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Ordinanza

Ordinanza n. 2829/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma dell’ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, Sezione Quarta, 21 maggio 2026, n. 618.

Giustizia amministrativa202605130

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza cautelare del TAR Lombardia, Sez. IV, di rigetto della domanda cautelare proposta contro il provvedimento relativo allo spostamento delle persone dimoranti presso il campo nomadi e alla riqualificazione dell’area

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Gli appellanti hanno impugnato l’ordinanza cautelare con cui il TAR Lombardia aveva respinto la domanda cautelare proposta in primo grado. Dalla motivazione dell’ordinanza d’appello emerge che la controversia riguarda lo spostamento, ritenuto dagli appellanti non temporaneo, delle persone attualmente dimoranti in un’area prossima alla fascia di esondazione del fiume Ticino, nonché l’avvio di un progetto di riqualificazione dell’area occupata dal campo nomadi. Gli appellanti hanno contestato, in particolare, la natura temporanea della localizzazione e gli effetti pregiudizievoli del provvedimento impugnato, chiedendo la riforma della decisione cautelare del TAR.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare, ritenendo che le questioni controverse presentino profili di complessità da esaminare adeguatamente nella fase di merito dinanzi al TAR. In sede cautelare ha operato il bilanciamento degli interessi, attribuendo prevalenza all’interesse pubblico alla tutela dell’incolumità delle persone dimoranti in prossimità della fascia di esondazione del fiume Ticino, allo spostamento delle stesse in tempi ragionevoli e all’avvio del progetto di riqualificazione dell’area. Il Collegio ha rilevato che, allo stato, non vi erano elementi sufficienti per accedere alla tesi degli appellanti circa il carattere non temporaneo della localizzazione dell’insediamento. Ha inoltre considerato che l’eventuale pregiudizio subito durante l’applicazione del provvedimento era astrattamente suscettibile di ristoro economico. Le spese della fase cautelare sono state compensate per la particolarità della causa.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l’appello cautelare avverso le ordinanze cautelari del TAR; il Consiglio di Stato ha esaminato l’impugnazione e l’ha respinta.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare, quando le questioni controverse presentano profili di complessità incompatibili con una compiuta definizione sommaria, il giudice può riservarne l’adeguata delibazione alla sede di merito, decidendo la domanda sulla base del bilanciamento degli interessi contrapposti.
  • L’interesse pubblico alla tutela dell’incolumità delle persone esposte al rischio derivante dalla prossimità a una fascia di esondazione può prevalere, in sede cautelare, sull’interesse privato alla conservazione dello stato di fatto, quando non siano disponibili elementi sufficienti a dimostrare l’illegittimità della misura di spostamento.
  • La prospettata natura non temporanea dello spostamento o della localizzazione di un insediamento, se non supportata allo stato da elementi sufficienti, non impone la sospensione cautelare del provvedimento amministrativo.
  • L’astratta suscettibilità di ristoro economico del pregiudizio derivante dall’esecuzione del provvedimento costituisce un elemento contrario alla configurabilità di un danno cautelare irreparabile.

Come è indicizzato

MaterieTutela cautelareOrdinanze contingibili e urgenti
RamiProcesso amministrativoEnti locali e organizzazione amministrativa
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaPonderazione degli interessi e interesse pubblico

Testo integrale

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