegio ha quindi ritenuto integrati i presupposti dell'art. 3, comma 11, secondo capoverso, delle NTA, poiché il sub-ambito godeva di accessibilità indipendente e anche le altre aree restavano autonomamente accessibili. Ha conseguentemente escluso la necessità di imporre, per le modifiche proposte, la procedura di variante ordinaria e la sottoscrizione di tutti i proprietari dello stralcio B. Le spese di lite sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 3, comma 11, secondo capoverso, NTA del PRGC del Comune di Bagnaria Arsa

    il sub-ambito gode di accessibilità indipendente rispetto alle altre aree dell'ambito soggetto a PRPC originario e queste restano a loro volta accessibili in maniera indipendente

    La disposizione consente l'attuazione autonoma di un sub-ambito quando esso sia indipendentemente accessibile e l'autonomia di accesso delle restanti aree dell'ambito sia comunque conservata.

  • legge n. 106/2011

  • art. 17, comma 3, legge n. 1150/1942

  • legge regionale Friuli Venezia Giulia n. 5/2007

    È stata richiamata dal Comune quale base normativa della procedura di variante ordinaria, ma il TAR ha ritenuto non necessario applicarla alla proposta in esame.

  • art. 73 c.p.a.

    Il ricorrente ha depositato memoria di replica alla relazione istruttoria comunale.

Massime di principio

  • L'attuazione autonoma di un sub-ambito di un piano attuativo può essere consentita quando il sub-ambito sia dotato di accessibilità indipendente e la restante parte dell'ambito conservi, o possa conservare, un'autonoma accessibilità.
  • La verifica dell'autonomia funzionale del sub-ambito deve considerare non soltanto la situazione immediata degli accessi, ma anche la realizzazione per fasi della viabilità interna, quando le opere previste per il sub-ambito costituiscano il presupposto naturale per l'accesso futuro alle aree residue.
  • Una variante che mantenga gli standard urbanistici, il numero e le dimensioni dei parcheggi e la possibilità di completare l'urbanizzazione della parte residua del comparto non può essere respinta sulla base della sola esigenza di tutelare i proprietari degli altri lotti, se non sono dimostrati concreti effetti impeditivi o pregiudizievoli.
  • Non è necessaria una variante ordinaria allo strumento urbanistico quando la modifica proposta rientra nella disciplina delle NTA che consente l'attuazione indipendente di sub-ambiti e non altera gli indici, gli standard e l'assetto funzionale complessivo del piano attuativo.

Come è indicizzato

MateriePiani attuativi e lottizzazioniStandard urbanistici e dotazioni territorialiPiani regolatori e varianti
RamiUrbanistica e governo del territorioProcedimento amministrativo
IstitutiEccesso di potereDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezza

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