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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33720/2024 del 05/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma, da parte della Corte d'appello di Milano, della condanna per plurime fattispecie di bancarotta in relazione al fallimento della R.P.R. Medical s.r.l. (dichiarata fallita il 21/10/2009). La contestazione riguardava l'agire quale amministratori di fatto (Tresoldi come direttore finanziario e coamministratore di fatto; Barale come consulente e coamministratore di fatto) e la commissione di condotte dolose quali: pagamenti ingiustificati a favore della C.D. Med s.r.l. per euro 494.116,15; stipula di un contratto di finanziamento a beneficio di C.D. Med con erogazione di credito garantita da ipoteca su immobile della fallita; pagamento di rata di un finanziamento di C.D. Med; acquisizione della BE.R.CO. S.p.A. priva di valore con esborso rilevante a favore dei soci; distrazioni di denaro a favore dei medesimi imputati e di terzi; sopravvalutazione dolosa dell'attivo sociale e tenuta delle scritture contabili in modo da impedire la ricostruzione del patrimonio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di entrambi gli imputati. Ha ritenuto inammissibili alcune censure per sindacato sul merito e per ineditezza di questioni non sollevate in appello; ha dichiarato infondate le doglianze sulla qualificazione di amministratori di fatto, ritenendo adeguatamente motivate le valutazioni dei giudici di merito e riscontrate dalle dichiarazioni dei testi, dagli accertamenti del curatore e della polizia giudiziaria; ha ritenuto utilizzabili le dichiarazioni del coimputato Matteuzzi trasfuse nella relazione del curatore, non essendosi gli imputati avvalsi dell'esame del coimputato; ha respinto le eccezioni sulla recidiva e sulla prescrizione, rilevando che, anche escludendo la recidiva, l'aggravante del danno patrimoniale comporta un termine di prescrizione tale da far decorrere la prescrizione solo nel luglio 2028. Conseguentemente i ricorsi sono stati rigettati e i ricorrenti condannati al pagamento delle spese processuali (art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 223 legge fallimentare

    Richiamata come riferimento alla disciplina delle responsabilita per le condotte che cagionano il fallimento; i giudici di merito hanno valutato le condotte distrattive e le operazioni ostative alla ricostruzione del patrimonio

  • art. 530 cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata dai ricorrenti in ordine alla valutazione delle dichiarazioni testimoniali e alla motivazione; la Cassazione ha ritenuto le censure inammissibili o infondate

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione ai principi di motivazione e alla utilizzazione delle dichiarazioni rese fuori dal contraddittorio; la Corte ha confermato l'utilizzabilita delle dichiarazioni trasfuse dal curatore quando non si chiede l'esame del coimputato

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamata dai ricorrenti in ordine all'affidabilita delle dichiarazioni di parte; la Cassazione ha ritenuto che i giudici di merito avessero adeguatamente valutato riscontri e attendibilita

  • art. 526 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in riferimento ai mezzi di impugnazione; la Corte ha valutato l'ammissibilita delle censure in cassazione

  • art. 81 cod. pen.

    Norma sulla recidiva; i ricorrenti contestavano l'applicazione della recidiva reiterata specifica infraquinquennale ma la Cassazione ha ritenuto infondate le censure o inedite quelle non precedentemente dedotte

  • art. 99 cod. pen.

    Norma sulle circostanze aggravanti e sul calcolo della recidiva; rilevante per la determinazione del termine di prescrizione e per la statuizione sulla recidiva

  • art. 33 legge fallimentare (relazione del curatore)

    La relazione del curatore fallimentare puo contenere riferimenti a dichiarazioni di coimputati; la Cassazione conferma la possibilita di utilizzarle come prova quando il coimputato non e stato esaminato

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna al pagamento delle spese processuali a seguito del rigetto del ricorso; applicata per liquidare le spese dei ricorrenti

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina i fatti: le censure che chiedono una rivalutazione del merito sono inammissibili se non indicano un travisamento della prova o una manifesta illogicità della motivazione
  • La qualifica di amministratore di fatto richiede motivazione analitica e riscontri concreti; se i giudici di merito descrivono poteri effettivi (direttive gestionali, rapporti con banche, emissione assegni, scelta fornitori) la qualifica puo reggere
  • Le dichiarazioni del coimputato non esaminate in dibattimento possono essere utilizzate se trasfuse nella relazione del curatore fallimentare e se l'imputato non ha chiesto l'esame del coimputato
  • Le questioni non dedotte in appello non possono essere sollevate per la prima volta in cassazione, salvo che siano rilevabili d'ufficio
  • L'applicazione di recidiva e aggravanti incide sui termini di prescrizione: l'accertamento di aggravanti puo prolungare il termine e rendere infondate richieste di estinzione per prescrizione
  • Per far valere un contrasto di giudicati occorre identita di fatto e di persona; differenze nella qualificazione delle condotte o nel soggetto beneficiario possono escludere il conflitto di giudicati

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