Provvedimento AGCM I844 n. 28435 del 03/11/2020
PROGETTO ANTIFRODE ANIA
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL’AGCM ha avviato un’istruttoria nei confronti di ANIA per valutare il progetto antifrode, comprendente una Piattaforma di scambio dati e un Portale antifrode non auto alimentati dalle imprese assicuratrici. L’Autorità ha ritenuto che la condivisione continuativa di informazioni sensibili e lo sviluppo di indicatori e algoritmi comuni possano aumentare artificialmente la trasparenza, agevolare il coordinamento tra concorrenti e uniformare decisioni strategiche nei mercati nazionali dei prodotti assicurativi vita e danni. La condotta è stata qualificata provvisoriamente come decisione di associazione di imprese potenzialmente restrittiva ai sensi dell’art. 101 TFUE. Il provvedimento dispone esclusivamente l’avvio dell’istruttoria, con termine finale al 31 dicembre 2021, senza sanzioni o accertamento dell’infrazione.
ANIA e il progetto antifrode assicurativo: possibile intesa restrittiva ex art. 101 TFUE per scambio di informazioni e algoritmi comuni; avvio dell’istruttoria, senza accertamento definitivo né sanzioni.
Progetto antifrode ANIA e possibile intesa restrittiva nel settore assicurativo
Il provvedimento riguarda l’iniziativa antifrode comunicata da ANIA, associazione nazionale delle imprese assicuratrici, e dispone l’avvio di un’istruttoria per verificare la possibile violazione dell’art. 101 TFUE. L’Autorità non ha ancora accertato l’infrazione, né ha irrogato sanzioni o adottato misure cautelari.
Parti e origine del procedimento
ANIA è l’associazione nazionale tra le imprese assicuratrici, attiva in Italia dal 1944, con funzioni di tutela degli interessi del settore, raccolta ed elaborazione di dati e supporto alle imprese associate. Nel marzo 2020, con successive integrazioni fino ad agosto 2020, ANIA ha informato l’AGCM di avere avviato nel 2019 un progetto volto al contrasto delle frodi assicurative, ancora in corso di attuazione.
ANIA associava 131 compagnie, rappresentative di quasi il 90% del settore assicurativo italiano in termini di premi. Nel 2019 la raccolta premi in Italia ammontava complessivamente a circa 140 miliardi di euro, di cui circa 106 miliardi nei rami vita e 34 miliardi nei rami danni.
Contenuto del progetto antifrode
Il progetto prevedeva principalmente due strumenti informativi:
- una Piattaforma destinata alla generalità dei rami assicurativi, alimentata dalle imprese e aggiornata continuamente, con accesso in tempo reale, per rilevare fenomeni fraudolenti e individuarne le tipologie ricorrenti;
- un Portale antifrode non auto, riferito ai rami vita puro rischio e danni, con esclusione del ramo RC Auto, utilizzabile tanto nella fase liquidativa quanto nella fase assuntiva.
Le banche dati sarebbero state alimentate con informazioni riguardanti, tra l’altro, caratteristiche dei sinistri, soggetti coinvolti e fattori ritenuti indicativi del rischio di frode. La successiva elaborazione dei big data avrebbe dovuto produrre indicatori di rischio e sistemi di tipo semaforico, basati su algoritmi da sviluppare nell’ambito del progetto.
Mercati rilevanti
L’Autorità ha considerato interessati i mercati della produzione e distribuzione dei prodotti assicurativi nei rami vita puro rischio e danni. La distinzione tra prodotti assicurativi è stata ricondotta al rischio coperto, poiché la sostituibilità dal lato della domanda tra diverse coperture è estremamente ridotta.
I mercati della produzione delle polizze vita e danni sono stati individuati, in linea generale, come mercati nazionali, anche perché la tariffazione e la determinazione dei premi avvengono a livello nazionale. I mercati della distribuzione sono stati invece considerati normalmente locali, in prima approssimazione provinciali, in ragione dell’importanza della prossimità dell’intermediario e del rapporto fiduciario con il cliente.
Qualificazione giuridica preliminare
L’AGCM ha qualificato il progetto antifrode, in quanto sviluppato e gestito da un’associazione rappresentativa di imprese concorrenti, come possibile decisione di associazione di imprese ai sensi dell’art. 101 TFUE.
L’Autorità ha sottolineato che l’iniziativa potrebbe presentare criticità concorrenziali, pur riconoscendo che la prevenzione delle frodi può produrre benefici per l’industria assicurativa e per la collettività degli assicurati. La valutazione avrebbe quindi richiesto particolare cautela, tenendo conto della rilevanza e della complessità del progetto.
Scambio di informazioni e rischi concorrenziali
Secondo l’AGCM, la Piattaforma e il Portale avrebbero consentito uno scambio pervasivo e continuo di dati tra imprese assicuratrici concorrenti. Le informazioni avrebbero potuto essere sensibili, non pubbliche o comunque non disponibili sul mercato nelle stesse forme, frequenza e modalità previste dal progetto.
La rilevanza concorrenziale dello scambio è stata valutata anche alla luce del ruolo strategico dei dati nel settore assicurativo, nel quale la capacità di acquisire ed elaborare informazioni costituisce un elemento importante per la quotazione dei rischi e per le decisioni commerciali. Richiamando le Linee direttrici dell’Unione europea sugli accordi di cooperazione orizzontale, l’Autorità ha ritenuto che il progetto potesse:
- aumentare artificialmente la trasparenza sui mercati;
- facilitare il coordinamento o la collusione tra concorrenti su variabili strategiche;
- determinare una potenziale preclusione anticoncorrenziale.
