Cassazione Penale, Sentenza n. 45274/2022 del 29/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Palermo che ha rigettato il riesame del sequestro preventivo disposto dal GIP sul patrimonio aziendale, sulle quote e sul compendio aziendale della Marino srl e, ai sensi dell'art. 452quaterdecies c.p., per equivalente fino a Euro 212.760,00. La ricorrente contestava: 1) errata applicazione degli artt. 110 e 452quaterdecies c.p. e motivazione carente o manifestamente illogica, sostenendo che il Tribunale avrebbe ampliato la fattispecie oltre i limiti giurisprudenziali richiedenti carattere organizzato, continuativo e abusivo dellattivita, che i fatti riferiti non corrisponderebbero a quelli contestati (in particolare il trasporto sarebbe avvenuto con mezzo della Marino srl munito di autorizzazione) e che le considerazioni sui rapporti con terzi erano generiche; critica inoltre il calcolo del profitto e la stima dei 300.000 kg. 2) errata applicazione dell'art. 648 c.p. e motivazione incongrua circa la provenienza furtiva dei beni, che secondo la difesa non sarebbe adeguatamente dimostrata.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure siano manifestamente infondate o non ammissibili in questa sede, osservando i limiti della impugnazione in Cassazione avverso ordinanze su sequestri preventivi (ammessa solo per violazione di legge o vizi della motivazione talmente gravi da rendere inintelligibile l'apparato argomentativo). La Corte ha confermato che il Tribunale, nel riesame, ha correttamente valutato la sussistenza del fumus commissi delicti sulla base di intercettazioni, appostamenti e immagini di videosorveglianza che dimostravano collegamenti con la cosiddetta famiglia Cintura e lutilizzo del veicolo della Marino srl per il trasporto di ingenti quantitativi di materiale ferroso di natura compatibile con provenienza delittuosa. Ha inoltre affermato che la presenza di autorizzazioni al trasporto non esclude la liceità dell'operazione qualora il materiale sia di origine furtiva e vi sia mancanza di tracciamento documentale. Quanto alla discrasia nella quantificazione del profitto, la Corte l'ha considerata un vizio di motivazione non decisivo ai fini di annullamento del provvedimento principale e rilevante solo per la determinazione della somma soggetta a sequestro. Conseguentemente il ricorso è respinto; la ricorrente è condannata alle spese processuali e al versamento in favore della Cassa delle Ammende di Euro 3.000.
Norme richiamate
art. 452quaterdecies cod. pen.
Norma riferita al delitto di attivita organizzate per il traffico illecito di rifiuti. La Corte conferma che, ai fini del fumus, e sufficiente che anche una sola fase della gestione dei rifiuti sia svolta in forma organizzata; il profitto illecito puo consistere anche nella riduzione dei costi o nel vantaggio competitivo e si configura quando la condotta sia abusiva e impedisca la tracciabilita della filiera
art. 648 cod. pen.
Delitto di ricettazione. La Corte ricorda che la provenienza delittuosa della cosa puo desumersi per prova logica dalla natura e dalle caratteristiche del bene, senza necessita di prova puntuale di ogni elemento fattuale
art. 110 cod. pen.
Concorso di persone nel reato. Richiamato nella doglianza iniziale; la Corte non rileva errore nella sua applicazione rispetto alle risultanze investigative
art. 192 cod. proc. pen.
Richiamato come esempio di violazione di legge non invocabile quando l'impugnazione si basa su valutazioni probatorie; la Corte ribadisce i limiti di sindacabilita dei fatti in Cassazione su misure reali
art. 616 cod. proc. pen.
Norma applicata per la condanna della ricorrente al pagamento di una somma in favore della Cassa delle Ammende a titolo di sanzione per il ricorso inammissibile
art. 23 comma 8 DL 137/2020
Previsione procedurale richiamata per la trasmissione della requisitoria scritta del Pubblico Ministero; la Corte prende atto della conclusione del PG per l'inammissibilità
Massime di principio
- Il ricorso per Cassazione avverso ordinanze su sequestro preventivo o probatorio e ammesso solo per violazione di legge o vizi della motivazione tanto gravi da rendere inintelligibile l'apparato argomentativo; critiche che implichino valutazioni di merito sul materiale probatorio non sono ammissibili
- In sede di riesame del sequestro il Tribunale valuta la 'astratta configurabilita' del reato alla luce degli elementi rappresentati (fumus commissi delicti); tali elementi vanno esaminati nella forma in cui sono stati esposti e non possono essere rimessi a giudizio di verita processuale in Cassazione
- La provenienza furtiva delle cose puo essere dimostrata per prova logica mediante la natura e le caratteristiche del materiale (es. beni integri e riutilizzabili tipici di furti) senza l'obbligo di ricostruire ogni singolo episodio di furto
- La presenza di autorizzazioni amministrative relative al trasporto o alla gestione dei rifiuti non esclude di per se la configurabilita del reato quando emergano elementi da cui risultano operazioni di approvvigionamento e trasferimento prive di tracciabilita e riconducibili a mercato parallelo di materiali illeciti
- Errori o discrasie nella quantificazione del profitto sottoposto a sequestro possono costituire vizi di motivazione ma non necessariamente invalidano l'intero provvedimento cautelare; tali rilievi possono incidere sulla determinazione dell'ammontare sequestrato piuttosto che sulla legittimita della misura reale nel suo complesso
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