Cassazione Penale, Sentenza n. 16536/2023 del 18/04/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente era stato condannato, a seguito di giudizio abbreviato non condizionato, per essersi, quale intestatario del contratto di fornitura, con più azioni del medesimo disegno criminoso e al fine di trarne profitto, impossessato di una quantità imprecisata di energia elettrica, commettendo il fatto su cosa destinata a pubblico servizio e con violenza sulle cose (artt. 81, comma 2, 624 e 625 n. 2 e 7 c.p.). In cassazione il ricorrente ha dedotto, ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. b) e e), c.p.p., vizio di motivazione e inosservanza/erronea applicazione della norma aggravante di cui all'art. 625, comma 1, n. 7 c.p., lamentando che l'aggravante sarebbe stata contestata in modo generico e non sufficientemente specificato, con conseguente violazione del diritto di difesa e carenza della motivazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse già esaminato e respinto la censura sulla mancata correlazione tra imputazione e sentenza, e ha osservato che la doglianza oggi prospettata dal ricorrente (genericità della contestazione dell'aggravante) non poteva essere sollevata nel giudizio d'appello dopo che l'imputato aveva scelto il rito abbreviato non condizionato: la scelta dell'abbreviato incondizionato implica accettazione dell'imputazione formulata dall'accusa e preclude l'eccezione di nullità per genericità dell'atto di imputazione. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
Codice penale, art. 624
Articolo relativo al furto: la sentenza applica la fattispecie base al comportamento consistente nell'impossessarsi di energia elettrica.
Codice penale, art. 625, n. 2 e n. 7
Aggravanti previste per il reato (n.2: fatto commesso su cosa esposta alla pubblica fede o destinata a pubblico servizio; n.7: circostanza della violenza sulle cose). La Corte ha ritenuto che la contestazione dell'aggravante dovesse essere valutata alla luce della regolarità formale dell'imputazione e delle scelte processuali dell'imputato.
Codice penale, art. 81, comma 2
Riferimento alla continuazione tra più azioni: la condotta è stata qualificata come più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso.
Codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. b) e e)
Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione (vizio di motivazione e inosservanza/erronea applicazione della legge penale). Il ricorrente ha invocato tali censure, ma la Corte le ha ritenute inammissibili per le ragioni procedurali esposte.
Codice di procedura penale, art. 521
Richiamato nei motivi relativi alla presunta nullità per difetto di correlazione tra imputazione e sentenza; la Corte d'appello ha valutato e respinto la censura relativa a mancanza di correlazione.
Codice di procedura penale, art. 491
Richiamato con riferimento alla rilevabilità d'ufficio o alla decadenza delle nullità relative dell'atto di imputazione: alcune nullità devono essere eccepite nei termini di legge, altrimenti sono inammissibili.
Codice di procedura penale, art. 438
Norma che disciplina la scelta del rito abbreviato. La Corte ricorda che la richiesta incondizionata di giudizio abbreviato implica accettazione dell'imputazione e preclude, nel giudizio abbreviato incondizionato, l'eccezione di genericità dell'atto di imputazione.
Massime di principio
- La scelta del rito abbreviato non condizionato implica, di regola, l'accettazione dell'imputazione formulata dall'accusa: chi opta per tale rito perde la possibilità di sollevare successivamente eccezioni di nullità dell'atto di imputazione per genericità o indeterminatezza.
- Se l'imputazione è ritenuta generica o indeterminata, l'obiezione deve essere sollevata tempestivamente e, se possibile, prima di scegliere un rito che ne comporti l'accettazione (es. ricorrere al giudizio ordinario o chiedere l'abbreviato condizionato se compatibile).
- Le nullità dell'atto di imputazione possono essere "generali" (che incidono sul regime del procedimento) o "relative" (rilevabili solo se eccepite nei termini di legge); è importante valutare la natura della nullità e i termini per la deduzione in difesa.
- In cassazione non saranno ammessi motivi che non siano stati adeguatamente proposti e motivati nei gradi di merito, o che siano incompatibili con le scelte processuali compiute dall'imputato (per es. rinuncia implicita ad eccezioni mediante scelta dell'abbreviato incondizionato).
- Per contestare l'applicazione di un'aggravante occorre verificare sia la correttezza formale della sua contestazione nell'atto di imputazione sia la tempestività dell'eccezione: se la contestazione è generica, la nullità può essere rilevabile ma spesso è decadenza-procedimentalmente rilevante.
- Il difensore dovrebbe valutare strategicamente la scelta del rito (abbreviato condizionato, incondizionato o ordinario) in funzione della qualità e della precisione dell'imputazione e delle eventuali eccezioni da sollevare.
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