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Cassazione Civile, Ordinanza n. 24680/2021 del 14/09/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (fornitore)

La controversia

La controversia trae origine dal pagamento del corrispettivo per una fornitura di cassoni eseguita da una società a favore di una cooperativa agricola. La società fornitrice aveva ottenuto decreto ingiuntivo; la cooperativa aveva proposto opposizione deducendo vizi dei cassoni forniti, opposizione che era stata accolta dal primo giudice ma respinta dalla Corte d'appello. La cooperativa ha quindi proposto ricorso per cassazione con un solo motivo, denunciando violazione e falsa applicazione dell'art. 113 c.p.c., in combinato disposto con gli artt. 24 e 111 Cost., lamentando che la Corte d'appello non avrebbe ricostruito i verbali relativi al fascicolo d'ufficio del primo grado e avrebbe inoltre pronunciato una sentenza nulla per violazione del contraddittorio ex art. 102 c.p.c.

La decisione

La Corte di cassazione non esamina il merito del motivo, perché rileva preliminarmente che il ricorso è stato notificato oltre il termine breve di sessanta giorni previsto dall'art. 325 c.p.c. La sentenza d'appello era stata depositata e notificata il 26 marzo 2019; il ricorso per cassazione è stato notificato il 9 luglio 2019, quindi tardivamente. Ne consegue la dichiarazione di inammissibilità del ricorso, con condanna della ricorrente alla rifusione delle spese di lite in favore della controricorrente e con atto della sussistenza dei presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    violazione e falsa applicazione

    La doglianza è stata formalmente incardinata come vizio di violazione di legge, ma non è stata scrutinata nel merito per la tardività del ricorso.

  • art. 113 c.p.c.

    Invocato dal ricorrente insieme alle norme costituzionali per contestare la decisione d'appello e la ricostruzione del fascicolo di primo grado.

  • art. 24 Cost.

    Richiamato dal ricorrente a sostegno della dedotta lesione del diritto di difesa.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato dal ricorrente a sostegno della dedotta nullità della sentenza e della violazione del giusto processo.

  • art. 102 c.p.c.

    violazione del contraddittorio

    Richiamato dal ricorrente per denunciare una pretesa violazione del litisconsorzio/contraddittorio nel giudizio di merito.

  • art. 325 c.p.c.

    termine breve ai sensi dell'art. 325 cod. proc. civ.

    Il termine breve per impugnare decorreva dalla notificazione della sentenza d'appello effettuata il 26 marzo 2019.

  • art. 380 bis c.p.c.

    La relatrice aveva formulato proposta di inammissibilità del ricorso.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002

    La Corte dà atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. 115/2002

    Richiamato come parametro per il raddoppio del contributo unificato, ove dovuto.

Massime di principio

  • Quando la sentenza impugnata sia stata ritualmente notificata, il termine breve per proporre ricorso per cassazione decorre dalla data di notificazione della sentenza stessa e la sua inosservanza comporta l'inammissibilità dell'impugnazione.
  • La Corte di cassazione può definire il ricorso in rito, senza esaminare le censure di merito, se rileva la tardività dell'impugnazione.
  • In caso di inammissibilità del ricorso, opera il principio di soccombenza per la liquidazione delle spese di lite a favore della parte vittoriosa.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta, quando ne ricorrano i presupposti di legge, l'obbligo di versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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