Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10645/2022 del 24/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Trieste che aveva annullato il decreto di perquisizione locale e sequestro del 20 luglio 2021. Il Procuratore contestava che i prodotti commercializzati dal Bruch (prodotti contenenti cannabidiolo - CBD) erano qualificabili come medicinali in quanto pubblicizzati con proprietà terapeutiche (cura dell'ansia, depressione, mitigazione del dolore, effetto antitumorale) e quindi giustificavano il sequestro e l'ipotesi di esercizio abusivo della professione di farmacista e vendita di medicinali senza AIC.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi generici e manifestamente infondati. Ha confermato che il Tribunale di riesame aveva correttamente annullato il decreto di sequestro per carenza di motivazione strutturale: il Pubblico Ministero non ha dimostrato compiutamente il fumus delicti né provato che le cose sequestrate costituissero medicinali o cose intrinsecamente pericolose. La Corte ha richiamato la necessità di riscontri concreti (analisi, documentazione sulla composizione, prova della tabellazione/qualifica come medicinale o stupefacente) e ha osservato che il cannabidiolo non è pacificamente uno stupefacente e che la tabellazione come medicinale era stata oggetto di provvedimenti amministrativi (d.m. 1/10/2020 e successiva sospensione) tali da impedire, allo stato, di ricondurre automaticamente i prodotti sequestrati alla categoria dei medicinali. Richiamata la sentenza della Corte di Giustizia (C-141/2020) sulla libera circolazione del CBD, la Corte ha ritenuto legittimo il dissequestro e la restituzione dei prodotti.

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Disciplina la possibilità di ricorrere per cassazione contro le ordinanze ex art. 324; la Cassazione puo' conoscere solo di violazioni di legge (compresa la mancanza assoluta di motivazione) e non di questioni di merito non inquadrabili come violazione di legge.

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Norma sulle ordinanze del giudice per le misure cautelari e sul riesame; richiamata in relazione al sequestro probatorio e ai limiti della restituzione ex comma 7.

  • art. 257 cod. proc. pen.

    Richiama la disciplina del sequestro probatorio e le relative tutele procedurali.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Imposizione dell'obbligo di motivazione anche per le ordinanze; la sua inosservanza può integrare vizio di illegittimità.

  • art. 606, lett. e) cod. proc. pen.

    Prevede la manifesta illogicità della motivazione come motivo autonomo di annullamento in cassazione, distinto dalla violazione di legge.

  • d. lvo n. 219/2006

    Contiene le definizioni normative di medicinale, preparazione e sostanza attiva, utilizzate per valutare se il CBD possa essere ricondotto alla categoria dei medicinali.

  • d.P.R. 309/1990

    Contiene le tabelle delle sostanze stupefacenti e delle categorie di medicinali soggetti a particolari controlli; la tabellazione è rilevante per definire il regime penale applicabile.

  • art. 14 d.P.R. 309/1990

    Attribuisce al Ministero della Salute il compito di individuare, sulla base di criteri e evidenze scientifiche, la qualificazione delle sostanze e la loro collocazione nelle tabelle.

  • d.m. 1 ottobre 2020 e d.m. 28 ottobre 2020

    Il primo provvedimento aveva disposto l'inserimento di composizioni a base di CBD nella tabella dei medicinali; tale inserimento è stato poi sospeso con successivo d.m., con la conseguenza che non sussisteva una tabellazione chiara e definitiva al momento del sequestro.

  • Sentenza Corte di Giustizia UE, C-141/2020

    Gli articoli 34 e 36 TFUE devono essere interpretati nel senso che ostano a una normativa nazionale che vieta la commercializzazione del Cannabidiolo (CBD) legalmente prodotto in un altro Stato membro, qualora sia estratto dalla pianta di Cannabis sativa nella sua interezza e non soltanto dalle sue fibre e dai suoi semi, a meno che tale normativa sia idonea a garantire la realizzazione dell'obiettivo della tutela della salute pubblica e non ecceda quanto necessario per il suo raggiungimento

    Il diritto dell'Unione ostacola divieti nazionali generalizzati alla commercializzazione del CBD prodotto legalmente altrove, salvo che il divieto sia giustificato e proporzionato per tutela della salute pubblica.

  • Giurisprudenza della Cassazione citata (es. Sez. U n. 5876/2004; Sez. U n. 40847/2019; Sez.4 n.10012/2021; Sez. U n.12348/2019)

    Richiami giurisprudenziali sui limiti della motivazione, sulla nozione di cose intrinsecamente pericolose, sulla qualificazione del CBD e sul bilanciamento tra tutela della salute e libertà di commercio; usati per argomentare che non poteva ritenersi automaticamente configurata la materia penale senza adeguata dimostrazione.

Massime di principio

  • Per disporre un sequestro probatorio su prodotti commerciali ritenuti medicinali è necessario che il PM fornisca motivazione adeguata e elementi concreti (analisi chimiche, certificazioni, documentazione commerciale e tecnica) che dimostrino il fumus delicti; mere dichiarazioni pubblicitarie sul sito non sono sufficienti.
  • La qualificazione giuridica di una sostanza come 'medicinale' o 'stupefacente' dipende da norme specifiche e dalla tabellazione; in assenza di inserimento chiaro nelle tabelle normative, non si può automaticamente adottare un regime sanzionatorio penale.
  • La mancanza o la superficialità della motivazione nel provvedimento di sequestro può legittimare l'annullamento in sede di riesame: il decreto deve contenere il percorso logico-argomentativo che collega gli elementi di fatto alla misura cautelare.
  • In caso di prodotti a base di CBD occorre considerare il quadro sovranazionale (Corte di Giustizia UE) e la normativa amministrativa nazionale (provvedimenti del Ministero della Salute) prima di adottare misure restrittive: sono possibili limiti per la tutela della salute, ma devono essere provati e proporzionati.
  • Se si ritiene che vi sia violazione di norme amministrative (es. vendita di medicinali senza AIC), è spesso preferibile acquisire accertamenti tecnici e seguire il percorso amministrativo e scientifico (analisi, acquisizione pareri sanitari) prima di procedere a misure cautelari penalistiche.
  • In sede di impugnazione in Cassazione contro ordinanze di riesame, il ricorso deve prospettare una violazione di legge documentata o mancanza assoluta di motivazione; il riepilogo di argomentazioni di merito senza inquadramento in vizio di diritto porta all'inammissibilità.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.