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Cassazione Penale, Ordinanza n. 03562/2025 del 28/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello che aveva solo parzialmente riformato la decisione di primo grado, riducendo la pena per il riconoscimento delle attenuanti generiche ma confermando la responsabilità per il reato di illecita detenzione di sostanze stupefacenti. La difesa ha dedotto violazione di legge sostenendo che la condotta integrasse una detenzione per uso personale e che, comunque, dovesse applicarsi l'ipotesi lieve di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990. Ha inoltre contestato la valutazione del materiale probatorio, richiamando l'assenza di chiamate o contatti sul cellulare e sostenendo l'estraneità di tali sostanze al mercato locale dello spaccio, anche mediante memoria difensiva.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che tutte le doglianze investissero in realtà il merito della valutazione probatoria compiuta dalla Corte territoriale e già dal primo giudice, proponendo una diversa lettura degli elementi di fatto, non consentita in sede di legittimità. Ha valorizzato il rinvenimento di ketamina e LSD occultate nell'auto, il rilevante quantitativo e numero di dosi, la presenza di bustine e di una bilancina di precisione, la discrepanza tra prezzo dichiarato e prezzo stimato dal consulente del PM, e le limitate disponibilità economiche dell'imputato. Ha quindi confermato che non erano censurabili in cassazione le ragioni per cui la Corte d'Appello aveva escluso sia l'uso personale sia la lieve entità. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. n. 309/1990

    L'ipotesi lieve non è applicabile quando la Corte di merito motivi in modo coerente sulla tipologia della sostanza, sul quantitativo complessivo e sul numero di dosi ricavabili.

  • art. 73 d.P.R. n. 309/1990

    La detenzione di sostanze stupefacenti può integrare reato quando gli indici fattuali escludano l'uso personale e depongano per una detenzione finalizzata a cessione o comunque non meramente personale.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non sono deducibili censure che si risolvano in una mera rivalutazione del merito o in una diversa comparazione degli elementi di prova, essendo sindacabili solo la mancanza, la manifesta illogicità o la contraddittorietà della motivazione su aspetti decisivi.
  • La qualificazione della detenzione di stupefacente come uso personale o come condotta penalmente rilevante deve essere desunta da un complesso di indici fattuali, tra cui quantitativo, modalità di occultamento, presenza di strumenti di confezionamento, disponibilità economiche e coerenza della versione resa dall'imputato.
  • L'ipotesi lieve dell'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990 può essere esclusa quando la sostanza sia di tipo considerato più grave, il quantitativo sia significativo e il numero di dosi ricavabili sia elevato, purché la motivazione sia coerente e completa.
  • La contestazione difensiva che si limiti a offrire una lettura alternativa di dati probatori già valutati dal giudice di merito non è idonea a fondare un ricorso per cassazione ammissibile.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiOnere della prova

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