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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21353/2023 del 18/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione del rigetto della richiesta di permesso premio ex art. 30-ter ord. pen.; la decisione si fondava sulla presunta persistenza di collegamenti con il "clan dei casalesi" e sul parere negativo della D.D.A., nonché sulla gravità dei reati e sulla mancata prova della dissociazione. Il ricorrente ha contestato l'eccessivo peso attribuito al parere D.D.A. senza elementi specifici di appartenenza attuale, richiamando invece la relazione di sintesi dell'equipe trattamentale e il parere favorevole del Direttore del carcere che attestavano un percorso rieducativo positivo

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando il giudizio al Tribunale di sorveglianza per nuovo esame. Ha richiamato il principio derivante dalla sentenza della Corte costituzionale n. 253/2019 secondo cui il detenuto sottoposto all'art. 4-bis puo limitarsi ad allegare elementi fattuali idonei, anche in chiave logica, a escludere l'attualita dei collegamenti con la criminalita organizzata e il pericolo di loro ripristino; il giudice non puo attribuire rilievo dirimente all'assenza di documentazione ma deve considerare e motivare compiutamente le relazioni trattamentali e, se necessario, integrare l'istruttoria d'ufficio. La motivazione del Tribunale e del Magistrato di sorveglianza e stata ritenuta contraddittoria e insufficiente rispetto agli elementi positivi emergenti dalla relazione di sintesi

Norme richiamate

  • art. 4-bis ord. pen. (legge 26 luglio 1975, n. 354)

    La norma limita i benefici per reati connessi alla criminalita organizzata; pero la Corte costituzionale ha ristretto la portata dell'interdizione imponendo che, se emergono elementi che escludono i collegamenti attuali e il rischio di ripristino, i benefici possano essere concessi

  • art. 30-ter ord. pen.

    Disciplina la concessione dei permessi premio; la sua applicazione richiede la verifica della pericolosita e dei collegamenti con la criminalita organizzata secondo i criteri giurisprudenziali

  • Corte costituzionale, sentenza n. 253 del 2019

    Ha dichiarato l'illegittimita costituzionale della parte di art. 4-bis che escludeva i permessi in assenza di collaborazione, stabilendo che basta l'acquisizione di elementi che escludano attualita dei collegamenti e pericolo di ripristino; ha quindi alleggerito l'onere probatorio del detenuto

  • Cassazione, Sez. 1, n. 33743 del 14/7/2021

    Conferma che e sufficiente l'allegazione di elementi fattuali, anche in chiave logica, e che il giudice puo integrare l'istruttoria d'ufficio

  • Cassazione, Sez. 1, n. 10316 del 30/01/2020

    Sottolinea la necessita di valutare il contributo argomentativo e documentale offerto dal detenuto anche in sede di udienza

  • Cassazione, Sez. 1, n. 23343 del 23/03/2017

    Il giudice non e vincolato ai giudizi degli organi di osservazione ma deve considerare le informazioni sulla personalita e lo stile di vita del detenuto parametrandone la rilevanza alla gradualita dei benefici

Massime di principio

  • Dopo la sentenza della Corte costituzionale n.253/2019 il detenuto assoggettato all'art.4-bis non deve fornire prove documentali impossibili da ottenere: e sufficiente allegare elementi fattuali, anche in chiave logica, idonei a contrastare la presunzione di perdurante pericolosita
  • L'assenza di documentazione formale non puo essere trattata automaticamente come rifiuto della richiesta: il giudice ha il potere e il dovere di integrare l'istruttoria d'ufficio quando le allegazioni del detenuto rendono plausibile l'assenza di collegamenti attuali
  • I pareri investigativi (D.D.A., forze di polizia) sono rilevanti ma non vincolanti: devono essere valutati criticamente e motivati, specie se contrastano con valutazioni positive dell'equipe trattamentale o del Direttore del carcere
  • Le relazioni di sintesi e gli elementi trattamentali positivi devono essere considerati nel loro complesso e non valorizzati selettivamente; una motivazione che ignori parti rilevanti della relazione e contraddittoria puo portare all'annullamento
  • La valutazione deve concentrarsi su elementi concreti e attuali che dimostrino l'esistenza o il rischio di ripristino dei collegamenti criminali; riferimenti generici a condanne pregresse o all'operativita del clan non bastano senza riscontri specifici

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