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Ordinanza

Ordinanza n. 154/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202509614

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Lazio che aveva accolto il ricorso contro il diniego di riconoscimento della formazione e della qualifica professionale conseguita nel Paese di provenienza

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (ministero appellante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Ministero ha proposto appello, chiedendo in via incidentale la sospensione dell’esecutività della sentenza del TAR Lazio. La controversia riguarda il diniego di riconoscimento della formazione seguita dalla ricorrente nel Paese di provenienza e della sua idoneità all’accesso a una professione regolamentata nel Paese di destinazione. In sede cautelare il Ministero ha sostenuto, in particolare, che il provvedimento di diniego contenesse una disamina diffusa della formazione svolta e della relativa idoneità professionale, in conformità alla normativa europea sul riconoscimento delle qualifiche professionali.

La decisione

Il Consiglio di Stato, valutata sommariamente la domanda cautelare, ha ritenuto sussistente il fumus boni iuris dell’appello, rilevando che, diversamente da quanto affermato dal TAR, il diniego impugnato recava una diffusa disamina della formazione seguita nel Paese di provenienza e della sua idoneità all’accesso alla professione regolamentata nel Paese di destinazione, in conformità alla direttiva 2005/36/CE. Tale profilo è stato ritenuto assorbente ai fini cautelari. L’istanza è stata quindi accolta e l’esecutività della sentenza appellata è stata sospesa. Il merito è stato fissato per l’udienza pubblica del 16 giugno 2026. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    sospensione dell’esecuzione della sentenza appellata

    Consente, nella fase cautelare dell’appello, di sospendere l’esecutività della sentenza quando ricorrano i presupposti cautelari; nel caso concreto il fumus boni iuris è stato ravvisato nella plausibile erroneità della valutazione del TAR sulla motivazione del diniego.

  • direttiva 2005/36/CE

    relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali

    Richiede una valutazione della formazione seguita nello Stato di provenienza e della sua idoneità all’accesso alla professione regolamentata nello Stato di destinazione; il Consiglio di Stato ha ritenuto, in sede sommaria, che il diniego avesse svolto tale disamina.

Massime di principio

  • In sede cautelare d’appello, la sospensione dell’esecutività della sentenza può essere concessa quando emerga, a una cognizione sommaria, la plausibile erroneità della decisione di primo grado sulla sufficienza della motivazione del provvedimento amministrativo.
  • Nel procedimento di riconoscimento di qualifiche professionali regolamentate, il provvedimento di diniego deve esaminare la formazione seguita nello Stato di provenienza e la relativa idoneità all’accesso alla professione nello Stato di destinazione, secondo la disciplina europea applicabile.
  • La presenza nel diniego di una disamina diffusa della formazione e della sua idoneità professionale può integrare, in sede cautelare, un elemento idoneo a fondare il fumus boni iuris dell’appello contro una sentenza che abbia ritenuto carente la motivazione dell’atto.

Come è indicizzato

MaterieRiconoscimento dei titoli di studioTutela cautelareAppello
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDifetto di motivazioneDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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