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Sentenza

Sentenza del 31/01/2020 n. 2 - Comm. Trib. Prov. Verbania

Tributi locali - Imu - Diritto di abitazione- Imponibilità - Non sussiste

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

il giudice ha accolto il ricorso: il diritto di abitazione trasmesso al coniuge per successione mortis causa non è soggetto a IMU, poiché l'unità immobiliare è oggettivamente l'abitazione principale del contribuente; pertanto è stata riconosciuta l'esenzione/insussistenza dell'imposta

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

contestazione dell'applicazione dell'IMU su un'unità immobiliare sul quale il coniuge, per successione, ha acquisito il diritto di abitazione; la questione è se tale diritto renda l'immobile imponibile o, al contrario, esente in quanto abitazione principale del destinatario del diritto

Norme richiamate

  • Normativa IMU (regime dell'imposta municipale propria)

    L'esenzione per l'abitazione principale è applicabile anche quando il possesso/uso deriva da un diritto reale di abitazione attribuito al contribuente; ciò che conta è l'effettiva destinazione dell'unità a prima casa

  • Codice Civile - diritto di abitazione

    Il diritto di abitazione attribuito al coniuge è un diritto reale che legittima l'uso dell'immobile come dimora; ai fini fiscali tale situazione può configurare la 'abitazione principale' del titolare del diritto

  • Norme sulla successione mortis causa

    La trasmissione del diritto di abitazione per successione rende il coniuge titolare del diritto; per l'imposizione tributaria va valutato l'effettivo utilizzo dell'immobile dal nuovo titolare

Massime di principio

  • Il possesso reale del diritto di abitazione (anche se derivante da successione e quindi limitato nel tempo) può legittimare l'esenzione IMU se l'immobile è oggettivamente la residenza principale del titolare del diritto.
  • Per stabilire l'imponibilità o meno non è decisivo solo il titolo formale, ma l'effettivo utilizzo dell'immobile: anagrafe, residenza effettiva e modalità di occupazione sono elementi probatori rilevanti.
  • L'onere della prova circa la qualifica dell'immobile come abitazione principale grava sul contribuente che ne chiede l'esenzione, mentre l'ente impositore deve motivare l'eventuale diversa qualificazione.
  • La natura di diritto reale (es. diritto di abitazione) attribuito al coniuge lo pone nella sfera soggettiva del contribuente; pertanto agevolazioni basate sulla condizione personale possono applicarsi anche in presenza di titolarità non piena dell'immobile.
  • Nei casi dubbi è utile acquisire e conservare documentazione anagrafica, certificazioni di residenza, dichiarazioni sostitutive e ogni elemento che dimostri l'effettivo utilizzo come prima casa.
  • Regolamenti comunali e istruzioni amministrative possono prevedere chiarimenti operativi: verificare sempre le disposizioni locali e procedurali per la richiesta dell'esenzione e per la documentazione richiesta.

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