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Sentenza

Sentenza del 24/03/2022 n. 462 - Comm. Trib. Reg. per la Toscana

Ici - Immobili destinati all'esercizio del culto - Esenzione - Condizioni.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione di avviso di accertamento ICI relativo a un complesso immobiliare ritenuto dal Comune soggetto a tassazione. Il ricorrente sostiene che l'immobile è destinato all'esercizio del culto e dunque esente da imposta, avendo prodotto iscrizione nel registro delle persone giuridiche/prefettura, statuto che obbliga all'attività di culto, documentazione fotografica con insegna "Chiesa Cristiana Evangelica" e immagini dei locali allestiti per il culto. Il Comune contesta l'esenzione perché l'ente non risulta aver stipulato alcuna intesa con lo Stato ai sensi dell'art. 8 Cost., condizione ritenuta necessaria per l'esenzione.

La decisione

La Commissione ha confermato la sentenza di primo grado (CTP), ritenendo che, seppure l'ente sia stato riconosciuto Ente Morale e abbia documentato l'uso religioso dei locali, non risulta aver stipulato un'intesa con lo Stato ai sensi dell'art. 8 della Costituzione. Poiché tale intesa è considerata condizione essenziale per beneficiare dell'esenzione prevista dall'art. 7 del D.Lgs. 504/1992 (ICI), il complesso immobiliare è stato ritenuto soggetto a imposizione. Appellato condannato al pagamento delle spese processuali (Euro 980,00 oltre oneri forfettari).

Norme richiamate

  • D.Lgs. 504/1992, art. 7, lettera d

    esenzione per i fabbricati destinati all'esercizio del culto e le loro pertinenze

    L'esenzione è prevista per gli immobili destinati all'esercizio del culto, ma la sua operatività è subordinata alla compatibilità con le disposizioni costituzionali che regolano i rapporti tra Stato e confessioni, in particolare la necessità di un'intesa con lo Stato per le confessioni diverse dalla cattolica.

  • D.Lgs. 504/1992, art. 7, comma 1, lettera i

    Norma citata dal ricorrente in sede di impugnazione; nel caso in esame la decisione si è comunque focalizzata sulla lettera d e sulla mancanza dell'intesa richiesta dall'art. 8 Cost.

  • Costituzione, art. 8

    le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti in quanto non contrastino con l'ordinamento Giuridico Italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze

    Per le confessioni diverse dalla cattolica l'esistenza di un'intesa con lo Stato disciplina i rapporti e costituisce condizione per fruire di talune agevolazioni/facoltà previste dalla legge, ivi inclusa l'esenzione Ici ove espressamente collegata alla stipula di intese.

  • R.D. 22 febbraio 1891 e D.P.R. 459/1980

    Atti che attestano il riconoscimento dell'ente come Ente Morale e l'approvazione dello statuto. La giurisprudenza qui richiamata sottolinea che il riconoscimento come Ente Morale o la registrazione non sostituiscono la specifica condizione costituzionale dell'intesa per l'esenzione fiscale.

Massime di principio

  • L'esenzione ICI/IMU per immobili destinati all'esercizio del culto richiede due elementi distinti: (a) l'effettivo utilizzo dell'immobile per attività di culto; (b) l'appartenenza dell'ente a una confessione che ha regolato i propri rapporti con lo Stato mediante intesa ai sensi dell'art. 8 Cost. Quando la norma collega l'esenzione all'art. 8, l'intesa è condizione essenziale.
  • La prova dell'uso religioso (statuto, fotografie, iscrizioni) è necessaria ma non sufficiente: in assenza dell'intesa prevista dall'art. 8 Cost. l'immobile resta normalmente imponibile.
  • Il riconoscimento formale dell'ente (Ente Morale, iscrizione nei registri) non equivale automaticamente alla stipula di un'intesa con lo Stato e quindi non garantisce l'esenzione fiscale prevista dalla normativa collegata all'art. 8 Cost.
  • Per valutare o contestare un avviso di accertamento relativo a immobili di culto è fondamentale verificare preventivamente l'esistenza e la portata dell'intesa tra la confessione e lo Stato; in mancanza di intesa, il ricorso all'accertamento è frequentemente destinato a essere confermato.
  • Prassi consigliata per enti religiosi: acquisire e documentare, oltre all'uso effettivo dei locali, ogni atto probatorio dell'esistenza di un'intesa o di altra norma che riconosca esplicitamente l'esenzione; in assenza di intesa, valutare canali alternativi (negoziazione con il Comune, richiesta di chiarimenti legislativi o amministrativi) prima di procedere giudizialmente.

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