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Sentenza

Sentenza n. 72/2026 - Palermo, Sezione 1

Giustizia amministrativa202300825

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Provvedimento comunale di decadenza dalla concessione cimiteriale perpetua

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il provvedimento comunale di decadenza dalla concessione cimiteriale, nonché, per quanto occorresse, alcune disposizioni del regolamento comunale di polizia mortuaria. Ha dedotto eccesso di potere per difetto di istruttoria e di motivazione, illogicità, travisamento dei fatti, inesistenza dei presupposti di fatto e di diritto, sviamento e contraddittorietà; violazione e falsa applicazione dell'art. 92 del d.P.R. n. 285/1990 e dell'art. 47 del regolamento comunale; erronea applicazione degli artt. 26, 26-bis e 37 del regolamento comunale, nonché violazione degli artt. 3, 4 e 11 delle preleggi e del combinato disposto dell'art. 29 del Concordato del 1929 e dell'art. 120 del codice di diritto canonico. Il Comune ha eccepito preliminarmente la carenza di interesse e ha chiesto comunque il rigetto del ricorso. Dopo il rigetto dell'istanza cautelare, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, chiedendo la compensazione delle spese; il Comune ha aderito.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare i motivi sostanziali relativi alla legittimità della decadenza dalla concessione cimiteriale. Il giudice ha applicato il principio della ragione più liquida e ha ritenuto dirimente l'espressa dichiarazione della ricorrente, resa prima dell'udienza di discussione, di non avere più interesse alla decisione. In presenza di tale dichiarazione, e in assenza di repliche o richieste contrarie, il giudice amministrativo non può decidere nel merito, procedere d'ufficio o sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire, dovendo prendere atto della sopravvenuta carenza di interesse. Le spese sono state compensate, conformemente alla richiesta concorde delle parti.

Norme richiamate

  • art. 92 d.P.R. 285/1990

    La norma è stata richiamata dalla ricorrente quale parametro di legittimità del provvedimento di decadenza, ma non è stata esaminata nel merito a causa dell'improcedibilità del ricorso.

  • art. 47 regolamento comunale di polizia mortuaria

    È stato dedotto quale parametro regolamentare per contestare la decadenza, senza esame sostanziale da parte del giudice.

  • artt. 26, 26-bis e 37 regolamento comunale di polizia mortuaria

    Le disposizioni sono state impugnate o richiamate quali basi regolamentari della decadenza, ma la relativa questione è rimasta assorbita dall'improcedibilità.

  • artt. 35, comma 1, lett. c), 84, comma 4, e 85, comma 9, c.p.a.

    Sono richiamati come fondamento processuale della declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.

Massime di principio

  • Quando il ricorrente dichiara espressamente, prima che la causa sia trattenuta in decisione, di non avere più interesse alla decisione e non vi sono richieste contrarie delle altre parti, il giudice amministrativo deve dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
  • Il giudice amministrativo non può decidere d'ufficio il merito della controversia né sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell'interesse ad agire dopo che quest'ultimo abbia manifestato la volontà di non coltivare più l'azione.
  • Nel processo amministrativo, il principio dispositivo in senso ampio consente al ricorrente di disporre dell'azione sino al momento in cui la causa viene trattenuta in decisione.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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