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Sentenza

Sentenza del 08/02/2018 n. 706 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Notificazioni - estinzione società unipersonale - notifica dell'atto all'unico socio - legittimità.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La notificazione dell’atto impositivo al socio Rossi è stata ritenuta legittima. Dopo la cancellazione della società, il creditore sociale, compresa l’amministrazione finanziaria, può far valere il proprio credito nei confronti dei soci, nei limiti delle somme da essi riscosse in sede di liquidazione. Il socio subentra quindi nella posizione patrimoniale collegata al debito sociale, senza che il debito tributario perda la propria natura.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda la legittimità della notificazione dell’atto impositivo all’unico socio dopo l’estinzione e la cancellazione della società unipersonale dal registro delle imprese. Si discuteva se il debito tributario della società potesse essere fatto valere nei confronti del socio e se fosse corretto notificare l’atto a Rossi quale erede o successore dei debiti sociali. Il principio applicato è che, con l’estinzione della società, i debiti insoddisfatti confluiscono nella sfera patrimoniale dei soci, conservando la propria causa e natura, compresa quella tributaria.

Norme richiamate

  • Art. 2495, comma 2, codice civile

    Dopo la cancellazione della società, i creditori sociali non soddisfatti possono far valere i loro crediti nei confronti dei soci, fino alla concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale di liquidazione.

    La norma consente ai creditori sociali, inclusa l’amministrazione finanziaria, di agire nei confronti dei soci dopo l’estinzione della società, entro il limite di quanto ricevuto dai soci in sede di liquidazione.

  • D.lgs. n. 6/2003

    La riforma del diritto societario ha disciplinato gli effetti della cancellazione della società e dell’estinzione dei rapporti sociali, incluso il subentro dei soci nei rapporti patrimoniali attivi e passivi residui.

  • Cassazione civile, Sezioni Unite, sentenza n. 6070/2013

    La cancellazione della società dal registro delle imprese determina l’estinzione dell’ente, ma i rapporti non definiti si trasferiscono ai soci, i quali subentrano nei diritti e nelle obbligazioni residue nei limiti previsti dalla legge.

Massime di principio

  • La cancellazione di una società dal registro delle imprese non elimina automaticamente i debiti sociali: quelli insoddisfatti possono essere fatti valere nei confronti dei soci nei limiti di quanto ricevuto in liquidazione.
  • I debiti tributari mantengono la propria natura fiscale anche dopo l’estinzione della società e possono essere azionati nei confronti dei soci successori.
  • La notifica di un atto impositivo al socio unico può essere legittima quando il socio è individuato quale successore della società estinta e il credito rientra tra quelli trasferiti ai soci.
  • La responsabilità del socio non è necessariamente illimitata: in via generale è parametrata alle somme riscosse in sede di liquidazione, salvo ulteriori specifiche responsabilità previste dalla legge.
  • La corretta qualificazione del destinatario come socio, successore o erede dei debiti sociali non modifica la causa tributaria dell’obbligazione, ma deve consentire di comprendere il titolo e i limiti della pretesa.

Testo integrale

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