Cassazione Penale, Sentenza n. 42326/2024 del 18/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato l'opposizione alla confisca per equivalente di un immobile sito a Cerea, formalmente intestato alla FIVEN REAL ESTATE SE (società con sede nella Repubblica Ceca). La ricorrente ha dedotto l'assenza di collegamenti tra la società/lei stessa e Andrea Guzzo, denunciando omissione e travisamento della prova: era stata prodotta la testimonianza di Vanni Bellini sull'attività di intermediazione e sulla provenienza dei fondi per l'acquisto dell'immobile, nonché elementi documentali sulla natura dell'attività di investimento della FIVEN e sulla diversa qualifica rivestita dalla Langrova nella EURO SALES GROUP SE (consiglio di sorveglianza, non consiglio di amministrazione). Si censurava altresì la valutazione della nota di polizia giudiziaria che ricondurrebbe collegamenti tra Dragmar e Michele Vesentini/Andrea Guzzo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha rilevato l'omessa valutazione delle dichiarazioni rese in indagini difensive (in particolare di Vanni Bellini) e il travisamento dei ruoli ricoperti nella EURO SALES GROUP SE (Dragmar membro del consiglio di sorveglianza e non del consiglio di amministrazione nello stesso periodo di Vesentini). Per tali lacune motivazionali e istruttorie la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Verona affinché, con autonomia decisionale, riesamini e colmi le carenze istruttorie e motivazionali valorizzando correttamente le prove e le produzioni difensive.
Norme richiamate
confisca per equivalente
La misura richiede un concreto e adeguatamente motivato nesso probatorio tra i proventi/beni e le attività delittuose; il giudice dell'esecuzione deve valutare compiutamente le prove difensive che possono escludere la riconducibilità del bene all'attività criminosa
principio della motivazione del provvedimento giudiziario
Il provvedimento giurisdizionale deve affrontare e valutare le ragioni e le prove prodotte dalle parti; omissioni o travisamenti di elementi decisivi invalidano la decisione e legittimano l'annullamento e il rinvio
onere di valutazione probatoria nel giudizio di esecuzione
Nel giudizio di esecuzione destinato a verificare la riconducibilità dei beni a reati, il giudice deve esaminare compiutamente le dichiarazioni, le attestazioni e i documenti prodotti dalla difesa, non limitandosi a affermazioni di mera probabilità
Massime di principio
- In procedimenti di confisca per equivalente il giudice deve motivare chiaramente il nesso tra bene e attività criminosa e non può limitarsi a considerazioni di mera probabilità
- Le dichiarazioni rese in sede di indagini difensive e le prove documentali devono essere esaminate e valutate esplicitamente: la loro omissione determina vizio motivazionale
- La qualificazione formale degli incarichi societari (consiglio di sorveglianza vs consiglio di amministrazione) è rilevante: ruoli differenti e svolti in periodi diversi non consentono automaticamente di inferire partecipazione o collegamento del tutto coincidente
- Chi contesta una confisca dovrebbe documentare l'origine dei fondi, l'attività ordinaria della società proprietaria e fornire testimonianze/intermediari (es. nota di intermediazione) che spieghino le operazioni per interrompere il nesso causale con i reati
- Se il giudice dell'esecuzione si basa su elementi di polizia giudiziaria, è necessario che verifichi temporalità e consistenza degli incarichi societari e dei rapporti tra le persone indicate, evitando inferenze non supportate da prova
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