Ordinanza del 07/06/2018 n. 958 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Misure cautelari - Danno grave ed irreparabile - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl danno grave e irreparabile sussiste quando l’esecuzione anticipata di un credito di rilevante entità può produrre effetti definitivi sul patrimonio e sulla prosecuzione dell’attività della società contribuente. La rateizzazione, il ricorso al credito o altri interventi esterni non escludono tale pregiudizio se, oltre a essere onerosi, non assicurano il pieno ed effettivo ristoro patrimoniale in caso di accoglimento dell’appello.
Sospensione cautelare dell’esecuzione di un credito tributario per danno grave e irreparabile
Sospensione cautelare per danno grave e irreparabile
Il documento afferma che ricorre il presupposto del danno grave ed irreparabile ai fini delle misure cautelari quando l’anticipata esecuzione di un credito di rilevante entità è idonea a incidere in modo definitivo sul patrimonio della società contribuente e sulla prosecuzione della sua attività.
Presupposti del danno
La valutazione del pregiudizio deve considerare non soltanto l’entità del credito, ma anche gli effetti concreti che il pagamento anticipato può determinare sulla situazione economica e sulla continuità operativa della società. Il danno è qualificabile come grave e irreparabile quando le conseguenze dell’esecuzione non risultano integralmente eliminabili attraverso una successiva restituzione delle somme.
Irrilevanza delle modalità alternative di pagamento
La possibilità di ricorrere a strumenti alternativi non esclude automaticamente la sussistenza del danno. In particolare, non sono sufficienti a neutralizzare il pregiudizio:
- la rateizzazione del pagamento;
- il ricorso al credito;
- altri interventi finanziari esterni.
Tali soluzioni possono infatti risultare onerose e, comunque, non garantire il recupero integrale ed effettivo della perdita patrimoniale eventualmente subita.
Rilevanza ai fini cautelari
Il danno grave e irreparabile sussiste quindi quando l’esecuzione immediata del credito può compromettere stabilmente il patrimonio e la continuità aziendale, senza che l’eventuale accoglimento dell’appello consenta un ristoro pieno ed effettivo. In tale situazione, il presupposto cautelare è integrato anche se il contribuente potrebbe formalmente reperire risorse mediante finanziamenti, dilazioni o ulteriori interventi esterni.
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