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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43028/2022 del 11/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Affinita ha impugnato la sentenza di appello che lo aveva condannato per induzione indebita (capo A) e per falsità ideologica (capo D). La difesa ha sostenuto che la richiesta di denaro fosse una semplice richiesta personale, priva degli elementi oggettivi e soggettivi del reato di induzione indebita (anche tenuto conto della ludopatia dell'imputato), che l'atto contestato relativamente al DASPO fosse un atto interno soggetto ad errore involontario e non a falso ideologico, e che la Corte di appello avesse applicato in maniera errata la determinazione della pena per il capo A) non rispettando la disciplina ratione temporis applicabile ai fatti del 6 settembre 2014.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i motivi diretti a riesaminare il merito della responsabilità per entrambi i reati, confermando la fondatezza delle valutazioni di fatto svolte dai giudici di merito (condanna per induzione indebita ex art. 319‑quater e per falsità ideologica ex art. 479). Tuttavia la Cassazione ha accolto il motivo relativo all'erronea determinazione delle pene: la Corte d'appello aveva applicato la normativa più severa successiva alla data del fatto (legge n. 69/2015 e novità del 2019 per le pene accessorie) anziché la disciplina previgente (legge n. 190/2012 e art. 317‑bis cod. pen.) applicabile ratione temporis. Perciò la sentenza è stata annullata limitatamente al trattamento sanzionatorio relativo al capo A) e rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli per nuovo giudizio solo sulla determinazione della pena; il ricorso è stato dichiarato inammissibile nel resto.

Norme richiamate

  • art. 317 cod. pen. (concussione)

    Citato come riferimento al capo A nella fase di primo giudizio; la Corte ha distinto la fattispecie originaria di concussione dall'induzione indebita, ritenendo che i fatti integrassero quest'ultima.

  • art. 319‑quater cod. pen. (induzione indebita)

    introdotto dall'art. 1, comma 75, della legge 6 novembre 2012, n. 190

    La Corte ha ritenuto che la condotta configurasse "induzione" (persuasione/suggestione/pressione morale) con valore condizionante più tenue rispetto alla concussione, idonea a determinare la cessione della somma da parte della persona offesa in considerazione del ruolo del pubblico ufficiale.

  • art. 479 cod. pen. (falsità ideologica)

    La Corte ha ritenuto integrato il reato in relazione alla nota istruttoria e alla successiva revoca del DASPO, anche considerando che atti interni possono costituire atti pubblici per il falso ideologico.

  • art. 48 cod. pen. (autore mediato)

    Applicata per affermare la responsabilità dell'imputato quale autore mediato in relazione all'induzione del Questore al provvedimento sulla base delle informazioni false contenute nella nota.

  • legge n. 190/2012

    art. 1, comma 75 (introduzione art. 319‑quater)

    Disciplina temporale rilevante per la qualificazione e il regime sanzionatorio originario applicabile ratione temporis ai fatti del 2014.

  • legge n. 69/2015

    art. 1, comma 1 (modifiche al regime sanzionatorio)

    Norma successiva che ha inasprito il minimo edittale del reato di induzione indebita; la Corte ha rilevato che non era applicabile ratione temporis ai fatti del 2014.

  • legge n. 3/2019

    art. 1, comma 1, lett. m (pene accessorie modificate)

    Richiamata dalla Corte d'appello per le pene accessorie ma la Cassazione ha osservato che la disciplina previgente, meno severa, doveva trovare applicazione ratione temporis.

  • art. 317‑bis cod. pen. (disciplina previgente pene accessorie)

    Rilevante per stabilire le pene accessorie applicabili ratione temporis; la Corte ha richiamato la normativa previgente che prevedeva interdizione temporanea se la reclusione fosse inferiore a tre anni.

  • art. 23, commi 8 e 9, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137

    Norma processuale richiamata per indicare che il ricorso è stato trattato senza l'intervento delle parti.

Massime di principio

  • Distinguere concussione e induzione indebita: la concussione implica abuso di potere con costrizione/violenza morale forte; l'induzione indebita riguarda persuasione o pressione morale meno intensa che comunque può determinare la cessione di denaro.
  • La prova dell'induzione può fondarsi su dichiarazioni coerenti e convergenti della persona offesa e su elementi processuali che mostrino l'assenza di rapporti personali/amicizia che giustifichino il prestito.
  • Per il reato di falso ideologico anche gli "atti interni" al procedimento amministrativo possono essere considerati atti pubblici; la falsità nelle informazioni istruttorie che induca un provvedimento successivo è rilevante penalmente.
  • In materia di determinazione della pena si applica la disciplina vigente ratione temporis: le modifiche legislative successive ai fatti non possono essere usate per aggravare il trattamento sanzionatorio.
  • In Cassazione il sindacato sui fatti è limitato alla verifica della logicità e completezza della motivazione dei giudici di merito; non è consentita una riedizione integrale del giudizio di fatto se la motivazione è congrua.
  • Errori nella quantificazione delle pene o nell'individuazione delle pene accessorie possono determinare annullamento parziale della sentenza con rinvio soltanto sul punto sanzionatorio.

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