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Sentenza

Sentenza n. 229/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento dell'Ordinanza del Responsabile del Settore VII “Urbanistica” del Comune di Ginosa di cui alla nota prot. n. 0026459 del 5.10.2020, in pari data notificata all'odierna ricorrente a mezzo Posta Elettronica Certificata, recante “Atto di diffida del 10.06.2019, prot. n. 0015638 dell'11.06.2019 ditta C.P. - Comunicazione ai sensi dell'art. 7 della l. n. 241/90 e s.m.i. di avvio procedimento propedeutica all'emissione di ordinanza dirigenziale di demolizione e ripristino opere edilizie realizzate in difformità: Ditta Bluserena S.p.A. - ORDINANZA DIRIGENZIALE DI DEMOLIZIONE E RIPRISTINO STATO DEI LUOGHI”- di tutti gli atti istruttori, preordinati, conseguenti e/o comunque connessi all'ordinanza che precede. Con riserva di richiedere il risarcimento del danno ingiusto, anche in corso di causa, in virtù dell'articolo 30 del D.lgs. n. 104/2010 e successive modificazioni ed integrazioni.

Giustizia amministrativa202001557

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza dirigenziale di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi relativa a opere edilizie realizzate in difformità

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato l'ordinanza del Responsabile del Settore VII Urbanistica del Comune di Ginosa, recante la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi per opere edilizie realizzate in difformità, nonché gli atti istruttori e connessi. Nel ricorso era stata formulata anche una riserva di richiesta risarcitoria ai sensi dell'art. 30 c.p.a. Nel corso del giudizio il Collegio ha rilevato l'avvenuta ottemperanza all'ordinanza di demolizione, l'intervenuto provvedimento comunale di conferma del 2021, non impugnato, e la sopravvenuta evoluzione della vicenda, anche alla luce di una nuova istruttoria comunale in corso. La ricorrente, interpellata sull'attualità dell'interesse, ha dichiarato, tramite il proprio difensore, la sopravvenuta carenza di interesse.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione resa dalla ricorrente e delle circostanze sopravvenute, consistenti nell'avvenuta esecuzione dell'ordinanza impugnata, nella successiva conferma del 2021 non impugnata e nella complessiva evoluzione della vicenda amministrativa. Non è stata quindi esaminata la legittimità dell'ordinanza né sono stati scrutinati i motivi di ricorso. Le spese di lite sono state compensate per ragioni equitative.

Norme richiamate

  • art. 7 l. 241/1990

    Comunicazione di avvio del procedimento

    La norma è richiamata nell'atto impugnato quale base della comunicazione di avvio del procedimento propedeutico all'ordinanza di demolizione; non è stata oggetto di esame nel merito.

  • art. 30 c.p.a.

    Risarcimento del danno ingiusto

    La disposizione è richiamata nella riserva di proporre una domanda risarcitoria; la sentenza non esamina né decide tale domanda.

Massime di principio

  • La sopravvenuta carenza di interesse, anche dichiarata dalla parte ricorrente dopo il rilievo del giudice, determina l'improcedibilità del ricorso quando le vicende successive rendono non più utile una pronuncia sull'atto impugnato.
  • L'avvenuta esecuzione dell'atto impugnato, unitamente alla sopravvenuta evoluzione del procedimento amministrativo e alla mancata impugnazione di un successivo provvedimento di conferma, può determinare il venir meno dell'interesse concreto e attuale alla decisione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniPartecipazione al procedimentoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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