Cassazione Penale, Sentenza n. 26468/2022 del 08/07/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Roma che aveva rigettato la richiesta di riesame volta all'annullamento del decreto di sequestro preventivo del conto corrente intestato al Danieli, disposto in sede di convalida in relazione ai reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e autoriciclaggio. Il ricorso denunciava: (i) omesso esame delle deduzioni difensive secondo cui le somme sul conto deriverebbero da emolumenti percepiti come amministratore e da un bonifico del 11/01/2021 dalla Ocram con causale "dissolution"; (ii) apparente carenza di motivazione sul dolo specifico dell'autoriciclaggio, ossia incongruenza rispetto alla scelta di movimentare le somme sul conto personale anziché investirle direttamente dalla società; (iii) omessa o generica motivazione sul periculum in mora (rischio di dispersione del profitto) anche con riferimento al sequestro finalizzato alla confisca.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse esaminato approfonditamente le deduzioni difensive e fornito motivazione adeguata e non apparente: ha ricostruito il contesto dei versamenti, rilevando il ruolo doloso nell'indurre il fallimento della Bettini s.r.l., i trasferimenti di somme attraverso società riconducibili alla medesima famiglia (inclusa Ocram), il bonifico di 1.056.876 euro sul conto personale del Danieli con causale "dissolution" e l'investimento successivo in criptovalute, anche in prossimità delle perquisizioni. Ha inoltre ritenuto congrua la valutazione del periculum (rischio di aggravamento o dispersione del profitto) e richiamato la giurisprudenza delle Sezioni Unite (Ellade) e principi sulla fungibilità del denaro che permettono la confisca diretta del profitto. Per questi motivi il ricorso in Cassazione, che avrebbe comportato una rivalutazione del merito cautelare, è stato giudicato inammissibile. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000,00 alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 125 cod. proc. pen.
Limita il ricorso per cassazione contro ordinanze in materia di sequestro alla sola violazione di legge o a vizi motivazionali radicali; la Corte ne richiama il principio di ammissibilità restrittiva.
art. 321, comma 2, cod. proc. pen.
Norma sul sequestro preventivo finalizzato alla confisca; la Corte richiede motivazione anche sul "periculum in mora" quando il sequestro è finalizzato alla confisca.
art. 240 cod. pen.
Richiamato rispetto alla finalità ablativa (confisca) del sequestro: il provvedimento cautelare può anticipare l'effetto della confisca se sussistono ragioni concrete di periculum.
art. 648-bis cod. pen. (autoriciclaggio)
Reato contestato nella vicenda; il Tribunale del riesame ha ritenuto che ci fosse dolo di trasformazione/occultamento delle somme mediante investimenti (criptovalute) idonei ad ostacolare l'identificazione della provenienza illecita.
art. 648-ter cod. pen. (impiego di denaro di provenienza illecita)
Reato ritenuto sussistente connesso all'impiego delle somme distratte per operazioni speculative e acquisto di criptovalute.
art. 606 cod. proc. pen.
Prevede le conseguenze della declaratoria di inammissibilità del ricorso; la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese e stabilito la sanzione per la cassa delle ammende.
Sez. U., n. 36959 del 24/06/2021 (Ellade)
Giurisprudenza di legittimità richiamata in tema di onere motivazionale sul periculum nei sequestri preventivi finalizzati alla confisca: la motivazione è assolta se il provvedimento indica le ragioni per cui, nelle more del giudizio, il bene può essere disperso, modificato o sottratto.
Sez. U., n. 42415 del 27/05/2021
Principio secondo cui la confisca del denaro profitto del reato va qualificata come diretta (non per equivalente) data la fungibilità del denaro; non è ostativa la prova dell'origine lecita di specifiche somme per impedire la confisca del profitto accertato.
Massime di principio
- Il ricorso in Cassazione contro ordinanze di sequestro è ammesso solo per violazione di legge o vizi motivazionali radicali; non è lo strumento per una semplice rivalutazione probatoria o del merito cautelare.
- Il giudice del riesame deve esaminare e motivare le deduzioni difensive; la Corte valuta se la motivazione è complessivamente coerente, completa e ragionevole, non se ciascun dettaglio è accettato dalla difesa.
- Per il sequestro finalizzato alla confisca è necessario motivare il "periculum in mora": è sufficiente che emergano elementi concreti di rischio che il profitto del reato possa essere disperso o trasformato nelle more del processo.
- Il denaro è bene fungibile: ai fini della confisca diretta del profitto non sempre occorre identificare la provenienza lecita di ogni singola somma, se risulta complessivamente che l'accrescimento patrimoniale deriva dal reato.
- Operazioni di investimento immediate e consistenti (es. conversione in criptovalute) dopo indagini o perquisizioni possono essere valutate come indizi significativi di volontà di occultare l'origine illecita delle somme e giustificare misure cautelari.
- Nel dedurre carenze motivazionali il difensore deve indicare in concreto dove la motivazione è assente o contraddittoria e non limitarsi a rimarcare l'obbligo generale di motivazione.
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