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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32833/2025 del 06/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in dieci motivi. In sintesi: 1) censura sull'insussistenza del reato per mancanza di querela della presunta parte offesa IVRI S.p.A.; 2) deduzione di interversio possessionis a favore di IVRI S.p.A. (per cui IVRI sarebbe divenuta titolare effettivo del denaro) e contraddittorietà motivazionale della corte territoriale; 3) vizi formali e di legittimazione dell'atto di querela (mancanza di istanza di punizione esplicita, assenza di delibera del CdA di ATAF, mancanza di procura speciale per l'avv. Rondinone e irregolarità nella nomina dei difensori); 4) mancata prova della materialità appropriativa e del dolo (la condotta sarebbe mero inadempimento contrattuale); 5) errata qualificazione giuridica del fatto (appropriazione indebita vs inadempimento contrattuale); 6) errato computo e valutazione dell'importo oggetto di appropriazione (contestazione della cifra di €741.968,43 sulla base di una CTU difensiva con importi diversi e pignoramenti); 7) omessa pronuncia su questioni decisive (materialità, dolo, quantificazione, attenuanti, sospensione condizionale); 8) erronea valutazione della credibilità delle dichiarazioni dell'imputato (art.192 c.p.p. e id quod plerumque accidit); 9) mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e rifiuto ingiustificato della sospensione condizionale; 10) rigetto immotivato della rinnovazione dell'istruzione dibattimentale e violazione del diritto di difesa e del principio di non colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato la maggior parte dei motivi manifestamente infondati e ha confermato la sussistenza del reato di appropriazione indebita nella sostanza: ha ritenuto legittima la qualificazione del fatto come appropriazione indebita (art.646 c.p.) e adeguata la motivazione circa l'esistenza di atti esterni di signoria e del dolo, nonché ha rigettato le censure relative alla validità formale della querela e alla legittimazione dell'atto presentato dal Presidente di ATAF. Tuttavia la Corte ha accolto (o ritenuto fondati) i motivi relativi all'omessa pronuncia e alla mancata adeguata valutazione della quantificazione dell'importo fatto oggetto di appropriazione (motivi sesto e parte del settimo), rilevando che la Corte d'appello non ha motivato in ordine agli elementi di prova prodotti dalla difesa sulla determinazione dell'ammontare. Per tali profili la Cassazione ha disposto la rimessione al giudice di merito affinché si pronunci con adeguata motivazione e verifica, senza intaccare nel complesso l'impianto probatorio relativo alla responsabilità penale dell'imputato.

Norme richiamate

  • art. 646 c.p.

    Norma sull'appropriazione indebita; la Corte ricorda che il denaro può costituire oggetto del reato quando sia consegnato con vincolo di destinazione e che la violazione di tale vincolo da parte del mandatario può integrare il reato

  • art. 649-bis c.p.

    Richiamato nei motivi del ricorrente in ordine alla qualificazione del fatto (nella fase di impugnazione), ma la Cassazione non ha accolto le argomentazioni che ne traevano conseguenze a favore del ricorrente

  • art. 606 c.p.p.

    Norma sul procedimento di cassazione e sui motivi: la Corte valuta la rilevanza e la ammissibilità dei motivi ai sensi di tale articolo

  • art. 337, comma 3, c.p.p.

    Richiesta di indicazione della fonte di rappresentanza per la querela presentata da soggetto in rappresentanza di persona giuridica; la Corte ritiene sufficiente l'indicazione della qualifica del rappresentante (presidente) come fonte della legittimazione

  • art. 129 c.p.p.

    Richiesta di procedibilità per i reati a querela: discussa dal ricorrente nel rapporto all'atto di querela; la Corte ha ritenuto valida la querela proposta

  • art. 101 c.p.p.

    Richiami sulla nomina del difensore della persona offesa e sui limiti al numero di difensori; la Corte ritiene inammissibili le doglianze sulla efficacia degli atti sottoscritti con firma autentica

  • art. 122 c.p.p.

    Richiesto dal ricorrente in relazione alla procura speciale per la presentazione della querela; la Corte ricorda che la querela con firma autenticata non richiede procura speciale per la presentazione

  • art. 603, comma 3, c.p.p.

    Disciplina della facoltà di integrazione istruttoria in appello nei giudizi abbreviati: l'accertamento dell'assoluta necessità dell'assunzione di prova è rimesso al giudice di merito e la Corte di legittimità sindaca solo la motivazione

  • art. 192 c.p.p.

    Regole sulla valutazione della prova testimoniale e delle dichiarazioni; la Corte valuta la corretta applicazione del criterio e rifiuta la censura del ricorrente sulla valutazione delle proprie dichiarazioni

  • art. 43 c.p.

    Richiamato nella discussione sul dolo: la Corte verifica la presenza dell'elemento soggettivo e ritiene la motivazione adeguata

  • art. 62-bis e art. 163 c.p.

    Norme sulle circostanze attenuanti generiche e sulla loro valutazione: il ricorrente lamentava mancato riconoscimento, la Corte ha ritenuto la censura infondata salvo richiedere motivazione adeguata quando necessario

Massime di principio

  • Il denaro può costituire oggetto di appropriazione indebita quando sia consegnato con un vincolo di destinazione: la violazione di quel vincolo da parte del soggetto che lo detiene può integrare appropriazione indebita e non è automaticamente qualificabile come mero inadempimento contrattuale
  • La consegna materiale delle monete a un terzo e la successiva trasformazione in moneta bancaria non escludono in automatico la titolarità della pretesa altrui: occorre valutare chi aveva il possesso giuridico/destinazione delle somme al momento della disposizione
  • Per la validità della querela non è necessaria la menzione esplicita delle generalità del querelato: è sufficiente la manifestazione formale della volontà punitiva (es. l'espressione "sporgo formale querela") e l'indicazione della fonte della rappresentanza per gli enti collettivi
  • La sottoscrizione autenticata dell'atto di querela da parte di un difensore consente la presentazione anche da parte di soggetto diverso dal querelante senza necessità di procura speciale
  • In sede di appello in giudizio abbreviato la richiesta di integrazione probatoria è soggetta al vaglio di "assoluta necessità" del giudice di merito (art.603 c.p.p.): la Corte di cassazione sindaca solo la correttezza della motivazione sul punto, non la discrezionalità in concreto
  • La quantificazione dell'ammontare dell'appropriazione è questione decisiva e deve essere affrontata espressamente e con motivazione: l'omessa pronuncia o la mancata valutazione degli elementi probatori relativi alla somma costituisce vizio rilevante che può giustificare annullamento o rimessione
  • Le richieste di attenuanti generiche e di sospensione condizionale della pena richiedono una valutazione motivata; il rigetto generico può essere censurabile se privo di adeguata argomentazione

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