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Sentenza

Sentenza n. 13056/2026 - Roma, Sezione 4T

Giustizia amministrativa202308316

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione relativa al cambio di destinazione d’uso di una terrazza da lastrico solare non praticabile a terrazza praticabile e utilizzabile a fini residenziali

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l’ordinanza comunale di demolizione, deducendo: 1) violazione di legge e mancata considerazione di una DIA del 1997 e della relativa integrazione del 1998, sostenendo che l’intervento fosse stato assentito e che il Comune avrebbe dovuto previamente annullare in autotutela il titolo formatosi; 2) violazione ed erronea applicazione degli artt. 707 e 715 del codice della navigazione e della normativa sul vincolo aeroportuale, ritenendo inconferenti tali riferimenti perché l’immobile distava oltre 16 km dall’aeroporto e le opere non avrebbero arrecato pregiudizio all’attività aeronautica; 3) violazione delle garanzie partecipative per omessa comunicazione di avvio del procedimento; 4) violazione dell’art. 97 Cost. e disparità di trattamento rispetto ai proprietari dell’altra porzione del fabbricato, sul cui terrazzo sarebbe stato realizzato un manufatto non colpito da analogo ordine di ripristino.

La decisione

Il TAR ha respinto integralmente il ricorso. Quanto alla DIA, ha rilevato che le note richiamate non contenevano alcun riferimento a una dichiarazione di inizio attività, ma consistevano in un’istanza volta a ottenere autorizzazione, parere o concessione per la realizzazione di una tettoia. In ogni caso, anche qualificando le note come DIA, esse non avrebbero potuto produrre validamente il titolo edilizio, perché la disciplina allora vigente consentiva la DIA per varianti non incidenti sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, non comportanti mutamento di destinazione d’uso. La trasformazione del lastrico solare in terrazza praticabile e utilizzabile a fini residenziali comporta invece un cambio di destinazione d’uso e un incremento della superficie residenziale utile, realizzabile soltanto mediante permesso di costruire. Quanto al vincolo aeroportuale, il giudice ha ritenuto irrilevante la contestazione relativa alla distanza dall’aeroporto e all’assenza di concreto pregiudizio per l’attività aeronautica, poiché la ricorrente non aveva contestato che l’area fosse sottoposta a vincolo. In zona vincolata, anche opere eventualmente pertinenziali o precarie e astrattamente assentibili con DIA o SCIA, se realizzate senza preventiva autorizzazione, sono abusive e soggette a demolizione. È stata respinta anche la censura sulla mancata comunicazione di avvio: l’ordine di demolizione per abuso edilizio è un provvedimento sanzionatorio vincolato e dovuto, da adottare senza indugio, per il quale la partecipazione procedimentale non è necessaria, salvo ipotesi residuali. Infine, è stata esclusa la disparità di trattamento, poiché essa richiede la prova rigorosa dell’identità assoluta delle situazioni comparate e non consente di invocare a proprio favore l’eventuale illegittimità commessa dall’amministrazione nei confronti di altri soggetti. La ricorrente è stata condannata al pagamento di euro 2.000,00 oltre oneri di legge per spese di lite.

Norme richiamate

  • art. 2, comma 60, l. 662/1996

    g) varianti a concessioni edilizie già rilasciate che non incidano sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non cambino la destinazione d’uso e la categoria edilizia e non alterino la sagoma e non violino le eventuali prescrizioni contenute nella concessione edilizia

    La DIA allora prevista per le varianti non poteva legittimare un intervento comportante mutamento della destinazione d’uso.

  • art. 4 d.l. 398/1993

    Come riscritto dall’art. 2, comma 60, della l. 662/1996, delimitava gli interventi eseguibili previa denuncia di inizio attività, escludendo quelli che comportassero cambio di destinazione d’uso.

  • artt. 707 e 715 cod. nav.

    I riferimenti al vincolo aeroportuale sono stati ritenuti pertinenti in presenza della sottoposizione dell’area al vincolo; la mancata prova di un concreto nocumento all’attività aeronautica non esclude l’abusività dell’intervento realizzato senza preventiva autorizzazione.

  • art. 97 Cost.

    Il richiamo all’imparzialità amministrativa non consente di ottenere l’annullamento dell’ordinanza sulla base della mancata repressione di un diverso abuso, in assenza della prova dell’identità assoluta delle situazioni.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento quale disposizione processuale applicata allo svolgimento della decisione.

Massime di principio

  • La trasformazione di un lastrico solare da non praticabile a terrazza praticabile e utilizzabile a fini residenziali integra un mutamento di destinazione d’uso, con aumento della superficie residenziale utile, e non può essere legittimata mediante DIA o SCIA, neppure quale variante a un precedente titolo, ma richiede il permesso di costruire.
  • La DIA prevista per le varianti edilizie non può operare per interventi che comportino un cambio di destinazione d’uso, incidano sui parametri urbanistici o sulle volumetrie, alterino la sagoma o violino le prescrizioni del titolo edilizio originario.
  • In presenza di un vincolo aeroportuale, la realizzazione di opere edilizie senza la preventiva autorizzazione richiesta dal vincolo è abusiva e soggetta alla sanzione demolitoria, anche se le opere hanno natura pertinenziale o precaria e anche se non sia dimostrato un concreto pregiudizio all’attività aeronautica.
  • L’ordine di demolizione conseguente all’accertamento di un abuso edilizio è un provvedimento vincolato e dovuto, sicché, di regola, non deve essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento, non essendo configurabile un utile apporto partecipativo dell’interessato.
  • La disparità di trattamento può essere riconosciuta soltanto in presenza della prova rigorosa dell’identità assoluta delle situazioni comparate; l’eventuale mancata repressione di un abuso analogo non attribuisce al destinatario dell’ordine di demolizione il diritto a ottenere la conservazione del proprio abuso.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniQualificazione degli interventiPartecipazione al procedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiPartecipazione procedimentalePrincipio di legalità e tipicitàEccesso di potereProporzionalità e ragionevolezza

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