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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44225/2023 del 03/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che ha confermato il sequestro preventivo di imprese, beni immobili, mobili e somme, contestando la legittimità del sequestro: mancata prova del collegamento tra beni e delitti, motivazione insufficiente circa la "mafiosità" delle imprese e la loro riferibilità all'imputato o alla moglie; omissione di chiarire la natura del sequestro (prevenzione, funzionale alla confisca o ai sensi dell'art. 416-bis, comma 7); carenza della valutazione del periculum in mora e della proporzionalità, nonché inosservanza della consulenza difensiva che spiegava origine lecita o da evasione fiscale delle provviste usate per gli investimenti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 591 c.p.p., perché nel frattempo la decisione di condanna che disponeva anche la confisca (confermata con sentenza passata in giudicato in parte) è diventata definitiva (sent. n. 24950/2023), rendendo inutile ogni pronuncia sul dissequestro: la confisca definitiva vincola la disponibilità dei beni indipendentemente dall'eventuale annullamento del sequestro. Per tale motivo il ricorso è stato respinto per inammissibilità e non sono state imposte al ricorrente spese o sanzioni processuali, trattandosi di carenza di interesse non imputabile al ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Regime del sequestro preventivo: il Tribunale aveva valutato sia il sequestro finalizzato a impedire la reiterazione criminosa (comma 1) sia il sequestro funzionale alla confisca (comma 2); la Corte ha richiamato l'esigenza di individuare la natura del sequestro ma ha ritenuto superata la questione per la definitività della confisca.

  • art. 240-bis cod. pen.

    Norma sulla confisca per equivalente e sugli strumenti economici dell'associazione mafiosa: la corte del riesame aveva ritenuto che i beni fossero prodotti/profitti o impiego di proventi dell'associazione, giustificando il sequestro finalizzato alla confisca.

  • art. 416-bis cod. pen.

    Reato di associazione di tipo mafioso e misura di sequestro prevista per le imprese "mafiose": il Tribunale del riesame ha attribuito carattere di "mafiosità" alle imprese in ragione della riferibilità al clan e della sproporzione fra redditi e patrimoni; la Cassazione ha ritenuto che la condanna per il reato (con conferma parziale) e la confisca divenuta definitiva incidono sull'interesse al ricorso.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente come norma processuale sulla motivazione e sull'onere di provare; la corte ha osservato le doglianze ma ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Censura della motivazione ai sensi delle cause di cassazione: il ricorrente aveva dedotto violazioni di legge e carenza motivazionale; la Cassazione ha ritenuto la questione comunque sopravvenuta per la definitiva confisca.

  • art. 627 cod. proc. pen.

    Norma sulla proporzionalità del sequestro: invocata dal ricorrente per criticare la valutazione della sproporzione patrimoniale, ma la valutazione è divenuta ininfluente per la sopravvenuta definitive confisca.

  • art. 591 cod. proc. pen.

    Norma sulla inammissibilità del ricorso per carenza di interesse: la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile ai sensi di tale disposizione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Previsione sanzionatoria per i ricorsi inammissibili: la Corte ha escluso l'applicazione della sanzione per la sopravvenuta carenza di interesse non imputabile al ricorrente.

  • art. 323 cod. proc. pen.

    Riferimento nel motivo difensivo: la Corte ha escluso che la norma (riferita a confisca non irrevocabile) potesse alterare la regola secondo cui la confisca divenuta definitiva elimina l'interesse al ricorso sul sequestro.

  • Giurisprudenza richiamata

    Sez. 6, n. 10095 del 24/02/2021, Rv. 280843; Sez. 4, n. 45618 del 11/11/2021, Rv. 282...

    Principio consolidato: quando la sentenza di condanna che dispone la confisca diventa definitiva, il ricorrente perde interesse al riesame/cassazione avverso il rigetto del dissequestro; la sopravvenuta carenza di interesse esclude la condanna alle spese e la sanzione per ricorso inammissibile.

Massime di principio

  • Se la confisca disposta in sede di condanna diventa definitiva, il ricorrente perde interesse a impugnare il rigetto del dissequestro perché la restituzione dei beni è preclusa dalla confisca definitiva.
  • Per disporre il sequestro preventivo su imprese o patrimoni per reati di tipo mafioso è necessario motivare il nesso specifico tra i beni e l'attività delittuosa (prodotto/profitto o impiego dei proventi) e la "mafiosità" dell'impresa, non potendo dedurla automaticamente dalla pericolosità sociale del titolare.
  • Il giudice deve chiarire la natura giuridica del sequestro (preventivo per impedire la reiterazione, funzionale alla confisca, o prodromico alla confisca ex art. 416-bis, comma 7), perché da ciò derivano diversi presupposti e limiti di tutela per i terzi.
  • La prova del periculum in mora richiede elementi concreti circa il rischio di dissipazione, trasformazione o alienazione dei beni; la sola condanna o il ruolo criminale non sempre sono sufficienti senza motivazione specifica.
  • La valutazione della sproporzione patrimoniale deve tener conto del momento di acquisizione dei beni e di possibili redditi o provviste lecite (o da evasione fiscale) che possano giustificare gli investimenti; valutazioni generiche sui redditi dichiarati possono essere insufficienti.
  • Se la carenza di interesse sopravviene per causa non imputabile al ricorrente (es. decisione di condanna che rende definitiva la confisca), la Corte può dichiarare il ricorso inammissibile senza condannare per spese o applicare sanzioni.
  • In procedimenti complessi con più provvedimenti (sequestro, confisca, sentenze di merito e di legittimità), è fondamentale valutare tempestivamente l'effetto vincolante di eventuali sentenze di cassazione che incidono sulla disponibilità dei beni.

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