Cassazione Penale, Sentenza n. 30594/2025 del 12/09/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere del 30/12/2024 che aveva annullato il decreto del GIP del Tribunale di Napoli Nord (29/11/2024) con cui era stato disposto il sequestro preventivo dell'azienda e delle azioni della Di Gennaro S.p.A. I pubblici ministeri contestavano che nello stabilimento si fossero violate le norme sui processi di recupero di carta e cartone (art. 184 ter e art. 256 d.lgs. 152/2006, nonché decreto ministeriale n. 188/2020) e le norme sulla gestione delle acque reflue e degli scarichi (art. 137 d.lgs. 152/2006). In sintesi, le censure denunciavano: presenza di rifiuti nei piazzali non protetti dagli agenti atmosferici, cumuli miscelati di carta e plastica, elevata percentuale di materiale indesiderato nei prodotti da recupero, degrado dovuto ad attività di volatili e roditori, mancanza di formazione del personale addetto all'accettazione e al recupero, sversamenti o convogliamento di percolati nel collettore fognario senza adeguato trattamento. I ricorsi per Cassazione hanno invocato la violazione delle norme ambientali e della normativa sul sequestro cautelare.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti da entrambi i Pubblici Ministeri. Per il Procuratore presso il Tribunale di Napoli Nord l'inammissibilità è stata motivata dalla carenza di legittimazione ad impugnare l'ordinanza del tribunale del riesame (ai sensi dell'art. 325 cod. proc. pen. il potere di ricorso spetta solo allufficio requirente presso lorgano la cui decisione è impugnata). Per il Procuratore presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere l'impugnazione è stata ritenuta inammissibile per carenza di interesse e per difetto dei motivi consentiti: il ricorso non ha affrontato adeguatamente il requisito del periculum in mora, limitandosi in gran parte a contestare il fumus e a presentare un diverso apprezzamento probatorio. La Corte ha inoltre richiamato il principio per cui il ricorso per cassazione avverso ordinanze di riesame in materia di sequestro è ammesso per violazione di legge intesa come mancanza assoluta di motivazione o motivazione meramente apparente; non è consentito con questo rimedio riformulare alternative valutazioni di merito o della valutazione degli elementi di prova. Conseguenza pratica: resta valida lordinanza del Tribunale che aveva annullato il sequestro; i ricorsi dei PM sono stati respinti come inammissibili.
Norme richiamate
art. 184-ter d.lgs. 152/2006
Riferita alla disciplina dei processi di recupero e alla qualificazione di prodotti derivanti da rifiuti; la Corte ha rilevato che il Tribunale del riesame ha ritenuto carente il fumus perché mancava un'indagine tecnico-scientifica sui prodotti derivati dai processi di lavorazione e sulla loro effettiva natura non rifiuto.
decreto del Ministero dell'Ambiente n. 188 del 22/9/2020
Richiamato come quadro regolatorio tecnico per i criteri di qualifica 'end of waste'; la Corte ha considerato che l'accertamento di conformità a tali criteri richiede adeguata prova tecnico-scientifica e non può essere sostituito da valutazioni induttive.
art. 137 d.lgs. 152/2006
Invocato in relazione agli scarichi e al possibile sversamento di reflui industriali: la Corte ha osservato che il Tribunale del riesame ha valutato la documentazione ARPAC e le risultanze tecniche sulle vasche e sul depuratore, ritenendo non provato il periculum; il ricorso dei PM non ha efficacemente contestato questi elementi.
art. 256 d.lgs. 152/2006
Contestato come norma penale per la gestione illecita di rifiuti derivanti da processi di recupero; la Corte ha evidenziato che il Tribunale ha ritenuto insufficiente il fumus in assenza di indagine tecnico-scientifica sui prodotti finiti e sui flussi contabili dei materiali.
art. 325 cod. proc. pen.
Interpretato nel senso che la legittimazione a proporre ricorso per cassazione contro lordinanza del tribunale del riesame spetta esclusivamente allufficio requirente presso lorgano la cui decisione viene impugnata; un ufficio requirente diverso non ha interesse ad impugnare.
art. 606 cod. proc. pen.
Richiamato per delimitare la nozione di 'violazione di legge' utilizzabile nel ricorso per cassazione: la Corte ribadisce che non si può usare lart. 606 per rimontare questioni di valutazione probatoria o di merito, ma solo per vizî tipizzati quali mancanza assoluta di motivazione o motivazione meramente apparente.
Massime di principio
- Solo lufficio requirente presso lorgano la cui decisione è impugnata ha legittimazione a proporre ricorso per cassazione contro lordinanza del riesame (art. 325 c.p.p.).
- Il ricorso del pubblico ministero contro lannullamento di un sequestro deve affrontare entrambi i profili rilevanti: fumus commissi delicti e periculum in mora; limitarsi a contestare il fumus senza prospettare il periculum può determinare linammissibilità per carenza di interesse.
- La Corte di Cassazione, in materia di ordinanze di riesame sul sequestro preventivo, controlla la violazione di legge in senso tecnico (mancanza assoluta di motivazione o motivazione meramente apparente) e non è chiamata a rivedere valutazioni probatorie o a sostituirsi al giudice del merito; i giudizi alternativi basati su dati di indagine ricavati dagli atti non prodotti o non affrontati dal tribunale non costituiscono motivo valido di cassazione.
- Per opporre efficacemente un provvedimento di dissequestro è necessario che l'impugnante si confronti puntualmente con i dati che il giudice del riesame ha valorizzato, dimostrando errori di diritto o palese carenza motivazionale e non semplicemente prospettando una diversa lettura degli atti.
- Principio di autosufficienza: il ricorso non può fondarsi su ampi stralci di informative o documenti non allegati o non riprodotti nellatto di impugnazione; gli elementi di prova decisivi devono essere resi autosufficienti in sede di ricorso.
- Nel contesto ambientale, laccertamento della natura di un materiale (rifiuto vs prodotto) richiede prove tecnico-scientifiche e, quando tali prove mancano o sono inconcludenti, il giudice può ritenere difettante il fumus per lapplicazione di misure reali cautelari.
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