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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34777/2022 del 20/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La parte civile (Mauro Borri) impugnava la sentenza di proscioglimento dell'imputata, contestando l'invio a terzi di una mail nella quale la Rosso avrebbe attribuito al Borri comportamenti lesivi della sua reputazione. Il ricorrente articolava due motivi: 1) inosservanza di norme processuali per avere i giudici attribuito alla missiva una finalita di giustificazione della propria assenza dal lavoro senza adeguato supporto probatorio (argomento ritenuto nuovo e proposto per la prima volta in Cassazione); 2) violazione di legge per avere i giudici errato nel ritenere non diffamatorio il contenuto della mail, sostenendo che la destinazione della mail a superiori gerarchici non esclude la offensivita

La decisione

La Cassazione ha dichiarato il ricorso tempestivo ma inammissibile. Il primo motivo e stato ritenuto inammissibile perché formulato per la prima volta in questa sede; il secondo motivo e stato dichiarato manifestamente infondato. Sotto il profilo del merito sostanziale, la Corte ha ritenuto che la imputata si fosse limitata a riferire il contenuto di una conversazione/alterco senza usare espressioni ingiuriose o giudizi morali ulteriori: cioe affermazioni oggettivamente neutre che descrivevano fatti, il che esclude l'elemento oggettivo del reato di diffamazione. Il ricorrente e stato condannato alle spese processuali, al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di difesa sostenute dall'imputata

Norme richiamate

  • Giurisprudenza: Cass. Sez. 5, n. 48698 del 19/09/2014

    La Corte puo valutare in sede di legittimita la sussistenza della materialita della condotta e la portata offensiva delle frasi ritenute diffamatorie; l'accertamento dell'offensivita richiede valutazione sistematica del significato obiettivo della frase nel contesto

  • Giurisprudenza: Cass. Sez. 5, n. 2473 del 10/10/2019

    Ribadito il principio che il significato obiettivo e il contesto storico-sociale determinano se una espressione offende la reputazione

  • Giurisprudenza: Cass. Sez. 5, n. 3247 del 28/02/1995

    Non costituiscono offesa alla reputazione semplici sconvenienze, infrazioni alla suscettibilita o ferite all'amor proprio; la reputazione e valutata rispetto all'opinione del gruppo sociale rilevante

  • Giurisprudenza: Cass. Sez. 3, n. 57912 del 21/09/2017

    Principio sul divieto di introdurre in Cassazione questioni nuove che non siano state dedotte nei gradi di merito

Massime di principio

  • La offensivita di un'affermazione va valutata sul significato oggettivo delle parole nel loro contesto e nell'ambiente specifico: il riferimento soggettivo del parlante non e decisivo
  • La mera relatazione neutra di fatti o di un dialogo anche sgradevole puo non integrare il reato di diffamazione se priva di giudizi morali o espressioni ingiuriose
  • La limitata platea dei destinatari (es. superiori gerarchici) non esclude automaticamente la possibilita di diffamazione, ma neppure la determina: rileva il contenuto e la sua capacità offensiva nel contesto
  • In Cassazione non possono essere proposte questioni nuove rispetto a quanto sostenuto nei precedenti gradi di giudizio; l'innovazione processuale puo determinare l'inammissibilita del ricorso
  • Il ricorrente soccombente in sede di cassazione puo essere condannato alle spese processuali, al versamento alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di difesa della parte resistente

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