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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30196/2023 del 12/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della quantificazione della pena applicata a Ferrari Rodolfo ai sensi dell'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., deducendo che la pena comminata viola l'art. 23 c.p. (limite minimo inderogabile di 15 giorni di reclusione) e quindi è illegittima.

La decisione

La Corte ha ritenuto il motivo fondato: il limite minimo di 15 giorni di reclusione previsto dall'art. 23 c.p. è inderogabile e non può essere ridotto neppure per effetto di riti speciali. Perciò la quantificazione della pena risulta illegittima, l'accordo tra le parti (art. 444 c.p.p.) è invalido e la sentenza va annullata. L'annullamento è disposto senza rinvio alla Corte di Cassazione e gli atti vengono trasmessi al Tribunale di Cremona per il prosieguo del procedimento (eventuale rinegoziazione dell'accordo su basi lecite o prosecuzione con il rito ordinario).

Norme richiamate

  • art. 23 cod. pen.

    Stabilisce il limite minimo di 15 giorni di reclusione; secondo la Corte il suddetto limite è inderogabile e non può essere ridotto dal giudice neppure in conseguenza di riti speciali.

  • art. 448, comma 2-bis, c.p.p.

    Norma richiamata in relazione alla determinazione della pena nell'accordo ex art. 444 c.p.p.; nella fattispecie l'applicazione pratica di tale disposizione ha portato a una pena in contrasto con il minimo legalmente previsto e è stata pertanto ritenuta illegittima.

  • art. 444 c.p.p.

    Disciplina l'accordo delle parti (patteggiamento). La Corte ha ritenuto che l'accordo sia invalido se il risultato concordato comporta l'applicazione di una pena illegittima; in tal caso l'accordo perde efficacia.

  • art. 590 cod. pen.

    Reato contestato a Ferrari Rodolfo (art. 590, commi 1 e 3, cod. pen. indicato come reato presupposto per la responsabilità amministrativa della società).

  • d.lgs. 8 giugno 2001 n. 231, art. 5 comma 1 lett. a) e art. 25-septies comma 3

    Richiamati in relazione alla responsabilità amministrativa di Graficart Padana S.r.l.: la società è stata sanzionata in base alla disciplina della responsabilità amministrativa per reato presupposto previsto dall'art. 590 c.p., secondo i criteri del d.lgs. 231/2001.

Massime di principio

  • Il limite minimo previsto dalla legge per una pena (es. 15 giorni di reclusione) è inderogabile: non può essere superato in senso riduttivo neppure tramite riti speciali o istituti concordati tra le parti.
  • Se un accordo di patteggiamento o altra forma di composizione concordata produce una pena illegittima, l'accordo è invalido e la sentenza che lo omologa va annullata.
  • Quando la quantificazione della pena è illegittima, la Corte di Cassazione può annullare senza rinvio e rinviare gli atti al giudice di merito per il prosieguo (rinegoziazione su basi lecite o prosecuzione con il rito ordinario).
  • La Procura può impugnare la quantificazione della pena in cassazione anche se connessa a riti speciali; la legittimità della pena è sindacabile quando contrasta con limiti normativi inderogabili.
  • La responsabilità amministrativa delle società ai sensi del d.lgs. 231/2001 può essere contestata in relazione a reati presupposto commessi da soggetti apicali o dipendenti; la sanzione societaria è autonoma rispetto alla responsabilità penale dell'imputato e segue le stesse regole di legittimità formale.

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