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Sentenza

Sentenza n. 5379/2026 - Napoli, Sezione 1

per l'ottemperanza della sentenza n. 6642/2025 del 28.9.2025, emessa dal Tribunale Ordinario di Napoli - Sez. Lavoro all'esito del giudizio R.G. n. 19820/2024 e divenuta cosa giudicata.

Giustizia amministrativa202602067

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Napoli, Sezione lavoro, n. 6642/2025, passata in giudicato, che ha condannato il Ministero al pagamento dell’indennità sostitutiva delle ferie maturate e non godute nell’anno scolastico 2021/2022

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente precaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha agito in ottemperanza della sentenza del Tribunale ordinario di Napoli, Sezione lavoro, n. 6642/2025, pubblicata il 28 settembre 2025 e passata in giudicato, che aveva condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito a corrisponderle € 1.646,12, oltre agli interessi legali dal dovuto al saldo, per l’indennità sostitutiva delle ferie maturate e non godute durante il servizio a tempo determinato nell’anno scolastico 2021/2022. La sentenza era stata notificata il 30 settembre 2025 ai fini dell’esecuzione ed era decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall’art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996, ma il Ministero non aveva pagato. La ricorrente ha chiesto l’esecuzione del giudicato e, in caso di persistente inadempimento, la nomina di un commissario ad acta.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso: ha rilevato che la sentenza del giudice ordinario, passata in giudicato e notificata presso la sede reale dell’Amministrazione, ha valore conformativo-ordinatoro e obbliga il Ministero a far conseguire alla ricorrente l’utilità riconosciuta dal giudice civile. Poiché era decorso il termine dilatorio di 120 giorni e non risultava intervenuta l’esecuzione, ha ordinato al Ministero di pagare € 1.646,12, oltre interessi legali dal dovuto al saldo, entro 60 giorni dalla comunicazione della sentenza o dalla notifica di parte se anteriore. Per l’eventuale ulteriore inerzia, ha nominato commissario ad acta il Direttore della direzione generale per le risorse umane e finanziarie del Ministero, con facoltà di delega; su istanza della ricorrente, il commissario dovrà insediarsi e assicurare l’esecuzione nei successivi 60 giorni. Spese a carico del Ministero, liquidate in € 600,00 oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori dichiaratisi antistatari.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Il ricorso va accolto considerato che: - la sentenza del Giudice ordinario ha un immediato valore conformativo-ordinatorio nei confronti dell’Amministrazione intimata, che è dunque tenuta a conformarsi al decisum, precisandosi che il contenuto dell’obbligo consiste proprio nel far conseguire concretamente l’utilità o il bene della vita già riconosciuti dal giudice civile;

    Il giudizio di ottemperanza consente di imporre all’Amministrazione l’attuazione concreta dell’utilità riconosciuta da una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato.

  • art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996

    è decorso il termine di cui all’art. 14, comma 1, D.L. 669/96;

    L’ordine di eseguire il giudicato è adottato dopo il decorso del termine dilatorio previsto per l’adempimento da parte dell’Amministrazione.

Massime di principio

  • La sentenza del giudice ordinario passata in giudicato ha valore conformativo-ordinatoro nei confronti dell’Amministrazione, che deve realizzare concretamente l’utilità o il bene della vita riconosciuti dal giudice.
  • Accertati il passaggio in giudicato, la notificazione della sentenza e il decorso del termine dilatorio applicabile, la persistente mancata esecuzione giustifica l’ordine di ottemperanza e la nomina preventiva di un commissario ad acta per l’eventuale ulteriore inerzia.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

Testo integrale

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