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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37881/2023 del 15/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Rinvio pregiudiziale ex art. 24-bis c.p.p. per la risoluzione della questione di competenza territoriale nel procedimento per appropriazione indebita a carico di Iovine Giuseppe. Il Tribunale di Latina ha dedotto che, trattandosi di reato istantaneo che si consuma con il primo atto di dominio sulla cosa, la competenza potrebbe essere radicata nel luogo del mutamento del titolo del possesso (verosimilmente Roma, sede della società locatrice) e non in Latina, dove la cosa era stata materialmente consegnata all'imputato.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha restituito gli atti al Tribunale di Latina. La Corte ha ritenuto che l'art. 24-bis c.p.p. preveda il rinvio pregiudiziale solo quando sia astrattamente configurabile una situazione in cui due o più giudici contemporaneamente prendono o rifiutano di prendere cognizione del medesimo fatto; invece, nel caso concreto il Tribunale si era già ritenuto incompetente e quindi avrebbe dovuto pronunciare sentenza di incompetenza (ai sensi dell'art. 23 c.p.p.) ordinando la trasmissione degli atti al Tribunale ritenuto competente (Tribunale di Roma) piuttosto che proporre il rinvio pregiudiziale. La Corte ha richiamato la giurisprudenza della Sez. I, n. 20612/12.04.2023 per motivare l'interpretazione restrittiva dell'istituto.

Norme richiamate

  • art. 24-bis cod. proc. pen.

    L'istituto del rinvio pregiudiziale è strumento risolutivo preventivo utilizzabile esclusivamente ove sia astrattamente configurabile un conflitto di giurisdizione in cui due o più giudici contemporaneamente prendono o rifiutano di prendere cognizione del medesimo fatto; non è uno strumento ordinario sostitutivo della pronuncia di incompetenza del giudice che si ritiene incompetente.

  • art. 23 cod. proc. pen.

    Se il giudice si ritiene incompetente deve pronunciare sentenza di incompetenza e, se del caso, ordinare la trasmissione degli atti al giudice ritenuto competente; una parte che eccepisce incompetenza non autorizza automaticamente il rinvio pregiudiziale se il giudice non reputa sussistere il conflitto astratto previsto dall'art. 24-bis.

  • art. 30 cod. proc. pen.

    Il principio interpretativo richiamato: i canoni elaborati per l'applicazione dell'art. 30 sono utili per delineare quando sussiste l'obbligo di immediata trasmissione alla Corte di cassazione ai sensi dell'art. 24-bis, ossia in presenza di una potenziale competizione contemporanea tra più giudici.

  • Sez. 1, n. 20612 del 12/04/2023 (giurisprudenza)

    «premesso che il rinvio pregiudiziale alla Corte di cassazione si presenta come meccanismo risolutivo preventivo che si aggiunge agli ordinari strumenti di impugnazione nel sistema della definizione della questione sulla competenza territoriale [...]. Applicando i canoni interpretativi elaborati dalla giurisprudenza per l'applicazione dell'art. 30 cod. proc. pen., deve, semmai, ritenersi la sussistenza di un obbligo dell'immediata trasmissione degli atti alla Corte di cassazione, ai sensi del comma 2 [dell'art. 24-bis cod. proc. pen.], esclusivamente ove sia astrattamente configurabile una situazione in cui vi siano due o più giudici che contemporaneamente prendono o rifiutano di prendere cognizione del medesimo fatto attribuito alla medesima persona. [...] Di contro, qualora la parte si limiti a sollecitare il giudice affinché crei esso la situazione potenziale di conflitto, declinando la propria competenza, questo, ove non ritenga di aderire a tale sollecitazione, deve considerare l'atto alla stregua di una comune eccezione di incompetenza, ovvero di una generica richiesta formulata ai sensi dell'art. 121 cod. proc. pen. [...], se, al contrario, si ritiene incompetente, dovrà pronunciare sentenza di incompetenza»

    La giurisprudenza interpreta l'art. 24-bis come strumento eccezionale: il rinvio è obbligatorio solo di fronte a un potenziale conflitto reale di competenza tra più giudici; il giudice che si ritiene incompetente deve dichiararlo con sentenza di incompetenza e trasmettere gli atti, mentre non si ammette che la parte 'costruisca' il conflitto forzando il rinvio.

  • decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, conv. legge 18 dicembre 2020, n. 176 (art. 23, comma 8)

    Richiamato esclusivamente in relazione alla trattazione scritta del procedimento (procedura di trattazione scritta prevista dalle norme emergenziali e successive modifiche).

Massime di principio

  • L'art. 24-bis c.p.p. va utilizzato solo quando vi è una reale possibilità che due o più giudici possano contemporaneamente assumere o rifiutare la cognizione dello stesso fatto: non è uno strumento per sollecitare il trasferimento di competenza quando il giudice si ritiene incompetente.
  • Se la parte solleva tempestivamente eccezione di incompetenza e il giudice si ritiene incompetente, il corretto percorso è pronunciare sentenza di incompetenza (art. 23 c.p.p.) e ordinare la trasmissione degli atti al giudice ritenuto competente; procedere invece con un rinvio pregiudiziale, in assenza dei presupposti di cui all'art. 24-bis, espone il provvedimento a declaratoria di inammissibilità.
  • Nelle ipotesi di reati 'istantanei' (es. appropriazione indebita), la valutazione del luogo di commissione deve concentrarsi su quando e dove è avvenuto il primo atto di dominio e il mutamento del titolo del possesso: tale analisi può radicare la competenza in una sede diversa da quella della materialità della cosa.
  • Il giudice di merito deve essere 'responsabilizzato' a valutare se la situazione concreta giustifichi il rinvio pregiudiziale o una pronuncia di incompetenza, per tutelare l'efficienza e la ragionevole durata del processo ed evitare 'vizi occulti' che possano annullare l'attività processuale svolta.
  • Le parti non possono forzare il meccanismo del rinvio creando una finta situazione di conflitto: la richiesta di rinvio deve trovare fondamento in una concreta astratta possibilità di conflitto tra autorità giudiziarie.

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