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Sentenza

Sentenza n. 106/2026 - Catania, Sezione 2

per l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Siracusa n. 240/2025 in data 5 marzo 2025.

Giustizia amministrativa202502375

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Siracusa n. 240/2025, che aveva riconosciuto il diritto all'accredito della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione docente

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha agito per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Siracusa n. 240/2025, passata in giudicato, con cui era stato accertato il suo diritto all'accredito della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente per gli anni scolastici 2019/20, 2020/21, 2021/22, 2022/23 e 2023/24, per complessivi 2.500 euro oltre accessori di legge. La ricorrente ha dedotto l'inadempimento del Ministero, ritualmente intimato ma non costituitosi. Il ricorso è stato proposto dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996 per la proposizione di azioni esecutive nei confronti della pubblica amministrazione.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che la sentenza posta in esecuzione era passata in giudicato e che non risultava adempiuta dall'Amministrazione. Ha ordinato al Ministero di dare piena esecuzione alla sentenza entro 60 giorni dalla comunicazione in via amministrativa della decisione, oppure dalla sua notificazione su istanza di parte se anteriore. Per l'ulteriore eventualità di inadempimento, ha nominato commissario ad acta, senza ulteriori oneri, il responsabile della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con facoltà di delega a un funzionario dotato della necessaria professionalità, assegnandogli un successivo termine di 60 giorni per provvedere in via sostitutiva. Il Ministero è stato condannato alla rifusione delle spese di lite, liquidate in 500 euro oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 14 d.l. n. 669/1996

    termine dilatorio di centoventi giorni per la proposizione di azioni esecutive nei confronti della Pubblica Amministrazione

    Il termine dilatorio deve essere decorso prima della proposizione dell'azione esecutiva o di ottemperanza nei confronti della pubblica amministrazione; nel caso concreto, il termine risultava rispettato.

  • art. 147, comma 1, lett. a), l. n. 388/2000

    Richiamato quale disposizione modificativa dell'art. 14 del d.l. n. 669/1996.

  • art. 44, comma 3, lett. a), d.l. n. 269/2003, convertito dalla l. n. 326/2003

    Richiamato quale ulteriore disposizione modificativa della disciplina del termine dilatorio per le azioni esecutive nei confronti della pubblica amministrazione.

Massime di principio

  • L'azione di ottemperanza è fondata quando la decisione giudiziale da eseguire è passata in giudicato, l'amministrazione non ha adempiuto agli obblighi da essa derivanti e il termine dilatorio di 120 giorni previsto per le azioni esecutive nei confronti della pubblica amministrazione è decorso.
  • In caso di mancata esecuzione della decisione entro il termine assegnato dal giudice dell'ottemperanza, è possibile nominare un commissario ad acta con potere sostitutivo, anche prevedendo la facoltà di delega a un funzionario dotato della necessaria professionalità.
  • La nomina del commissario ad acta può essere disposta già nella sentenza di ottemperanza per l'eventualità di un ulteriore inadempimento dell'amministrazione, con assegnazione di un termine successivo per l'esecuzione sostitutiva.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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