Cassazione Penale, Sentenza n. 3423/2023 del 26/01/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della pronuncia di merito per violazione di legge e difetto di motivazione: il ricorrente contestava la riqualificazione della sua condotta da tentato furto a furto consumato e il riconoscimento della recidiva. Sosteneva che l'azione era rimasta nella fase del tentativo poiché si era svolta sotto la sorveglianza della polizia giudiziaria e che non era stata adeguatamente motivata la valutazione dell'accresciuta pericolosità sociale per effetto dei precedenti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la riqualificazione in furto consumato fosse fondata e sobriamente motivata: l'imputato aveva acquisito il dominio esclusivo dell'autovettura, avviandola e dandosi alla fuga, facendo per brevi istanti perdere le tracce agli inseguitori, il che integra la consumazione anche se il possesso è breve o la refurtiva resta sotto vigilanza. Ha inoltre considerato corretta la valutazione della recidiva da parte della Corte territoriale, motivata con il riscontro dei numerosi precedenti per reati contro il patrimonio e l'accresciuta pericolosità sociale. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 63 cod. pen. (comma 4)
art. 63, comma 4, codice penale
Applicata per la determinazione della pena con riferimento all'interazione tra aggravanti (tra cui la recidiva); la Corte d'appello ha operato la detrazione e fissato l'aumento nei limiti previsti dalla norma
Giurisprudenza - Sez. 5, n. 36022 del 14/07/2022 (Borisov)
Sez. 5, n. 36022 del 14/07/2022, Borisov, Rv. 283649
Principio affermato che il furto di beni esposti alla pubblica fede si perfeziona quando la refurtiva passa sotto il dominio esclusivo dell'agente, indipendentemente dalla durata del possesso o dal fatto che la condotta sia scoperta e frustrata nello stesso luogo
Giurisprudenza - Sez. 5, n. 33605 del 17/06/2022 (T.)
Sez. 5, n. 33605 del 17/06/2022, T., Rv. 283544
Conferma che il reato di furto si consuma quando il bene trafugato passa, anche brevemente e nello stesso luogo, sotto il dominio esclusivo dell'agente; irrilevanti la possibilità di pronto recupero, la durata del possesso e le modalità di custodia/trasporto
Massime di principio
- La consumazione del furto si verifica quando l'agente acquista il dominio esclusivo della cosa sottratta, anche se per brevissimo tempo e anche se la cosa resta sotto la possibilità di recupero da parte della vittima o sotto sorveglianza: ciò rileva ai fini della distinzione tra tentativo e consumazione
- La valutazione se la condotta sia tentata o consumata è prevalentemente una valutazione di fatto e di prova: la Corte di legittimità sindaca solo la motivazione e la coerenza logico-giuridica della ricostruzione dei giudici di merito
- Il riconoscimento della recidiva richiede motivazione sulla presenza di precedenti idonei e sul fatto che essi costituiscano indizio di accresciuta pericolosità sociale; più numerosi e omogenei i precedenti, più agevole la ricostruzione motivazionale
- In sede di impugnazione in Cassazione è necessario proporre censure specifiche e non puramente fattuali: questioni strettamente di fatto ben motivate dai giudici di merito sono difficilmente riformabili per inammissibilità o non specificità del motivo
- Quando la decisione di merito si fonda su precedenti giurisprudenziali consolidati, la Cassazione tende a confermare la ricostruzione operata dai giudici di merito se questa riprende e applica coerentemente tali principi
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