Cassazione Penale, Sentenza n. 6729/2023 del 17/02/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna l'ordinanza che disponeva gli arresti domiciliari per il reato di cui all'art. 73 T.U. stupefacenti (commesso il 27/04/2022). Deduce la mancata prova dei gravi indizi di colpevolezza: non era presente nell'immobile dove è stata rinvenuta la droga, abita in altro immobile, non è dimostrata la disponibilità dell'immobile né il possesso delle chiavi; la droga era in una struttura aperta accessibile a terzi; la decisione del Tribunale del riesame si basa essenzialmente sulle dichiarazioni di Cigana, già note al P.M. alla convalida dell'arresto e quindi non ammissibili in appello ai sensi dell'art. 310 c.2 cod. proc. pen.; le dichiarazioni di Cigana sarebbero inutilizzabili perché rese in violazione dell'art. 63 cod. proc. pen. (Cigana potrà divenire indagato) e quindi non possono essere valutate nei confronti del ricorrente; infine si lamenta l'omessa valutazione delle alternative non custodiali considerata la posizione lavorativa e la carenza di precedenti rilevanti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto utilizzabili le dichiarazioni rese da Cigana nei confronti di terzi ai fini delle misure cautelari personali, richiamando la giurisprudenza che limita l'inutilizzabilità prevista dall'art. 197-bis c.5 solo quando le dichiarazioni sono usate contro chi le ha rese. Ha altresì ritenuto infondata l'eccezione sulla produzione in appello delle dichiarazioni: l'appello del P.M. può acquisire nuovi elementi purché sia rispettato il contraddittorio, cosa che non è stata contestata. Quanto alla misura, la Corte ha considerato adeguata la scelta degli arresti domiciliari alla luce della quantità di sostanza rinvenuta (circa 4,5 kg di hashish) e delle risultanze che indicano attività di spaccio organizzata, escludendo che misure meno afflittive fossero idonee. Condanna il ricorrente alle spese processuali.
Norme richiamate
art. 73 T.U. stupefacenti
art. 73, primo e quarto comma, T.U. stup.
Indica il titolo di reato in esame (traffico/detenzione ai fini di spaccio) rispetto al quale è valutata la gravità del fatto ai fini cautelari
art. 63 cod. proc. pen.
Riferito alla tempestiva informazione e assistenza al soggetto che rende dichiarazioni; la Corte tuttavia conferma che eventuali violazioni non impediscono automaticamente l'utilizzo delle dichiarazioni "erga alios" per le misure cautelari
art. 310 cod. proc. pen.
art. 310, secondo comma, cod. proc. pen.
Regola l'appello del P.M. contro l'ordinanza di rigetto della misura cautelare; la Corte chiarisce che il Tribunale d'appello può acquisire nuovi elementi probatori purché sia rispettato il contraddittorio
art. 197-bis cod. proc. pen.
art. 197 bis, comma quinto cod. proc. pen.
La sanzione di inutilizzabilità delle dichiarazioni rese senza difensore opera quando le dichiarazioni sono utilizzate contro colui che le ha rese; non opera, per la giurisprudenza richiamata, per escluderne l'uso "erga alios" nelle misure cautelari
art. 178 cod. proc. pen.
art. 178, comma primo, cod. proc. pen.
Principio del contraddittorio: la violazione può determinare l'esclusione di prove, ma qui è stato ritenuto che il contraddittorio sia stato rispettato o non contestato
art. 274 cod. proc. pen.
art. 274, comma 1, lett. b) e c) cod. proc. pen. (testo post legge n. 47/2015)
Consente di valutare, ai fini cautelari, la condotta concreta e le circostanze del fatto; la gravità del fatto e le modalità (es. quantità di droga, organizzazione) sono elementi utili alla prognosi di pericolo di reiterazione
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
art. 173, comma 1, disp. att.
Richiamato in tema di limiti della motivazione del ricorso in cassazione (necessari limiti alla esposizione dei motivi)
Massime di principio
- Le dichiarazioni rese da un coindagato senza difensore possono essere valutate ai fini dell'applicazione di misure cautelari nei confronti di terzi ("erga alios"); l'inutilizzabilità prevista dall'art. 197-bis c.5 non opera automaticamente in questo contesto
- In appello promosso dal P.M. contro il rigetto di una misura cautelare il Tribunale può acquisire nuovi elementi probatori a condizione che sia garantito il rispetto del contraddittorio; l'assenza di contestazione del contraddittorio rende legittima la produzione in appello
- La prova della disponibilità dell'immobile e del possesso delle chiavi è rilevante per l'attribuzione della responsabilità, ma non è l'unico elemento: quantità di sostanza e dichiarazioni terze volte a dimostrare l'esistenza di gravi indizi possono supplire a carenze probatorie su singoli elementi
- La gravità della condotta (es. ingenti quantitativi di stupefacente e modalità di spaccio) è un elemento fondamentale nella valutazione della adeguatezza e necessità della misura cautelare e può giustificare misure più afflittive quando misure meno gravi risultino insufficienti a prevenire il pericolo di recidiva o di ulteriori reati
- Le eccezioni procedurali (produzione tardiva di prove, violazioni delle garanzie del dichiarante) devono essere concretamente dimostrate nella fase di merito: se il contraddittorio è assicurato e i principi di diritto sono rispettati, le argomentazioni difensive possono non essere ritenute idonee a escludere la prova
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