Algoritmi e uniformazione delle decisioni
Un’ulteriore criticità derivava dalla previsione di algoritmi comuni per la generazione di indicatori omogenei del rischio frode. Tali indicatori avrebbero potuto essere utilizzati sia nella liquidazione dei sinistri sia nella fase assuntiva.
L’AGCM ha evidenziato il rischio che l’uso di criteri algoritmici comuni, fondati su dati variamente combinati e su criteri che all’epoca non risultavano ancora chiari, alterasse artificialmente l’ambiente competitivo. L’effetto avrebbe potuto essere difficilmente reversibile e incidere sulle scelte strategiche delle imprese, fino a uniformarle in fasi essenziali dell’attività assicurativa.
Terzietà e ruolo istituzionale dell’IVASS
L’Autorità ha considerato anche il rischio derivante dall’assenza di adeguate garanzie di terzietà, poiché il progetto era sviluppato e gestito da un’associazione di categoria che rappresenta gli interessi delle imprese assicuratrici.
Il provvedimento ha ricordato che la prevenzione e il contrasto delle frodi assicurative rientrano, almeno per la RC Auto, tra i compiti istituzionali dell’IVASS. In tale ambito, l’IVASS gestisce archivi e banche dati a supporto delle imprese e vigila sull’adeguatezza dell’organizzazione aziendale e dei sistemi di liquidazione dei sinistri rispetto all’obiettivo di contrastare le frodi. Sono richiamati gli artt. 135 e 148 del d.lgs. n. 209/2005, l’art. 21 del d.l. n. 179/2012, convertito nella legge n. 221/2012, e l’art. 30 del d.l. n. 1/2012, convertito nella legge n. 27/2012.
Dimensione e applicabilità del diritto europeo
L’AGCM ha ritenuto potenzialmente pregiudicato il commercio tra Stati membri, poiché il progetto riguardava l’intero territorio italiano, coinvolgeva l’associazione nazionale del settore e interessava imprese che complessivamente rappresentavano una quota rilevante della raccolta premi, incluse imprese appartenenti a gruppi di rilievo internazionale.
Per tale ragione, la fattispecie è stata sottoposta alla valutazione ai sensi dell’art. 101 TFUE, in applicazione del Regolamento (CE) n. 1/2003. Il provvedimento non ha contestato un abuso di posizione dominante ai sensi dell’art. 102 TFUE.
Avvio dell’istruttoria ed esito
L’Autorità ha ritenuto che il progetto antifrode fosse suscettibile di configurare un’intesa restrittiva della concorrenza, in possibile violazione dell’art. 101 TFUE, anche in considerazione dell’elevata rappresentatività di ANIA e dell’estensione del progetto alla generalità dei rami assicurativi interessati.
È stata quindi avviata, ai sensi dell’art. 14 della legge n. 287/1990, un’istruttoria nei confronti di ANIA. Il procedimento avrebbe dovuto concludersi entro il 31 dicembre 2021. Alla parte è stato riconosciuto un termine di 60 giorni dalla notificazione per chiedere di essere sentita, con richiesta da presentare almeno 15 giorni prima della scadenza. Il responsabile del procedimento è stato individuato nella dott.ssa Stefania Di Girolamo.
Il provvedimento ha natura cautelare-istruttoria e non contiene un accertamento definitivo della violazione, una decisione sugli eventuali effetti esentabili ai sensi dell’art. 101, paragrafo 3, TFUE, impegni, misure cautelari o sanzioni.
Punti principali
Parte coinvolta
Il procedimento è stato avviato nei confronti di ANIA, associazione nazionale rappresentativa delle imprese assicuratrici, cui aderivano 131 compagnie, corrispondenti a quasi il 90% del settore in termini di premi.
Struttura del progetto antifrode
Il progetto, avviato nel 2019, comprende una Piattaforma generale per lo scambio in tempo reale di informazioni sui fenomeni fraudolenti e un Portale antifrode non auto per i rami vita puro rischio e danni, esclusa la RC Auto. I dati, relativi soprattutto a sinistri, assicurati e soggetti coinvolti, dovrebbero essere elaborati mediante indicatori e algoritmi comuni.
Criticità concorrenziali
L’AGCM ha rilevato il rischio di uno scambio pervasivo e continuativo di informazioni sensibili, non pubbliche o non disponibili sul mercato nelle medesime forme, idoneo ad aumentare artificialmente la trasparenza e ad agevolare la collusione tra concorrenti. Gli algoritmi comuni potrebbero inoltre uniformare le decisioni delle imprese nella liquidazione e nell’assunzione dei rischi.
Mercati interessati
I mercati della produzione dei prodotti assicurativi vita puro rischio e danni sono stati considerati nazionali; quelli della distribuzione sono stati indicati, in via generale, come locali, tendenzialmente provinciali.
Esito procedurale
L’Autorità ha deliberato l’avvio dell’istruttoria ai sensi dell’art. 14 della legge n. 287/1990 per accertare una possibile violazione dell’art. 101 TFUE. Non sono stati adottati provvedimenti sanzionatori o misure cautelari.
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