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Sentenza

Sentenza del 10/07/2018 n. 1376 - Comm. Trib. Reg. per la Toscana

Giochi e Lotterie - Apparecchi da intrattenimento che restituiscono vincite in denaro - Prelievo Unico Erariale - Accertamento - Erogazione diretta o indiretta di denaro - Onere della prova - A carico dell'Amministrazione - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia ha impugnato la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Firenze, che aveva annullato l'avviso di accertamento relativo al recupero del Prelievo Unico Erariale (PREU) per l'anno 2008. L'Amministrazione sosteneva che l'apparecchio da gioco rinvenuto presso la società fosse soggetto al PREU, poiché consentiva di accumulare punti e ottenere premi in natura, ritenendo sufficiente anche un'erogazione indiretta di vincite. La controversia riguardava quindi sia l'assoggettabilità astratta degli apparecchi irregolari al PREU, sia la prova concreta dell'effettiva erogazione di premi in denaro o in natura.

La decisione

La Commissione tributaria ha rigettato l'appello dell'Agenzia e confermato la sentenza favorevole alla società. Ha riconosciuto che, in astratto, anche gli apparecchi irregolari che erogano direttamente o indirettamente premi in denaro o in natura possono essere soggetti al PREU. Tuttavia, nel caso concreto, l'Amministrazione non ha fornito neppure elementi indiziari sufficienti a dimostrare che l'apparecchio consentisse effettivamente l'erogazione di vincite. L'Agenzia è stata inoltre condannata al pagamento delle spese processuali, liquidate in 1.800 euro, oltre rimborso forfettario, IVA e CPA.

Norme richiamate

  • Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, art. 11

    La norma è richiamata in relazione al rinvenimento dell'apparecchio da gioco con vincita in denaro; la decisione, tuttavia, si concentra soprattutto sulla necessità di provare concretamente l'erogazione di premi ai fini del PREU.

  • Prelievo Unico Erariale (PREU)

    Sono soggetti al PREU, in astratto, anche gli apparecchi irregolari che consentono l'erogazione diretta o indiretta di premi in denaro o in natura. L'Amministrazione deve però dimostrare in concreto tale caratteristica dell'apparecchio.

  • Principio dell'onere della prova

    L'onere di provare l'effettiva possibilità di erogazione di vincite grava sull'Amministrazione finanziaria. Non è sufficiente affermare in via generale che l'apparecchio sia assimilabile a uno soggetto al PREU; occorrono prove concrete o almeno elementi indiziari idonei.

Massime di principio

  • L'assoggettabilità astratta di una categoria di apparecchi al PREU non basta per fondare un accertamento: deve essere dimostrato che lo specifico apparecchio controllato eroghi o possa erogare effettivamente premi in denaro o in natura.
  • Quando l'Amministrazione recupera il PREU, deve fornire la prova dell'effettiva funzione di vincita dell'apparecchio, anche mediante elementi indiziari, tecnici o documentali coerenti e sufficienti.
  • La mera presenza di punti, crediti o meccanismi di gioco non dimostra automaticamente l'esistenza di una vincita imponibile; occorre provare che tali elementi siano convertibili in premi o abbiano un valore economicamente rilevante.
  • In assenza di prova concreta dell'erogazione diretta o indiretta di premi, l'avviso di accertamento può essere annullato, anche se l'apparecchio è irregolare o potenzialmente assimilabile a quelli soggetti al PREU.
  • Nel processo tributario, la qualificazione giuridica sostenuta dall'Amministrazione deve essere accompagnata dalla dimostrazione dei fatti costitutivi della pretesa fiscale; il mancato assolvimento dell'onere probatorio comporta la soccombenza dell'Ufficio.

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