Cassazione Civile, Sentenza n. 1612/2021 del 26/01/2021
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Controversia relativa a lavori edilizi eseguiti dal Mozzanino: ricostruzione del fabbricato con ampliamento volumetrico, trasformazione del muro da aderenza ad appoggio sul confine con il fabbricato del Mellerio, presunta violazione delle distanze legali, incorporatione della gronda del Mellerio nel nuovo muro, crepe e danni al fabbricato contiguo; domande di rimessione in pristino, comunione forzosa del muro, distacco e ripristino, e risarcimento danni.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso in parte accoglibile: ha rigettato o dichiarato inammissibili la maggior parte dei motivi di cassazione sollevati dal Mellerio, ma ha accolto il quinto motivo relativo all'errata applicazione dell'art. 874 c.c. da parte della corte d'appello (la quale aveva limitato la comunione forzosa solo alla porzione edificata e non all'intera estensione prevista dalla norma). Nel merito la Corte d'appello era stata ritenuta corretta nell'esaminare che l'intervento costituisce una nuova costruzione realizzata in appoggio (non mera aderenza), giustificando l'obbligo del convenuto al distacco e al ripristino della gronda e la condanna per danni; tuttavia la decisione sulla comunione forzosa è stata censurata e dovrà essere conformata al principio che l'estensione in estensione del muro, quando disposta, è totale.
Norme richiamate
art. 872 c.c.
Disciplina della rimessione in pristino per violazione delle distanze; la corte di merito ha ritenuto la domanda tardiva come proposta dopo l'atto introduttivo (effetto processuale), e la Cassazione ha precisato che tale statuizione processuale non preclude la valutazione in appello di altre doglianze sostanziali.
art. 874 c.c.
Norma sulla comunione forzosa del muro altrui: la Corte richiama che la comunione può riguardare in altezza (totale o parziale) e in estensione (solo totale). La corte d'appello ha errato nel limitare la comunione alla sola porzione edificata e non all'intera estensione, determinando l'accoglimento del quinto motivo.
art. 1067 c.c.
Richiamato in relazione alla servitù di gronda; la Corte territoriale ha ritenuto sussistente la tutela e l'obbligo di ripristino della gronda incorporata contro la volontà del proprietario.
art. 112 c.p.c.
Principio tantum devolutum quantum appelatum (richiamato nella motivazione): l'appello devolve al giudice di grado superiore le questioni dedotte e censurate; la Corte di Cassazione richiede specificità nella deduzione delle censure per valutarne la devoluzione.
art. 159 c.p.c.
Richiamato indirettamente in tema di effetti della pronuncia di inammissibilità dell'appello incidentale e di conservazione delle domande opportunamente riproposte; la Corte segnala che l'inammissibilità incidentale non cancella automaticamente le domande riproposte valide in appello.
art. 342 c.p.c.
Norma sulla specificità dei motivi di appello; la Corte ha confermato che l'appello incidentale e i motivi devono contenere censure specifiche e argomentate, altrimenti sono inammissibili.
art. 345 c.p.c.
Richiamata in tema di limiti di ammissibilità delle questioni nuove in appello; la Corte rileva il principio secondo cui l'appello non può introdurre nuova causa petendi senza specificità.
art. 346 c.p.c.
Richiamato insieme alle regole sul devolutum e i limiti dell'appello; la Corte enfatizza il requisito di specificità delle doglianze e la necessità di riportare i passi processuali in cassazione quando si denuncia un vizio procedurale.
art. 360 c.p.c. (nn. 3 e 4)
Criteri di cassazione per violazione di legge e vizi di motivazione; la Corte ha ritenuto in parte i motivi inammissibili per carenza di specificità e, quanto fondati, ha motivato la decisione basandosi sul corretto esame delle norme applicabili.
Massime di principio
- Distinguere chiaramente 'aderenza' (contatto con autonomia strutturale) da 'appoggio' (scarico di carichi sul muro altrui): se una ricostruzione trasforma aderenza in appoggio, il vicino può ottenere il distacco e il ripristino dell'autonomia del proprio muro.
- Una ricostruzione che altera volume, sagoma o superficie originarie si qualifica come nuova costruzione anche se è ricostruita in loco; la qualifica civìliste incide sui rimedi reali e sul requisito della legittimità urbanistica.
- La comunione forzosa del muro ai sensi dell'art. 874 c.c. può essere disposta in altezza (totale o parziale) ma, se riguarda l'estensione laterale, questa deve essere totale: il giudice non può limitarla ad una porzione di estensione quando la norma richiede completezza in estensione.
- Le censure in appello e in cassazione devono essere specifiche e motivatamente connesse alle statuizioni impugnate: l'assenza di specificità determina l'inammissibilità del motivo.
- La dichiarazione di tardività o inammissibilità processuale di una domanda (es. rimessione in pristino) ha effetto processuale ma non impedisce che altre doglianze sostanziali collegate vengano valutate nei gradi successivi quando siano state correttamente devolute.
- La consulenza tecnica d'ufficio (CTU) non vincola il giudice: questi può discostarsene purché fornisca adeguata motivazione; il rinnovo della CTU è rimesso alla discrezionalità del giudice di merito e non è automatica.
- In caso di lavori che incorporano elementi altrui senza consenso (es. gronda), il proprietario che subisce l'incorporazione può ottenere il ripristino dello stato dei luoghi se l'incorporazione è avvenuta contro la sua volontà e senza accordo.
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