Cassazione Penale, Sentenza n. 8833/2024 del 29/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Pappalardo aveva impugnato la sentenza d'appello che, pur escludendo l'aggravante di cui all'art.585 c.p. in relazione all'art.576, comma 1, n.5-bis c.p. e rideterminando la pena in senso favorevole, aveva confermato la responsabilità per il delitto continuato di lesioni personali (art.582 c.p.) per lesioni giudicate guaribili in 5 e 15 giorni. In cassazione il difensore ha denunciato l'omessa pronuncia sulla richiesta dichiarazione di improcedibilità per difetto di querela e il conseguente difetto della condizione di procedibilità in ragione dell'esclusione dell'aggravante.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso: ha ritenuto che, escludendosi l'aggravante richiamata, i reati contestati (lesioni personali con durata della malattia non superiore a venti giorni) siano procedibili a querela ai sensi dell'art.582, comma 2 c.p. (nella formulazione anteriore alla novella del d.lgs. 150/2022) e che non risulti che le persone offese abbiano presentato querela. Non ricorrendo le ipotesi di cui all'art.129, comma 2 c.p.p., la Corte ha dichiarato l'improcedibilità dell'azione penale e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata.
Norme richiamate
art.585 c.p.
La circostanza aggravante prevista da questo articolo, se applicata, può incidere sulla procedibilità; la corte ha escluso la sua applicazione nel caso concreto
art.576, comma 1, n.5-bis c.p.
Richiamato in relazione all'art.585; la sua esclusione ha determinato il venir meno della rilevanza che avrebbe reso il reato procedibile d'ufficio
art.582 c.p., comma 2
Nel quadro anteriore alla modifica normativa del d.lgs. 150/2022 le lesioni con durata non superiore a venti giorni erano procedibili a querela: la Corte ha ritenuto che ciò si applichi al caso concreto
d.lgs. 10 ottobre 2022, n.150
Richiamato come novella normativa; la decisione precisa che la valutazione della procedibilità si basa sulla disciplina anteriore alla novella, applicabile al fatto
art.129, comma 2 c.p.p.
Le ipotesi di procedibilità d'ufficio indicate da questa norma non risultano integrate nel caso, quindi non è possibile procedere senza querela
art.173, comma 1, disp. att. c.p.p.
Limita l'enunciazione dei motivi nel ricorso; la Corte riporta che i motivi sono stati enunciati nei limiti di questa disposizione
Massime di principio
- Se una sentenza elimina un'aggravante che rendeva il fatto procedibile d'ufficio, occorre verificare se la fattispecie residua diventi procedibile a querela: in assenza di querela l'azione penale può essere improcedibile.
- La difesa deve sollevare tempestivamente l'eccezione di improcedibilità per difetto della querela quando l'applicazione di circostanze aggravanti venga esclusa in corso di procedimento.
- Prima di proseguire il processo, il giudice deve accertare la sussistenza della condizione di procedibilità (querela) o l'esistenza delle ipotesi di cui all'art.129 c.p.p.; se tali condizioni mancano, la sentenza va annullata senza rinvio perché l'azione non è proseguibile.
- Le modifiche normative (es. d.lgs. 150/2022) possono alterare la procedibilità di talune fattispecie: è necessario verificare quale versione della norma sia applicabile al fatto oggetto di causa.
- L'annullamento senza rinvio per improcedibilità è la conseguenza quando l'azione penale non può essere proseguita per mancanza della querela e non sussistono cause di procedibilità d'ufficio.
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