L.R. Lazio 23/2006
Modifiche alla legge regionale 9 luglio 1998, n. 27 (Disciplina regionale della gestione dei rifiuti) e successive modifiche (1)
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge adegua la l.r. Lazio 27/1998 al d.lgs. 152/2006, ridefinendo competenze di Regione e comuni sulla bonifica dei siti contaminati, sulle conferenze di servizi, sulle autorizzazioni dei piani di caratterizzazione e sui progetti di bonifica. Introduce anche poteri di accertamento per dipendenti comunali e regola gli interventi d’ufficio e il recupero delle spese. In vigore dal giorno successivo alla pubblicazione.
Modifiche alla disciplina regionale laziale sulla gestione dei rifiuti e bonifica dei siti contaminati
Modifiche alla disciplina regionale laziale sulla gestione dei rifiuti e bonifica dei siti contaminati
La legge regionale del Lazio n. 23 del 2006 interviene in via modificativa sulla l.r. n. 27/1998, per adeguarne l’assetto alle disposizioni del d.lgs. n. 152/2006 in materia ambientale. L’attenzione è concentrata soprattutto sulla bonifica dei siti contaminati, con una nuova distribuzione di competenze tra Regione e comuni.
Finalità e ambito dell’intervento
Il provvedimento è adottato nelle more di una revisione organica della normativa regionale sui rifiuti. La finalità dichiarata è aggiornare la disciplina regionale alla nuova procedura statale, con particolare riferimento alla bonifica e al ripristino ambientale dei siti contaminati.
Riparto delle funzioni amministrative tra Regione e comuni
La legge ridefinisce le competenze amministrative in materia di bonifica dei siti contaminati:
- alla Regione restano le funzioni relative ai siti contaminati compresi nel territorio di più comuni;
- ai comuni sono delegate le funzioni amministrative connesse alla convocazione delle conferenze di servizi, all’autorizzazione del piano di caratterizzazione, all’approvazione del piano di monitoraggio e del progetto operativo degli interventi, nonché all’approvazione del progetto di bonifica;
- per i siti ricadenti nel solo territorio comunale, le funzioni amministrative sono attribuite al comune competente.
Conferenze di servizi e procedimenti tecnici
Nelle conferenze di servizi relative alla bonifica partecipano, oltre alle amministrazioni previste dalla normativa statale, anche la struttura regionale competente in materia di rifiuti e l’ARPA Lazio. La disciplina regionale richiama espressamente i procedimenti previsti dall’art. 242 del d.lgs. 152/2006 per il piano di caratterizzazione, il piano di monitoraggio, il progetto operativo e il progetto di bonifica.
Interventi d’ufficio e recupero delle somme
Se il responsabile della contaminazione non interviene, oppure non è individuabile e non provvedono neppure il proprietario del sito o altri soggetti interessati, gli interventi sono eseguiti d’ufficio dal comune territorialmente competente e, in mancanza, dalla Regione, secondo l’ordine di priorità del piano regionale per la bonifica delle aree inquinate. La Regione può istituire un fondo per anticipare le spese necessarie. Per il recupero delle somme sostenute si applica la procedura di riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato.
Poteri di accertamento e contestazione dei dipendenti comunali
I comuni possono conferire, con provvedimento del sindaco, ai propri dipendenti o a quelli del soggetto incaricato della raccolta dei rifiuti funzioni di accertamento e contestazione immediata delle violazioni dei regolamenti comunali sulle modalità di conferimento dei rifiuti. Il conferimento richiede assenza di condanne penali o procedimenti pendenti e il superamento con esito favorevole di un corso di formazione idoneo. I verbali redatti da tali dipendenti hanno efficacia di atto pubblico ai sensi del codice civile.
Entrata in vigore
La legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, quindi dal 10 dicembre 2006.
Obsolescenza pratica
Il testo ha natura di legge modificativa di una disciplina ormai storicizzata e interviene su una legge del 1998, sostituendo disposizioni già superate nel tempo. Pur rilevante per la ricostruzione della disciplina applicabile nel periodo, oggi ha utilità prevalentemente ricostruttiva e non appare come fonte normalmente usata in via autonoma, essendo confluito nel quadro normativo successivamente evoluto.
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