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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37506/2025 del 17/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Consiglio Francesco era indagato, in concorso con Borriello Giuseppe, per il reato di tentativo relativo a esplosione/impianto di un ordigno tipo bomba carta in prossimità degli ingressi della Questura e della Prefettura di Salerno (artt. 56, 421-bis c.p., contestualmente valutata la fattispecie alternativa di cui all'art. 435 c.p.). Il GIP aveva negato la misura cautelare ritenendo insufficienti la identificazione dell'indagato e la gravità indiziaria (somiglianza nelle immagini e rinvenimento di indumenti simili non ritenuti probanti). Il PM impugnava sostenendo che l'identificazione fosse sufficiente e che la condotta fosse idonea, per modalità e luogo, a turbare l'ordine pubblico (accensione e lancio dell'ordigno).

La decisione

La Corte ha respinto il ricorso del PM ritenendolo infondato. Il Tribunale ha confermato l'insussistenza della gravità indiziaria a carico di Consiglio in relazione all'identificazione e, soprattutto, ha escluso la configurabilità dell'art. 435 c.p. per difetto del dolo specifico di attentare alla pubblica incolumità. Tale esclusione è motivata dalla mancanza di accertamenti sulla micidialità dell'ordigno e dal fatto che la sola condotta materiale o la mera detenzione non bastano a provare il fine specifico senza elementi obiettivi come la pericolosità del materiale e le circostanze di tempo e luogo. Per queste ragioni non poteva essere disposta la misura cautelare.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 56 (tentativo)

    Usata per inquadrare la condotta come tentativo; la Corte ricorda che per il tentativo valgono criteri di gravità indiziaria più rigorosi in fase cautelare, ma non abbastanza da supplire alla mancanza di prove sulla natura dell'ordigno e sugli elementi volitivi.

  • Codice penale, art. 421-bis

    Norma richiamata nella imputazione originale; la sentenza valuta nel complesso la rilevanza delle modalità esecutive e della pericolosità del mezzo ai fini dell'accertamento degli elementi soggettivi richiesti.

  • Codice penale, art. 435 (attentato contro la pubblica incolumità)

    La Corte richiede l'accertamento della micidialità del materiale e delle circostanze di tempo e luogo per poter inferire il dolo specifico di attentare alla pubblica incolumità; in assenza di tali elementi il reato non è configurabile e non può giustificare misure cautelari.

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 11394 del 11/02/1991 (Abel)

    Richiamata per il principio secondo cui il dolo specifico può essere desunto da indici fattuali quali natura e potenzialità offensiva dei mezzi e condizioni di tempo e luogo; principio applicato analogicamente alla fattispecie in esame.

Massime di principio

  • Per disporre misure cautelari in reati con dolo specifico (es. attentato alla pubblica incolumità) è necessario un apprezzabile insieme di indizi non solo sulla partecipazione materiale ma anche sulla pericolosità intrinseca del mezzo e sulle condizioni di tempo e luogo; la mera detenzione o la somiglianza fotografica non bastano.
  • La prova del dolo specifico può essere ricavata da indici oggettivi (natura e potenzialità dell'ordigno, modalità di occultamento, circostanze spazio-temporali) e non può essere supplita da considerazioni anagrafiche o processuali (giovane età, incensuratezza).
  • In fase cautelare la soglia per la gravità indiziaria resta elevata: elementi ambigui o facilmente spiegabili in modo innocente (indumenti comuni, somiglianze non univoche) non supportano la misura.
  • Quando la fattispecie più grave non risulta provata, il giudice non è tenuto a valutare ulteriormente l'identificazione dell'indagato ai fini della misura, essendo quest'ultima priva di fondamento normativo se il reato non sussiste nella sua forma che giustifica la custodia.
  • Il richiamo a precedenti di fatto (es. reati come strage o attentati) è utile per i criteri di valutazione, ma ogni caso richiede accertamenti specifici sulla micidialità del materiale e sulle condotte concrete.

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