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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30180/2023 del 12/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge e vizio di motivazione per mancato riconoscimento della connivenza non punibile: il ricorrente sostiene di essersi comportato in modo meramente passivo, essendo solamente a conoscenza della presenza di cocaina nell'auto e senza aver fornito un contributo materiale o morale all'attività del coimputato Caruso, il quale avrebbe concordato le modalità del trasporto, ricevuto la retribuzione e custodito la droga.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il motivo che deduceva la sussistenza di mera connivenza non punibile, confermando che la conoscenza del trasporto unita a comportamenti concreti (presenza durante la trattativa, accompagnamento per un tragitto non irrilevante, ascolto delle istruzioni ricevute dal Caruso e dichiarazioni spontanee rese agli organi di polizia) configurano un contributo consapevole idoneo a integrare il concorso nel reato. La sentenza di appello, che aveva rideterminato la pena in 4 anni di reclusione e 18.000 euro di multa per il reato di cui agli artt. 110 c.p. e 73, comma 1, d.P.R. n. 309/1990 (225 g di cocaina), è stata quindi confermata; il ricorrente è altresì condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Disciplina il concorso di persone nel reato; la Corte lo ha interpretato nel senso che non è richiesta una partecipazione materiale diretta ma può sussistere anche un contributo consapevole, anche implicito, che agevoli o rafforzi il proposito criminoso degli altri concorrenti.

  • art. 73, comma 1, d.P.R. n. 309 del 1990

    Norma che sanziona acquisto e detenzione di sostanze stupefacenti; applicata alla detenzione di 225 grammi di cocaina, la Corte ha ritenuto integrato il reato in concorso rispetto al ruolo del ricorrente.

  • art. 40 cod. pen.

    Riferita dalla giurisprudenza citata per indicare che l'assenza di un obbligo giuridico di impedire l'evento (es. mero rapporto di coabitazione) esclude responsabilità per omissione; tale principio è stato utilizzato per distinguere i casi in cui la sola conoscenza non è sufficiente a configurare concorso.

Massime di principio

  • La mera conoscenza dell'esistenza di droga non è automaticamente sufficiente a configurare il reato di concorso: occorre valutare se vi sia stato un contributo consapevole, anche implicito, idoneo ad agevolare o rafforzare il proposito criminoso.
  • Elementi indicativi di concorso: presenza durante la trattativa, ascolto delle istruzioni, accompagnamento prolungato o non occasionale, guida o messa a disposizione del veicolo, partecipazione alla logistica o al contatto con fornitori, e ogni comportamento che offra sicurezza o affidabilità al complice.
  • Elementi indicativi di mera connivenza non punibile: presenza occasionale, totale inattività e assenza di qualsiasi apporto materiale o morale all'illecito, mancanza di qualsiasi collegamento operativo con la trattativa o la custodia della sostanza.
  • In sede di Cassazione è preclusa la rivalutazione libera e autonoma degli elementi di fatto; il giudice di legittimità verifica la correttezza della motivazione e l'applicazione del diritto, salvo errori logico-giuridici o travisamento probatorio particolarmente manifesti.
  • Per la difesa, per ottenere il riconoscimento della connivenza non punibile è strategico dimostrare l'assenza di durata o significatività temporale nella condotta, l'assenza di comunicazioni/accordi con i fornitori o retribuzioni, e l'assenza di comportamenti concreti che possano aver rafforzato l'azione criminosa del soggetto attivo.

Testo integrale

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