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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5840/2025 del 13/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza d'appello del 21/3/2024 deducendo la violazione dell'art. 157 cod. pen.: sostenevano che la contravvenzione contestata al capo A) fosse già prescritta, poiché l'attività commerciale e le opere erano state svolte/ultimate circa 10 anni prima dell'accertamento e, comunque, in ogni caso la consumazione poteva essere ancorata alla data dell'accertamento (10/8/2017), rendendo il reato ormai prescritto anche tenendo conto delle sospensioni previste.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi fondati. Ha accertato che la contravvenzione di cui al capo A) era consumata al più tardi in data 10/8/2017 (opere risultavano ultimate con intonaci, posa del pavimento e solaio, finestre e impianto elettrico funzionante) e che non risultano elementi nei giudizi di merito che spostino la consumazione a data successiva. Tenuto conto anche delle sospensioni dell'art. 159 cod. pen., il termine di prescrizione si è perfezionato il 14/9/2023; conseguentemente la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio limitatamente al capo A) perché il reato era estinto per prescrizione. Inoltre la Corte ha rideterminato la pena residua per il delitto di cui al capo B) in 2 mesi e 20 giorni di reclusione, esercitando il potere di cui all'art. 620, lett. I), cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 157 cod. pen.

    Invocato dai ricorrenti per contestare la correttezza della determinazione del termine di prescrizione; la Corte ha ritenuto fondata la censura in quanto, alla data dell'accertamento, il reato era già consumato e il termine prescrizionale si era quindi ormai compiuto

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato in combinazione con l'art. 44 del DPR 380/2001 per inquadrare la contravvenzione contestata (concorso di persone nella commissione della contravvenzione edilizia)

  • art. 44, comma 1, lett. b), d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380

    Norma sostanziale che qualifica l'illecito edilizio contestato; la Corte ha valutato la data di consumazione del reato sulla base dello stato delle opere descritto in sentenza

  • art. 159 cod. pen.

    Previsione sulle sospensioni del termine di prescrizione; la Corte ha tenuto conto delle sospensioni ma ha ritenuto che, comunque, la prescrizione si sia perfezionata entro il 14/9/2023

  • art. 620, lett. I), cod. proc. pen.

    Base normativa che ha consentito alla Corte di Cassazione di rideterminare direttamente la pena per il reato residuo (capo B) senza rinvio)

Massime di principio

  • La data di consumazione del reato viene ancorata allo stato materiale delle opere e agli elementi probatori: se dalle sentenze di merito risulta che le opere erano già ultimate alla data dell'accertamento, la consumazione non può essere retrodata oltre tale data senza specifiche prove contrarie.
  • Se il giudice non individua elementi che indichino una consumazione successiva, la prescrizione può ritenersi maturata e determinare l'annullamento senza rinvio del capo estinto per prescrizione.
  • Le sospensioni del termine prescrizionale (art. 159 c.p.) devono essere computate, ma la loro presenza non impedisce automaticamente la maturazione della prescrizione se il tempo complessivo è comunque trascorso.
  • Il ricorrente che invoca la prescrizione dovrebbe documentare con precisione la presumibile data di consumazione o produrre elementi che impediscano di fissarla alla data dell'accertamento.
  • La Corte di Cassazione può, ai sensi dell'art. 620 cod. proc. pen., rideterminare la pena per i reati non estinti prescrizionalmente senza rinviare il procedimento quando ciò sia possibile.

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